lunedì 12 novembre 2012

Le case morte




Questo post parla della Spagna, ma non è detto che, tra qualche mese, non si possa dire altrettanto per altri Paesi UE. Il meccanismo perverso e criminale messo in atto dalle Banche lo potete leggere in quest'articolo e capire fino a che punto ci si possa spingere quando si crede, quando si vuole, avere il potere sugli altri. Nessuno eccepisce sul fatto che un Istituto di Credito non regala il denaro, il suo mestiere è accumularlo. C'è, comunque, un limite e qui è stato oltrepassato, di molto. Si è sgretolata anche una forma minima di rispetto umano, di comprensione e di aiuto. La Spagna è martoriata da una disoccupazione allucinante, i giovani sono allo sbando, il Governo sembra, per ora, incapace di arginare quella che si definisce "un'emergenza sociale", ma che possiamo chiamare più velocemente disperazione. I gesti estremi sono una conseguenza eclatante, ma non la sola. L'emarginazione, l'impossibilità di avere un minimo di fiducia in se stessi e nelle Istituzioni, il dolore di svegliarsi ogni mattina con la nausea perchè non si sa che fare, sono cose con cui milioni di persone cercano di combattere ogni giorno. Uscire da una casa che potrebbero portarti via in qualsiasi momento (e che devi continuare a pagare) per trovare un lavoro o qualcosa da mangiare, è un delitto enorme di cui nessuno sembra voglia pagare il fio. Dignità stracciata e interessi economici si intrecciano in uno straziante futuro inesistente. Non c'è forma di Giustizia che risarcisca per questo, non c'è giustificazione ne' assoluzione.
Darsi da fare è un bel dire.
Qui non c'è più nemmeno un letto su cui morire.