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 Emergency?



"In questi mondi dove trionfa il culto degli ideali, degli universali generatori di mitologie -totalitarie o democratiche- l'individuo passa per quantità trascurabile. Lo si tollera o celebra soltanto quando mette la propria esistenza al servizio della causa che lo supera e alla quale tutti dedicano un culto. Il Prete, il Ministro, il Militante, il Rivoluzionario, il Funzionario, il Soldato, il Capitalista brillano tutti come assistenti di quelle divinità a cui si uniformano i più. Dove sono gli individualismi solari e solitari, magici e magnifici? Cosa sono diventate le eccezioni radiose nelle quali s'incarna, fino all'incandescenza, quella coscienza che non si dissolve sotto l'oppressione? Cosa le meteore che, sole, solcano il cielo con superbia prima di sprofondare nella notte?".

(Michel Onfray, "La politica del ribelle - Trattato di resistenza e insubordinazione", Fazi Editore, 2008).

E' tanto evidente che forse non sto ancora bene?
(So che è brutto leggere uno che si lamenta, so di non essere il solo a non essere perfettamente a piombo, ma mi concedete brevi sprazzi di di depressione, senza, per questo apparir fastidioso? Suvvia! :-)

Sir Eduardo Paolozzi, "Tortured Life", 1964, Tate Modern, London.

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Non mi interessa neppure se non andate a votare, se ci andate, se vi fotografate mentre fate il dito medio tenendo in mano la scheda elettorale o se la vostra scrutatrice è una bella figliola e voi vorreste invitarla a pranzo, prima sapendo da che parte sta. E mi frega anche di meno se, il cinque marzo, farete ascese ardite e risalite per dire "Io lo sapevo" (tutti lo sanno, dopo).
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