sabato 16 febbraio 2008

 Terreno minato



Dell' Europa tutti si potrebbe dire, meno che abbia una visibilità Politica coesa e forte. Più delle imminenti Elezioni¹ Italiane, più della "Rosa Bianca" e dei rotolamenti di Ferrara, la nostra attenzione dovrebbe volgere verso il Kosovo, dove, domani, potrebbe essere proclamata un'indipendenza che si può definire, in maniera eufemistica, difficile. Gli starscichi di una guerra sanguinosa e feroce sono tutt'altro che scomparsi, innestandosi su una situazione economica gravissima (la disoccupazione è al 49,7%), terreno fertile per le mafie dell'Est, per il commercio di armi e droga. Il tutto in una posizione geografica delicatissima, incuneata com'è tra l'Oriente prossimo e gli stati dell'ex-Jugoslavia che premono per entrare nella UE.

In un contesto in cui è evidente che la questione etnica è basilare, si può trarre la semplice conclusione che, ancora una volta, l'incapacità sostanziale della Diplomazia Mondiale si accompagna al disinteresse della ragione umanitaria. Inviare duemila uomini per tenere a bada le probabili tensioni tra Albanesi e Serbi, su un territorio spezzettato e complesso, nelle sue divisioni anche geografiche, sa tanto di già visto: un qualcosa messo lì per una parvenza d'intervento, ma che, in realtà, produrrà un ancor più marcato isolamento del Kosovo, che di tutto ha bisogno, ma non di un'altra immaginaria linea difensiva bardata di pacifismo.

Se la Russia, in appoggio ai "fratelli Serbi", taglierà (ed appare ipotesi concreta) le forniture di elettricità, riducendo anche gli aiuti umanitari, quella terra martoriata si ritroverà in balia di forze interne che già sull'orlo di una tensione fortissima, potrebbero fare un passo di troppo. Appare lontana l'ipotesi, non di certo favorevole allo stato Serbo, dell'invio di truppe dalla capitale Belgrado a tenere sotto scacco la maggioranza Albanese e la forza di Pace Europea. Anche uno sprovveduto intuisce la pericolosità di tutto questo, tra gli USA e la Russia², di nuovo divisi dalla Jugoslavia, crocevia immancabile della Storia.

Rende attoniti e disorientati l'asservimento della maggior parte degli organi di informazione, ligi nel trasmettere una minima parte delle notizie che potrebbero delineare il quadro per quello che è, disastroso. L'apocalittica visione di una nuova esplosione dei Balcani potrà essere evitata con uno sforzo enorme da parte di questa Europa, così fragile, così divisa al suo interno da temere secessioni in massa tra gli Stati membri. Specchio rotto (quest'immagine continua ad intrigarmi) di una sudditanza evidente, ciò che la UE non ha ancora imparato è il valore dell'indipendenza mentale e politica, del non essere asserviti ad alcuno se non all'idea della costruzione di un Continente coeso, solidale e libero. Libero veramente.

¹: su questo Blog non si parlerà, fino al 14 Aprile, di nessuno dei due schieramenti in Campagna Elettorale. Magari su altri siti amici, ma "Transit" si fa da parte. Tanto si sa come butta da queste parti. O no?
²: i Panda sono in pericolo d'estinzione. I Panda Rossi diventano l'ultimo baluardo contro molte fesserie in giro (questa la capisce solo una persona).