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 La giusta distanza



Tutto è compiuto, nulla è fatto. Il risultato delle Primarie (ho promesso di non parlare di numeri), che era scontato fin da prima che nascesse perfino il nome del "PD", è lì. Qualcuno dice sia un monito, molti un grande successo dell'antipolitica dell'antipolitica (sich!), qualcun altro dubita perchè vede minacciata la sua forza, cioè un Populismo radicato e filo Democristiano. Chè, poi, si sa, quello del Partito che si rifà ai Dorotei è l'unica corrente che attraversa ogni formazione di rilievo, e che ne sansisce una certa omogeneità. A vederla da qui, la giornata di ieri era una bella e soleggiata (seppur, finalmente, fresca) Domenica: sembrava che tutto dovesse dare una mano e invogliare la gente ad andare a votare. Il merito delle Primarie sta proprio nel metodo, che dà, se non altro, l'illusione che si conti ancora, Noi cittadini. Trasformare le favole in realtà è assai difficile, sopratutto quando devono avere un lieto fine. Adesso sta al maghetto Veltroni provarci. Sopratutto starà alla Dirigenza del Partito abbandonare i Pantheon e mettere una cornice pragmatica e solida alle buone, buonissime intenzioni. Basta non nascondersi, nel momento della lotta, dietro ad uno scudo Crociato.

“Transit” resiste, bontà Vostra, e grazie allo 0,1 rimediato da Adinolfi. Coerente con le promesse fatte avrei chiuso, avesse vinto questo rispettabilissimo Blogger. Dite che sapevo che non avrebbe vinto? Non ci voleva un genio, a capirlo. Perciò l'ho scritto solo io.

Andrea Buglisi, "Soud Check", Galleria "Andrea Arte", Vicenza.

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Non mi interessa neppure se non andate a votare, se ci andate, se vi fotografate mentre fate il dito medio tenendo in mano la scheda elettorale o se la vostra scrutatrice è una bella figliola e voi vorreste invitarla a pranzo, prima sapendo da che parte sta. E mi frega anche di meno se, il cinque marzo, farete ascese ardite e risalite per dire "Io lo sapevo" (tutti lo sanno, dopo).
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