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 Ecco, tutto qui



Lino era un tipo silenzioso, non uno di quelli che dici simpaticoni.
Aveva lavorato in Germania: testa bassa, produrre, aveva imparato la lingua, sennò non ti davano il salario. Adesso non ci capiva quasi più nulla, con tutti questi foresti chè non sai quello che ti chiedono.
A lui non offrivi un caffè; una Coca-Cola, caso mai, tanto è lo stesso.
Nelle rare pause che si permetteva, ti raccontava degli Alpini, della moglie, ma con pudore, quasi ritrosia. Le persone devi saperle prendere per quel che sono, nessuno è messo qui per cambiare il carattere degli altri a proprio piacimento: lo fanno, sì, ma non è così che funziona.
Lino non aveva tanti amici, tra i colleghi: pochi, ma buoni, li scelgo io, ti confidava al tavolo della mensa.
Era nel “mio” Reparto perchè nell'altro non voleva più fare certi lavori, dopo che un Capo Reparto lo aveva preso di mira: lui quasi cinquant'anni, il Capo la metà.
I Capi Reparto sono giovani, dicono “rampanti”: in realtà sono solo arroganti, seguaci del branco, spie, nessun rispetto per chi si è rotto la schiena per trent'anni. Sul serio: non è un dipinto di parte, quelli che non hanno neanche la barba si rifanno sugli anziani, bravi eh?, la razza peggiore, i vigliacchi.
Da noi Lino stava tranquillo: nessuno si metteva in testa di rompergli le scatole, se poteva ti lasciava andare in pausa quando ti era comodo e ci stava lui, al posto tuo.
Si ricambiava. Si lavorava. Si stava un po' meglio.

Poi una macchina ha deciso di sfracellargli una mano: da parte a parte, senza pietà, le macchine non ce l'hanno.
E Lino è stato a casa mesi: ogni tanto a salutare, ma sempre senza disturbare.
Poi si torna, ma non è più possibile andare avanti, con quel pollice che non ne vuol sapere di muoversi, mai più: meglio mettersi d'accordo, la pensione, un sorriso sotto i baffi, Lino. Va là che te la godrai lo stesso; la casetta, la moglie, la figlia.

Oggi Lino ha ucciso sua moglie, poi si è sparato.
Perchè?, ti chiedono al telefono: era uno normale.
Normale non vuol dire un cazzo: è la parola che usiamo perchè non ne sappiamo altre, chè nessuno è normale, nessuno non lo è, non ci capiamo niente.
Jannacci avrebbe detto: “Ecco, tutto qui”.
Sì, proprio.
Tutto qui.

Michael Landy, "H2NY Self Distruction Suicide Machine", 2006, Museum Of Modern Art (MOMA), New York.

Commenti

  1. è molto triste

    non si conosce mai abbastanza una persona

    e una vita non basta.

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  2. Credo che - per la gente - normale sia uno che non fa niente che di cui valga la pena parlare. Concetto che è già tutto un programma.

    La storia, invece, è terribile proprio per quella normalità che l'avvolge.

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  3. Cavolo, mi hai fatto venire i brividi... e mi hai messo addosso uno strano misto di tristezza e rabbia...

    saluti

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  4. Quando la società è sorda e non sente le grida di disagio di gente come Lino, ci si nasconde con delle frasi fatte , senza cercare di capire cosa ci sia dietro ad un gesto estremo... ormai è cronaca di tutti i giorni di fatti analoghi e si continua sempre con lo stesso sbalordimento misto a sconforto di fronte ad un padre che uccide un figlio handicappato perche stanco di vederlo soffrire, o un povero marito che come ultimo atto di un estremo amore soffoca nel sonno la moglie malata di alzaimer.... e la società cosa fà?, si meraviglia... già si meraviglia per l'abbandono in cui si ha lasciato un povero cristo in balìa dei suoi problemi.... incapace di tendere una mano ha chi grida aiuto!!!

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  5. ciao bello! buon anno nuovo e spero che il natale sia stato bello!!! bacio grande grande ;*

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  6. l'ho letto sul giornale.

    non so che dire, davvero. Provo solo una sensazione di gelo.

    Lo conoscevi?

    Ti abbraccio forte.

    cri

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  7. Io odio la parola Normale, fai un po' tu...

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  8. è vero, non c'è niente di più idiota della definizione di normalità, ok, ok, ma se sentiva un disagio così profondo non bastava sparare a se stesso? non si può trascinare la vita degli altri nel nostro libero arbitrio.

    un abbraccio

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  9. "Visto da vicino nessuno è normale" (O.Wilde e poi ripreso da F. Basaglia).


    Le feste natalizie esasperano quelle solitudini mute che non trovano sbocchi relazionali se non esplodendo.

    Da fuori si cercano disperatamente maniglie su pareti lisce, da dentro si soffoca tra le mura tetragone della paura. Disperante l'impotenza.


    Ti abbraccio caro amico

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  10. danie', ciao.

    faccio in tempo almeno per il buon anno?


    ;)


    buone feste


    (e zero parole su questo post)

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  11. da vicino nessuno è normale. nessunissimo prorpio.

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  12. usti, era già stata fatta la citazia.

    eccomunue, se lino avesse evitato di coinvolgere la moglie, nel suo omicidio, sarebbe stato un po' più normale.

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  13. La disperazione a cu questa società sta portando tanta gente, aumenta ogni giorno di più, ma tutto è trattato come un fneomeno di pazzia. CCerto si deiventa anche pazzi quando si chiude tutto davanti a te e non cè razionalità nella follia della disperazione. Sai, in questi giorni ho dciso di fare uno stacco, ma quando ho sentito questa notizia, stavo andando al computer per scrivere... L'hai fatto tu: questo testimonia il nostro comune sentire. Grazie, Giulia

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  14. Triste storia. Nessuno può giudicare l'altrui "normalità".


    un saluto

    angela

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  15. Ci sto pensando tanto in questi giorni. Da quando è successo. Non è la prima volta e succederà. Credo che sia stato vittima dell'indifferenza, della cattiveria, dell'isolamento in cui si trovano in questo mondo i più deboli,i più sfortunati. Il rimedio nell'immediato non lo vedo, se non nelle iniziative dei singoli individui, nel fare quadrato intorno a situazioni di disagio, nel partecipare, nel dare concretamente un aiuto, ma anche questo non è così semplice. Basta guardarsi intorno per capire che non lo è.


    Ciao.


    cri

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  16. Mamma mia, ho letto la notizia, il nome del paesino (c'è ancora qualche amico di famiglia in Carnia, e certe notizie le leggo sempre inquieta) e subito dopo giuro che ti ho pensato. Ho pensato - chissà se...

    E fosse la prima volta che su un blog leggo il dolore di qualcuno per il quale la cronaca nera diventa parte della propria vita. Che dire? Mi spiace sembra così scemo... prendi una persona, gli tolgi tutto quello che lo rendeva vivo, pian piano, e poi che resta?


    Amico mio, la normalità è solo una fiaba della buona notte, che la gente si racconta per paura dell'Uomo nero.

    Un abbraccio

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  17. Volevo farti gli auguri per un buon fine e insizio anno... Un abbarccio, Giulia

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  18. Fâs câs che tal zir di trê mês a sedin stâts trê câs za in Friûl. Tu lu cognossevis il to amì Lino e tu sâs trop fruiât de vite ch'al fos. Trop stuf di sopuartâ. Forsit no tu podevis nancje ininmagjnâ trop disperât e trop ch'al patìs. No podin rivâ dapardut e no rivin a capî dut. No tu varessis dut câs fâ nuie.

    RispondiElimina
  19. Non ci sono molte parole da dire ... se non le solite abusate e non credo che sia il momento giusto per dirle.

    Ti abbraccio Dani ... forte forte!


    Lady RoseNoire

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  20. l'augurio, piccolo, che tutto vada un po' meglio.

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  21. Tantissimi auguri... Il prossimo anno diventeremo ancora più amici...

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  22. ho sentito la notizia agghiacciante al telegiornale,tra un servizio sulla dieta post-festivita' e uno sui botti...solo un abbraccio, Daniele, nn so dire altro......

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  23. Ciao,Daniele,ho letto e riletto il tuo post :per molti di noi la cronaca resta un trafiletto su un quotidiano,una notizia,confusa fra tante,ma dietro ogni notizia ci sono persone,famiglie amici che vivono drammi,sentimenti di partecipazione,angoscia paura

    rabbia.

    Sento il tuo coinvolgimento e ti ringrazio per everci ricordato quanto labile sia il concetto di..normalità.

    Un cordiale saluto e gli auguri per un felice nuovo anno.Lunasol

    RispondiElimina
  24. Non ce l'hai fatta a non postare eh?

    Passero nei prossimi giorni per leggere ... oggi sono alla velocità della luce!


    Buon anno amico mio!!!!


    Un abbraccio!!!

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  25. Un post triste su cui lasciare gli auguri di un sereno 2008. Ma tant'è... Che il 2008 sia migliore, appunto.

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  26. Ciao Daniele, non conoscevo questa storia molto triste, è vero si usa questa parola "Normale" ma delle volte dentro di noi c'è tanta angoscia e tanto doloro, che ti senti strappare il cuore.Volevo lasciarti un mio scritto ma non le la sento di laasciarlo sotto questo post. lo troverai nei mio post, scusami ma mi ha fatto tristezza.franca

    RispondiElimina
  27. Mi spiace tantissimo.

    Ci sono storie di esasperazioni, come questa, fatta di mobbing e disgrazie profonde, che destabilizzano.

    Posso pensare che siamo tutti normali.

    Per molto meno, mi chiedo quanti di noi non hanno pensato, almeno per un attimo, al suicidio.

    Mi sento intristita e tutto sta diventando disumano fino a contagiarci.

    Ti abbraccio forte, Daniele.

    Baci.

    danis

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  28. tutto qui? hai detto niente?

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