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 Thursday Dispenser



(Disclaimer (si dice così, no?): sto cercando in tutte le maniere di passare a salutare tutti, ma siete tanti -ed è una cosa bella bella, grazie davvero- e bisogna portar pazienza. D'altro canto non ho la Segretaria, non sono una "Star", devo anche lavorare, ogni tanto).

Avanti, Popolo!
Il “nuovo” Partito di Berlusconi si chiamerà “Popolo della Libertà”. La prima popolazione Libera governata da un Dittatore.

Rifornimenti.
Tutta Italia senza derratte alimentari, a causa dello sciopero dei TIR. Solo a Palazzo Chigi la mortadella abbonda.

Setta.
In Italia ci sono molte sette che manipolano le persone più deboli. L'ultima nata, in ordine di tempo, è il “PD”.

Razionamenti.
La benzina verrà razionata in Vaticano. Le esportazioni di buoni consigli, invece, continuano come prima.

Guerra!
L'armata Rossa torna a scendere in campo contro l'esercito dei pirla guidati da Berlusconi.

Esami.
I giornalisti non sosterranno più l'esame con la macchina da scrivere, ma con il PC. Di imparare a scrivere, però, non se ne parla.

Copione!
Luttazzi ha copiato la sua battuta “incriminata” da uno Show Americano. Farsi cacciare è davvero poco originale.

W l'Italia.
Capello CT della Nazionale Inglese. Se a loro va bene, cornuti e mazziati.

Buone nuove.
Renato Zero non farà un concerto a Capodanno. Il 2007 finirà bene, per fortuna.

Bonjour tristesse.
Secondo alcuni ricercatori Americani la tristezza giova alla salute. Ci terremo Prodi almeno altri cent'anni.

Premi a gogò.
La terna dei programmi candidati ai “Telegatti” per la categoria approfondimento è composta da “Lucignolo”, “Matrix” e “Alle falde del Kilimangiaro”. Peccato per “Amici”, vero?

Robert Mangold, "Red/Green/Yellow + Painting", 1983, The Museum of Contemporary Art, Los Angeles.

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Perchè mi frega

Francamente non mi interessa. Non mi interessa quale potrebbe essere il vostro schieramento politico, la vostra idea della politica o se sapete cosa può (o potrebbe) essere la politica. Io non sono uno di quelli che si definiscono "osservatori privilegiati": fossimo ai tempi bui, potrei al massimo aspirare alla parte di servo della gleba con propensione a mettersi nei casini, dato che il culo non lo lecco a nessuno.

Non mi interessa neppure se non andate a votare, se ci andate, se vi fotografate mentre fate il dito medio tenendo in mano la scheda elettorale o se la vostra scrutatrice è una bella figliola e voi vorreste invitarla a pranzo, prima sapendo da che parte sta. E mi frega anche di meno se, il cinque marzo, farete ascese ardite e risalite per dire "Io lo sapevo" (tutti lo sanno, dopo).
Non mi frega proprio: vi prego, credetemi.

Arrivo a dire che non mi alza nulla neppure sapervi, che so?, fascisti. E sì che io, i fascisti, li aborro un attimo. Detto da uno…

Talula, eh?

"Talula, eh?'", dice la figlia di un'amica che ancora non si esprime in maniera fluente: "Paura, eh?" sta a significare. Ci si arriva da soli. E' la maniera così spontanea e pulita di chi ancora non sa "dire" ciò che prova, ma che sente perfettamente cosa significhi quel momento, quell'attimo: magari scendendo da uno scivolo, sbucciandosi le ginocchia, come spero sempre facciano più bambini possibile.
Che è meglio che imparare da un videogioco o dalle noiose parole degli adulti.

Eppure mi ha fatto pensare alle mie, di paure. Ormai, vista la vetusta età, acclarate e persino persistenti. E immagino pensiate soprattutto a quella della morte, della fine della corsa, dell'arriverderci e grazie, è stato bello ma breve. In effetti ci penso spesso, ma debbo ammettere, con un filo di sovraeccitazione, che non è la peggiore.
A volte vira verso l'indifferenza o, non me ne vogliate, la liberazione.

Ne ho mille altre: politiche (be', questa è …

Miserabili now

Qualche giorno fa, leggendo il solito bel post dell'amico Gilberto, mi sono soffermato su un termine da lui usato: miserabile. Adesso esulo dal contesto in cui lui lo inseriva e me ne servo per tutt'altro discorso. La parola la uso piuttosto poco: di solito è per definire una persona che disprezzo, per cui non ho alcuna stima, un perfetto coglione, per essere estremamente chiari.
E cercherò di essere cristallino.

Le cose, lo sapete, valgono assai di più se provate sulla propria pelle. Le esperienze più delle parole; un assioma. Se non hai mai potato un albero non sai quale sia la fatica o i problemi che comporta: è solo per dire che ci riempiamo la bocca di opinioni su mille cose, ma ciò che viviamo è quello che conosciamo davvero. Il resto sta alla nostra attenzione, preparazione, agli interessi, a dove e cosa impariamo.

Facciamo così. Io vi dico che adesso so per certo che significhi essere un miserabile, lavorativamente ed economicamente parlando. Non che io abbia mai vissuto …