Passa ai contenuti principali

 Macca the comeback?

Bene.
Da stasera qui si chiude fino al 26. Che pacchia, eh?
Chi ha le chiavi può entrare ed uscire: ricordarsi solo di dar da mangiare al Compagno Garfo, chè in questo periodo è affamato.
Nel frattempo, se cade il Governo non è colpa mia, e nemmeno se l'Italia non si qualifica.
Il resto può aspettare, sennò ci pensate Voi.
Mandi.


Up-date from Rome: per ora tutto bene. Ho lasciato qualche messaggio di saluto, ma ora ho accesso ad una connessione dal "B&B". Ovviamente non farò post, ma magari puntatine qua e là. Una prima considerazione: chi guida a Roma in qualsiasi altra città d'Italia si sentirà non solo isolato, ma l'unico che sa condurre un'auto. Io me lo ricordavo, il traffico: quello che vedo ogni giorno, no.
Si mangia bene.
Ci sono nugoli di ragazze splendide.
Il sole (dell'avvenire) splende.

Second Up-Date: direi che è più logico affidare alcune riflessioni ad un Post, quando rientro. Le evidenze saltano agli occhi, le contraddizioni pure, ma questa è la superficie. E' lo sguardo ingenuo del vassallo alla corte del Re, del Credente che pensa di salvarsi l'anima coprendo e coprendosi d'oro ipocrita. Anche vista da fuori, qui, per ora la Politica, esempio, resta solo chiacchiere e distintivo, altrochè palle e sangue.
E correre, molto spesso non porta da nessuna parte.
(Però adesso le mie sorelle romane sono due, ed io ne sono felice).

Stay tuned.

Third Up-date: ok, ko tecnico fino a Martedì. Passerò la settimana dopo a ringraziare tutti. Non godete troppo: i pensieri si accumulano, superati solo dal desiderio di tornare a "parlare" con Voi. Comunque, il Governo è lì lì, ma l'Italia va: quindi non è proprio che sia sempre colpa mia di tutto (alla faccia di chi continua a crederlo).
Celentano è bollito.
Mi fermo qui.


Up-date...?: perdura il KO tecnico. Mi hanno dato i punti. Vi scrivo dalla sede della CGIL di Udine, per concessione. Francamente non pensavo di arrivare a 130 commenti: per far incazzare qualcuno è più che sufficiente, per l'ego anche troppo. Dovrei tornare disponibile Martedì 4 Dicembre, salvo impedimenti del tecnico (non tecnici).
Confesso: ieri, in alcuni passaggi, Benigni m'ha commosso.
Delle due l'una: o sono rincoglionito, o la mia anima è più romantica di quel che credevo.
Mandi.


Next Up-date: insomma, davvero devo ripetere un sacco di ringraziamenti (Chapucer, smack!; N., io a te solo baci, altrochè badilate, agli altri ciò che ognuno desidera, tranne soldi). Però è sfiancante ripetersi così banalmente, vero? Non so come "tornare": parlar di Roma ormai mi sembra abbondantemente superato. Ci sarebbero altre notizie, altre cose. Bòn, ho tempo fino a Martedì. Suggerimenti?
(Non vale dire di prolungare l'assenza: da buon Komunista non mi posso togliere di mezzo e basta...).

Up! Mi re-installeranno il sistema, per domani. Prevedo cavoli: dovrò impostare tutto quanto. Io odio queste cose. Primo impegno (se ne esco: si sa ad ogni latitudine che sono una capra informatica) è passare da tutti-tutti. L'argomento del post è misterioso, sopratutto per me (leggi: idee, zero). Per il resto, avrò, fino al 21, molti impegni tipo pranzo-cena. Ciò è cosa buona e giusta. Qualcuno faccia un caffè molto forte...

Michael Ayrton, "The Captive Seven", 1949-50, Tate Modern, London.




Post popolari in questo blog

Perchè mi frega

Francamente non mi interessa. Non mi interessa quale potrebbe essere il vostro schieramento politico, la vostra idea della politica o se sapete cosa può (o potrebbe) essere la politica. Io non sono uno di quelli che si definiscono "osservatori privilegiati": fossimo ai tempi bui, potrei al massimo aspirare alla parte di servo della gleba con propensione a mettersi nei casini, dato che il culo non lo lecco a nessuno.

Non mi interessa neppure se non andate a votare, se ci andate, se vi fotografate mentre fate il dito medio tenendo in mano la scheda elettorale o se la vostra scrutatrice è una bella figliola e voi vorreste invitarla a pranzo, prima sapendo da che parte sta. E mi frega anche di meno se, il cinque marzo, farete ascese ardite e risalite per dire "Io lo sapevo" (tutti lo sanno, dopo).
Non mi frega proprio: vi prego, credetemi.

Arrivo a dire che non mi alza nulla neppure sapervi, che so?, fascisti. E sì che io, i fascisti, li aborro un attimo. Detto da uno…

Ping Pong

Nel 1971, la diplomazia del ping-pong avvicinò la Cina agli USA. Il ping pong è un gioco veloce e di riflessi, ma, fondamentalmente, si tratta di tirarsi una palla. Allora fu veicolo di aperture ed oggi ce lo ritroviamo in Italia come metafora di un empasse politico così sfiancante che è senz’altro possibile definire storico. Sembra che una congiunzione astrale particolarmente sfortunata abbia cercato di imporre un cambiamento profondo che, però, non si è palesato in maniera definitiva, riducendosi ad occupazioni, pranzetti al borgo e reiterati equivoci oratori. Mentre coloro che avevano la vittoria in tasca, stanno cercando un nuovo metodo per sminuzzare in parti infinitesimali la ormai pallida parvenza di un’idea politica, spacciata anch’essa per nuova (per quanto, alla luce del sole, sembra più che altro ridipinta in velocità). E intanto l’arbitro, ex giocatore, che già pensava ad una pensione dorata e ludica, si trova di nuovo al centro dell’attenzione, tronfio ed impomatato come …

Fatevi l'inchino

Povero "PdL": da un nano ad un Alfano. Come ondate cicliche di populismo pesante, le bordate politiche Italiane si infrangono con inusitata potenza verbale, infarcita di luoghi comuni, bassezze, banalità. La campagna elettorale perenne cui siamo sottoposti, volenti o nolenti, riporta a galla tutte le nefandezze lessicali che possiamo tollerare, ed anche di più. Mentre nel Mondo si consumano tragedie epocali (vedi la Siria, per dirne una) e la crisi del lavoro disintegra intere Nazioni, questi scellerati continuano a razzolare, tutti quanti, nell'orticello della loro miserevole ed angusta visione delle cose, limitata ai fatti sporchi di un paese come il nostro, incapace di guardare oltre il proprio ombelico. In questo sono bravi tutti, a destra, a sinistra, ovunque. Sono ignoranti, perlopiù, e non tentano nemmeno di mascherarlo; aggiungono anche questo vessillo alle loro bandiere di personaggi arrancanti e pretenziosi di visibilità.
Come capitani derelitti, si fanno l…