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 Valentina Way



Dietro l'angolo strani i passaggi mentali, le complicazioni e i rimandi, che in una giornata qualsiasi ti vengono a cercare.
Sai che non ricordo il giorno del tuo compleanno?
Ricordo il mese: lo so perchè lo abbiamo festeggiato tante volte, non potrebbe appartenere a nessun'altro periodo. Mi pare il 19, forse.
E' un tempo immobile, quello da cui non ti vedo: sei rimasta quella delle ultime volte, a respirare quest'aria di casa. Quella casa che ti stava stretta; cambiare pelle, cambiare prospettiva, rinnovarsi, crescere.
Tu che eri la più intelligente e la più sensibile.
“Quelli come noi stanno male di più, ma vivono anche di più”.
Le tue lettere sono in una piccola scatola di legno, tutte insieme, tutte sulla stessa carta; rispondevi a me, lontano anch'io da quella casa, perso, come sempre, a rincorrermi.
Stavi diventando una donna, graffiata e già disillusa: alla perenne ricerca di qualcuno che ti tenesse vicina e basta.
Tu che avresti meritato ben altro che quei ragazzi-bambini di cui invariabilmente ti innamoravi. 

Adesso non sei diversa, sei solo più lontana e torni, a volte, a rivedere queste strade ormai irriconoscibili.
So che dietro un angolo di malinconia c'è il tuo sorriso.
Mi piace pensarlo, oggi.
Come sempre con te.

Michael Ayrton, "Greek Landscape II", 1960-61, Tate Modern, Londra.

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