lunedì 22 luglio 2013

Etica dell'ipocrisia



"Nel momento in cui l'Italia affronta una straordinaria depressione civile, economica e sociale combinata con una persistente fragilità politico-istituzionale, appare necessario evitare l'introduzione di elementi divisivi nel senso comune del popolo con particolare riferimento ai principi della tradizione, dalla vita alla famiglia naturale, alla libertà educativa". Con queste motivazioni, una parte (importante dirlo) del "PdL" vuole rinviare l'approvazione della auspicata, giusta legge sull'omofobia. Mi viene da pensare a quell'articolo di un paio di giorni fa che diceva che i treni di quarant'anni fa erano più veloci degli attuali (alta velocità una cippa). Sempre e comunque, convinti e sospinti da forze evidentemente ancora forti e radicate (DC), bisogna fermarsi dinanzi alla laicità di uno Stato, che mai lo è di fatto. Avere un Blog da parecchi anni è un esercizio difficile da rendere originale. Non si sa più quante volte gli argomenti sono gli stessi, mese dopo mese, anno dopo anno. Motivazioni come quelle riportate all'inizio fanno da cassa di risonanza alla pancia cattolica dell'Italia, quell'immenso ammasso di ipocriti e benpensanti che cementano, da secoli, con il loro fondamentalismo di facciata i mattoni dell'immobilismo. Non tutti i credenti sono così, lo sappiamo, nè tutti i politici, ma il semplice fatto che quattro giorni dalla discussione ci si erga a difensori della vita e della famiglia naturale fa comprendere come idee di questo genere mai siano sopite o, meglio, cambiate. Sarà da vedere cosa succede Venerdì, ammesso e non concesso che questa discussione ci arrivi, a quella data. Il "PdL" tiene per la giacca (diciamo così, va) il "PD": vuole più Ministri, vuole più spazio. Glielo daranno, probabilmente, fottuti dalla paura che questo Governo perda quei tre miseri paletti che lo tengono su. Ed il 30 si balla la rumba, ancora.
Chissà che nome ha la braca sui cui questi affrontano le tempeste continue di questa estate che diverrà bollente e ancora più fastidiosa.
Il nome ce l'avrei, ma Voi siete più bravi di me e l'avete capito.