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Ops!
D'Alema cade dal canotto. Tramortito lo squalo sottostante.

Monnezza.
Molto rumore per le gesta domenicali degli Ultrà Napoletani. In fondo sono solo 1500 sacchi di monnezza che erano rimasti per strada.

Controllate.
Fini apre al voto agli immigrati. Chiesto per Lui il test dell'etilometro.

La Storia siete Voi.
Berlusconi riscrive la Storia in una collana di DVD. Digital Vaccate Disc.

Airbags.
A 50 anni la Parietti si spoglia e chiede d'essere il testimonial sulla sicurezza stradale. Argomento della campagna: airbag frontali.

Uno e trino.
I Vescovi bocciano l'ipotesi del maestro unico. E sì che "l'uno e trino" da quelle parti è ancora in voga.

Poveretti.
Prodi s'occuperà di relazioni con i Paesi del Terzo Mondo. Noi a questi li odiamo proprio.

Entrate, entrate.
La Regione Lazio chiede di entrare nella nuova Alitalia. Speriamo ci sia l'uscita di sicurezza, dopo.

Indivisibili.
I legali di Berlusconi: "Premier e persona inscindibili". Non si capisce dove inizi la furberia dell'uno e finisca quella dell'altro.

Influenza.
Putin è l'uomo più influente del Mondo. Due bombe qui, due là e si scalano le classifiche.

Interpretazioni.
D'Alema sveglia il "PD": "Diamoci una mossa". In realtà c'è un errore di comunicazione: ha detto "Scaviamoci la fossa".

Caccia all'errore.
Tra gli intellettuali a favore del parcheggio al Pincio, a Roma, anche Carlo Vanzina. Trovate l'errore nella frase.

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Perchè mi frega

Francamente non mi interessa. Non mi interessa quale potrebbe essere il vostro schieramento politico, la vostra idea della politica o se sapete cosa può (o potrebbe) essere la politica. Io non sono uno di quelli che si definiscono "osservatori privilegiati": fossimo ai tempi bui, potrei al massimo aspirare alla parte di servo della gleba con propensione a mettersi nei casini, dato che il culo non lo lecco a nessuno.

Non mi interessa neppure se non andate a votare, se ci andate, se vi fotografate mentre fate il dito medio tenendo in mano la scheda elettorale o se la vostra scrutatrice è una bella figliola e voi vorreste invitarla a pranzo, prima sapendo da che parte sta. E mi frega anche di meno se, il cinque marzo, farete ascese ardite e risalite per dire "Io lo sapevo" (tutti lo sanno, dopo).
Non mi frega proprio: vi prego, credetemi.

Arrivo a dire che non mi alza nulla neppure sapervi, che so?, fascisti. E sì che io, i fascisti, li aborro un attimo. Detto da uno…

Ping Pong

Nel 1971, la diplomazia del ping-pong avvicinò la Cina agli USA. Il ping pong è un gioco veloce e di riflessi, ma, fondamentalmente, si tratta di tirarsi una palla. Allora fu veicolo di aperture ed oggi ce lo ritroviamo in Italia come metafora di un empasse politico così sfiancante che è senz’altro possibile definire storico. Sembra che una congiunzione astrale particolarmente sfortunata abbia cercato di imporre un cambiamento profondo che, però, non si è palesato in maniera definitiva, riducendosi ad occupazioni, pranzetti al borgo e reiterati equivoci oratori. Mentre coloro che avevano la vittoria in tasca, stanno cercando un nuovo metodo per sminuzzare in parti infinitesimali la ormai pallida parvenza di un’idea politica, spacciata anch’essa per nuova (per quanto, alla luce del sole, sembra più che altro ridipinta in velocità). E intanto l’arbitro, ex giocatore, che già pensava ad una pensione dorata e ludica, si trova di nuovo al centro dell’attenzione, tronfio ed impomatato come …

Fatevi l'inchino

Povero "PdL": da un nano ad un Alfano. Come ondate cicliche di populismo pesante, le bordate politiche Italiane si infrangono con inusitata potenza verbale, infarcita di luoghi comuni, bassezze, banalità. La campagna elettorale perenne cui siamo sottoposti, volenti o nolenti, riporta a galla tutte le nefandezze lessicali che possiamo tollerare, ed anche di più. Mentre nel Mondo si consumano tragedie epocali (vedi la Siria, per dirne una) e la crisi del lavoro disintegra intere Nazioni, questi scellerati continuano a razzolare, tutti quanti, nell'orticello della loro miserevole ed angusta visione delle cose, limitata ai fatti sporchi di un paese come il nostro, incapace di guardare oltre il proprio ombelico. In questo sono bravi tutti, a destra, a sinistra, ovunque. Sono ignoranti, perlopiù, e non tentano nemmeno di mascherarlo; aggiungono anche questo vessillo alle loro bandiere di personaggi arrancanti e pretenziosi di visibilità.
Come capitani derelitti, si fanno l…