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Ti dovrei dire...




Ti dovrei che forse scrivere queste cose non è giusto.
Ti dovrei dire quanto sia difficile.
Ti dovrei dire che sono sempre stato sincero.

Ti dovrei dire che quando sorridi è tutto diverso.
Ti dovrei dire che se mi ascolti serve poco altro.
Ti dovrei dire che sono debole, che quando mi sproni a vivere hai ragione.

Ti dovrei dire che a volte non ti sopporto, ma solo perchè mi nascondo.
Ti dovrei dire che ridere con te è così bello che mi sembra di non averlo mai fatto.
Ti dovrei dire che sono stupidamente geloso.

Ti dovrei dire che mi manchi.
Ti dovrei dire che non ti voglio annoiare.
Ti dovrei dire che, in realtà, mi piacerebbe scordarti.

Ti dovrei dire che ti amo.
Ma non lo farò mai.
Sono uno dei tanti.
Non sono quello che desideri, ma tu sai che quando prendo in giro i sentimenti non lo dico sul serio.
Ti dovrei dire che ti amano, forse, in troppi.
Ti dovrei dire tutto questo.
Ti dirò solo e sempre che non ti voglio perdere.

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O bello. Ciao.

Il gioco era di quelli possibili per tutti. Quando sono entrato in Facebook, dieci anni fa, ci si baloccava alla grande: come sempre era tutto da fare. Conoscevi un sacco di gente e pure bella, interessante, piacevole. Cazzeggio. Poi si va sul serio: ogni tipo di serietà, dalla politica al calcio (che serio non può mai essere), la musica, arte, quello che ti pare. E la cosa cresce, in termini di tempo. E poi di ansia. Chi dice che i "social network" creano angoscia e isolano non sbaglia. Non ha nemmeno ragione, comunque.

E iniziano i discorsi sull'uso del mezzo e non della sua inutilità: ma, infatti, Facebook non è mai stato inutile. E' cambiato, perchè è mutata la gente, il suo modo di approcciarsi al coso blu. Poi la spirale, per me da sempre debole da questo punto di vista, dell'affermazione: quanti hanno letto? E' piaciuto? Perchè quell'altro mi dice di lasciar perdere, che so?, la politica? La mia amica legge lui e non me. Che cazzo. No.

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Qualche mese fa, in un tribunale (e lì che si parla spesso del lavoro, qualcuno mi ha detto che per i mestieri "non qualificati" non c'è futuro. Ah, bene. Certamente il mondo si sta spostando verso le specializzazioni alte. Internet ha cambiato ogni cosa ed è solo l'inizio. Tutto va così veloce che nemmeno chi ci sta dentro riesce a tenere il passo. Dietro la scrivania c'è già qualcuno che ne sa più di te, o ha un'idea geniale, un'applicazione fottutamente innovativa o ha fatto tre master al "MIT".

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