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 Coma Divine


Di solito a me Sofri non piace molto: tuttavia, su "La Repubblica" di oggi, devo dire che mi ha convinto. Tra tutti gli articoli che ho letto riguardanti la vicenda di Eluana Englaro è quello meno "scentrato", anche se resta nell'area che si oppone alle dichiarazioni del Vaticano (non di tutta la Chiesa). In vicende così delicate non si può parlare di mediazioni o "interpretazioni", dacchè chiunque ne avrebbe di diverse e tutte egualmente valide. Semmai si evidenzia un vuoto legislativo e morale su cui siamo, al solito, in ritardo, se non altro d'impegno. Non mi illudo che una Legge dello Stato (non del Vaticano) possa redimere tutte le istanze ideologiche o scientifiche, morali o religiose, ma darebbe, perlomeno, un indirizzo meno astratto. E bisogna farlo subito. Sono, tuttavia, demoralizzato dalla mia incapacità di comprendere, con la buona volontà derivatami dal sapere che solo attraverso il dialogo si cresca, atteggiamenti come quelli che definiscono il coma "...una forma di vita". Si strumentalizza solo dalla parte di chi è a favore del distacco? Non mi pare proprio, a questo punto. E' più facile che vi sia il solito, riuscito molte volte, tentativo di influenzare, deviare e volgere ad un favore le cose. Il che insulta le persone che soffrono, due volte. Meschino per meschino, il Paradiso prima o poi sarà pieno e qualcuno scenderà di un paio di piani.

Jean (Hans) Arp, "Untitled (Squares Arranged according to the laws of Chance)", 1917, Museum Of Modern Art (MOMA).

Up date.
Gabriele, nei commenti, mi ha sollecitato (e lo ringrazio) a dedicare uno dei prossimi "post" all'argomento in essere. Perciò, vi ho avvertiti...

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