Passa ai contenuti principali
 Mutui & Poesia (due link)




Più o meno in questo periodo le idee per scrivere si fanno rade e fiacche: ero partito con l'intenzione di un "post" sull'estate, ma questo caldo appiccicoso, irritante, stordente me ne ha fatto passare la voglia. Ricerca d'argomento leggero: difficile, chè tette e nani non sono di parte?
Allora, due notizie in prima pagina quotidiano-locale-bollettino della Parrocchia: meno di 1900€ al mese per metà degli Italiani e la nuova bufonata mutui. Altrochè spensieratezza.

Leggo questa cosa riportata pari pari dal giornale: ne avevo già scritto qualche tempo fa, lamentando, non unico, anzi, l'insostenibilità delle rate del mutuo e la falsità-disonestà delle banche (min.) nell'applicare la portabilità e la ri-negoziazione. Qualcuno, anche giustamente, almeno per una parte delle argomentazioni, m'aveva fatto notare che è il cliente, troppo spesso, "uso ad obbedir tacendo", posando il didietro e non facendo nulla per migliorare la propria posizione che passa dalla parte del "torto". Sarà, è, vedremo. Se, però, avete riflettuto su quel che riporto nel link, vedrete che io, mulo, continuo a pensarla in una certa maniera e mi si dà ragione. C'è poco da fare se battendo la testa contro il muro questo non si sgretola, ma si alza. Parlatemi di concorrenza, se vi va, o della mia pigrizia. Saremo sempre amici, ma su questo almeno fino ad un certo punto.

[Chiosa: volevo, pensate un pò, scrivere di questo bell'articolo (link-siate un pò curiosi, via), ma anche la Poesia si piega alla nefandezza Italiota della presa in giro. E' rimasta anche l'immagine, che si rifaceva alla prima idea di "post" estivo. Lo so, soffro troppo il caldo.]

Mi corre l'obbligo di precisare, visto che alcuni di Voi si sono stupiti di quei 1900€ al mese, che questi sono riferiti ai nuclei familiari monoreddito e con figli (uno o due). Se mi si conosce (e mi si evita, quindi) si sa, anche, che se io prendessi quella cifra starei zitto. Piacerebbe, eh?

John Van Hamersveld, "The Endless Summer", 1966, Museum Of Modern Art (MOMA), New York.

Post popolari in questo blog

Perchè mi frega

Francamente non mi interessa. Non mi interessa quale potrebbe essere il vostro schieramento politico, la vostra idea della politica o se sapete cosa può (o potrebbe) essere la politica. Io non sono uno di quelli che si definiscono "osservatori privilegiati": fossimo ai tempi bui, potrei al massimo aspirare alla parte di servo della gleba con propensione a mettersi nei casini, dato che il culo non lo lecco a nessuno.

Non mi interessa neppure se non andate a votare, se ci andate, se vi fotografate mentre fate il dito medio tenendo in mano la scheda elettorale o se la vostra scrutatrice è una bella figliola e voi vorreste invitarla a pranzo, prima sapendo da che parte sta. E mi frega anche di meno se, il cinque marzo, farete ascese ardite e risalite per dire "Io lo sapevo" (tutti lo sanno, dopo).
Non mi frega proprio: vi prego, credetemi.

Arrivo a dire che non mi alza nulla neppure sapervi, che so?, fascisti. E sì che io, i fascisti, li aborro un attimo. Detto da uno…

Ping Pong

Nel 1971, la diplomazia del ping-pong avvicinò la Cina agli USA. Il ping pong è un gioco veloce e di riflessi, ma, fondamentalmente, si tratta di tirarsi una palla. Allora fu veicolo di aperture ed oggi ce lo ritroviamo in Italia come metafora di un empasse politico così sfiancante che è senz’altro possibile definire storico. Sembra che una congiunzione astrale particolarmente sfortunata abbia cercato di imporre un cambiamento profondo che, però, non si è palesato in maniera definitiva, riducendosi ad occupazioni, pranzetti al borgo e reiterati equivoci oratori. Mentre coloro che avevano la vittoria in tasca, stanno cercando un nuovo metodo per sminuzzare in parti infinitesimali la ormai pallida parvenza di un’idea politica, spacciata anch’essa per nuova (per quanto, alla luce del sole, sembra più che altro ridipinta in velocità). E intanto l’arbitro, ex giocatore, che già pensava ad una pensione dorata e ludica, si trova di nuovo al centro dell’attenzione, tronfio ed impomatato come …

Fatevi l'inchino

Povero "PdL": da un nano ad un Alfano. Come ondate cicliche di populismo pesante, le bordate politiche Italiane si infrangono con inusitata potenza verbale, infarcita di luoghi comuni, bassezze, banalità. La campagna elettorale perenne cui siamo sottoposti, volenti o nolenti, riporta a galla tutte le nefandezze lessicali che possiamo tollerare, ed anche di più. Mentre nel Mondo si consumano tragedie epocali (vedi la Siria, per dirne una) e la crisi del lavoro disintegra intere Nazioni, questi scellerati continuano a razzolare, tutti quanti, nell'orticello della loro miserevole ed angusta visione delle cose, limitata ai fatti sporchi di un paese come il nostro, incapace di guardare oltre il proprio ombelico. In questo sono bravi tutti, a destra, a sinistra, ovunque. Sono ignoranti, perlopiù, e non tentano nemmeno di mascherarlo; aggiungono anche questo vessillo alle loro bandiere di personaggi arrancanti e pretenziosi di visibilità.
Come capitani derelitti, si fanno l…