mercoledì 1 febbraio 2012

Waiting Phase Two


Quanti scrittori, poeti, navigatori, contadini, inutili presenzialisti, blogstar (sic), operai, vigili, guardiani, elettricisti, svenevoli icone modaiole, musicisti -bravi o perfettamente sconosciuti, cani, platinati e vecchi-, presentatori TV rincoglioniti, attori ormai in dissolvenza, tenutari di gallerie artistiche senza arte (nè parte), vinaioli, politici a stampino, casalinghi, saputelli della vita e mariti fascisti, bottegai (detto alla Mascetti), pedatori stra-pagati e gente nascosta, hanno parlato del vento. Oggi, sferzandomi, non ha parlato: si sa che non è così che va, potrebbe pure andare peggio. Mi ha risvegliato, intorpidito, pulito e rassettato, con pochissima voglia di alzare lo sguardo -mi ci ha costretto, potente- e con ben più desideri che soddisfazioni.

"You don't possess me
Don't impress me
Just upset my mind
Can't instruct me or conduct me
Just use up my time".

(Photo by Lasse Hoile)