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 Benvenuti a Kilombo
Oggi, alle 21, nasce “Kilombo”. Un meta-blog, come si usa dire, che intende raccogliere le varie anime di una Sinistra , come quella Italiana, complessa e frammentata, ma pur sempre vitale. Nasce ad un mese esatto dalle Elezioni, e non è un caso. Non lo è, perchè l'appuntamento è decisamente importante, per tutti. “Kilombo” dà spazio ai Blog dei suoi autori, raccogliendo i post che ogni giorno essi scrivono e raccogliendoli per dare una visione più ampia di idee ed opinioni. Approfondire, attraverso la possibilità di avere agilmente sottomano così tanto materiale, l'idea di Sinistra e la sua forma partecipativa, che tanta spinta ha avuto dal mondo Web. E' un meta Blog colorato ed agile, facile da navigare e libero. Parteciparvi non costa nulla, se non un minimo d'interesse, ovviamente, a queste tematiche. La Redazione, che ha il solo compito di occuparsi di questioni tecniche (quindi, nessuna censura a priori), ha formulato una Carta in cui i Bloggers aderenti trovano le indicazioni base per una civile convivenza e per dare la più alta qualità possibile al tutto. A questa redazione, eletta annualmente, va il mio ringraziamento personale per l'ottimo lavoro svolto. A tutti Voi, che passate da qui, l'invito a “dare un'occhiata” ed a iscriversi. Davvero, e non sembri banale, più siamo, meglio è.

http://www.kilombo.org/
Qui a destra trovate link e banner.

(Oggi mi vengono a montare i mobili del soggiorno: lo so, non è molto importante, anzi, ma non so se riuscirò a passare a salutarvi...)

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Perchè mi frega

Francamente non mi interessa. Non mi interessa quale potrebbe essere il vostro schieramento politico, la vostra idea della politica o se sapete cosa può (o potrebbe) essere la politica. Io non sono uno di quelli che si definiscono "osservatori privilegiati": fossimo ai tempi bui, potrei al massimo aspirare alla parte di servo della gleba con propensione a mettersi nei casini, dato che il culo non lo lecco a nessuno.

Non mi interessa neppure se non andate a votare, se ci andate, se vi fotografate mentre fate il dito medio tenendo in mano la scheda elettorale o se la vostra scrutatrice è una bella figliola e voi vorreste invitarla a pranzo, prima sapendo da che parte sta. E mi frega anche di meno se, il cinque marzo, farete ascese ardite e risalite per dire "Io lo sapevo" (tutti lo sanno, dopo).
Non mi frega proprio: vi prego, credetemi.

Arrivo a dire che non mi alza nulla neppure sapervi, che so?, fascisti. E sì che io, i fascisti, li aborro un attimo. Detto da uno…

Miserabili now

Qualche giorno fa, leggendo il solito bel post dell'amico Gilberto, mi sono soffermato su un termine da lui usato: miserabile. Adesso esulo dal contesto in cui lui lo inseriva e me ne servo per tutt'altro discorso. La parola la uso piuttosto poco: di solito è per definire una persona che disprezzo, per cui non ho alcuna stima, un perfetto coglione, per essere estremamente chiari.
E cercherò di essere cristallino.

Le cose, lo sapete, valgono assai di più se provate sulla propria pelle. Le esperienze più delle parole; un assioma. Se non hai mai potato un albero non sai quale sia la fatica o i problemi che comporta: è solo per dire che ci riempiamo la bocca di opinioni su mille cose, ma ciò che viviamo è quello che conosciamo davvero. Il resto sta alla nostra attenzione, preparazione, agli interessi, a dove e cosa impariamo.

Facciamo così. Io vi dico che adesso so per certo che significhi essere un miserabile, lavorativamente ed economicamente parlando. Non che io abbia mai vissuto …

Talula, eh?

"Talula, eh?'", dice la figlia di un'amica che ancora non si esprime in maniera fluente: "Paura, eh?" sta a significare. Ci si arriva da soli. E' la maniera così spontanea e pulita di chi ancora non sa "dire" ciò che prova, ma che sente perfettamente cosa significhi quel momento, quell'attimo: magari scendendo da uno scivolo, sbucciandosi le ginocchia, come spero sempre facciano più bambini possibile.
Che è meglio che imparare da un videogioco o dalle noiose parole degli adulti.

Eppure mi ha fatto pensare alle mie, di paure. Ormai, vista la vetusta età, acclarate e persino persistenti. E immagino pensiate soprattutto a quella della morte, della fine della corsa, dell'arriverderci e grazie, è stato bello ma breve. In effetti ci penso spesso, ma debbo ammettere, con un filo di sovraeccitazione, che non è la peggiore.
A volte vira verso l'indifferenza o, non me ne vogliate, la liberazione.

Ne ho mille altre: politiche (be', questa è …