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Ti dovrei dire...




Ti dovrei che forse scrivere queste cose non è giusto.
Ti dovrei dire quanto sia difficile.
Ti dovrei dire che sono sempre stato sincero.

Ti dovrei dire che quando sorridi è tutto diverso.
Ti dovrei dire che se mi ascolti serve poco altro.
Ti dovrei dire che sono debole, che quando mi sproni a vivere hai ragione.

Ti dovrei dire che a volte non ti sopporto, ma solo perchè mi nascondo.
Ti dovrei dire che ridere con te è così bello che mi sembra di non averlo mai fatto.
Ti dovrei dire che sono stupidamente geloso.

Ti dovrei dire che mi manchi.
Ti dovrei dire che non ti voglio annoiare.
Ti dovrei dire che, in realtà, mi piacerebbe scordarti.

Ti dovrei dire che ti amo.
Ma non lo farò mai.
Sono uno dei tanti.
Non sono quello che desideri, ma tu sai che quando prendo in giro i sentimenti non lo dico sul serio.
Ti dovrei dire che ti amano, forse, in troppi.
Ti dovrei dire tutto questo.
Ti dirò solo e sempre che non ti voglio perdere.

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Perchè mi frega

Francamente non mi interessa. Non mi interessa quale potrebbe essere il vostro schieramento politico, la vostra idea della politica o se sapete cosa può (o potrebbe) essere la politica. Io non sono uno di quelli che si definiscono "osservatori privilegiati": fossimo ai tempi bui, potrei al massimo aspirare alla parte di servo della gleba con propensione a mettersi nei casini, dato che il culo non lo lecco a nessuno.

Non mi interessa neppure se non andate a votare, se ci andate, se vi fotografate mentre fate il dito medio tenendo in mano la scheda elettorale o se la vostra scrutatrice è una bella figliola e voi vorreste invitarla a pranzo, prima sapendo da che parte sta. E mi frega anche di meno se, il cinque marzo, farete ascese ardite e risalite per dire "Io lo sapevo" (tutti lo sanno, dopo).
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