Passa ai contenuti principali
 La zoccola duro



Ultimi fuochi d'estate, in pruriginosa salsa Provinciale. Tre eminenti rappresentanti della Borghesia locale, un avvocato, un albergatore ed un imprenditore si danno da fare affinchè un noto (anonimo, comunque) politico di "FI", quando scende in città, sia  soddisfatto. Insomma, venga, in tutti i sensi, volentieri. L'avvocato procurava le "escort" [sic] via Internet, l'imprenditore cacciava la parcella e quell'altro offriva il "bed and breakfast". Giù titoli, indiscrezioni, grattatine: una delle ragazze, si scopre, è autoctona, più che bella direi banalmente evidente. Oggi, paginone intero d'intervista: si sappia che si parte dai 200€, per arrivare ai 1000€ (chissà che roba...). Contorni di sogni televisivi, un pò di melodramma e di sana praticità gestionale. Uno spazio così neanche se ci fosse stato George Clooney beccato con bianchetto in Piazza. L'avvocato non può essere indagato, a detta dei colleghi, perchè cercar donnine vere sulla rete niente ha che fare con la sua professione: quell'altro non sa che nel suo albergo ci passano le "pretty woman" e il solerte imprenditore fa figurare il tutto come rappresentanza.

Robetta, che assurge alle nove colonne perchè è meglio pensare che i nostri politici e "vip's" sono dei simpatici puttanieri estivi, piuttosto che dei miseri omenuncoli. Così tutti felici: il popolino ridacchia e vagheggia saldi invernali a metà tariffa, che son tempi duri.

Joe Tilson, "He She and It Il", 1970, Tate Modern, London.

Post popolari in questo blog

Perchè mi frega

Francamente non mi interessa. Non mi interessa quale potrebbe essere il vostro schieramento politico, la vostra idea della politica o se sapete cosa può (o potrebbe) essere la politica. Io non sono uno di quelli che si definiscono "osservatori privilegiati": fossimo ai tempi bui, potrei al massimo aspirare alla parte di servo della gleba con propensione a mettersi nei casini, dato che il culo non lo lecco a nessuno.

Non mi interessa neppure se non andate a votare, se ci andate, se vi fotografate mentre fate il dito medio tenendo in mano la scheda elettorale o se la vostra scrutatrice è una bella figliola e voi vorreste invitarla a pranzo, prima sapendo da che parte sta. E mi frega anche di meno se, il cinque marzo, farete ascese ardite e risalite per dire "Io lo sapevo" (tutti lo sanno, dopo).
Non mi frega proprio: vi prego, credetemi.

Arrivo a dire che non mi alza nulla neppure sapervi, che so?, fascisti. E sì che io, i fascisti, li aborro un attimo. Detto da uno…

Ping Pong

Nel 1971, la diplomazia del ping-pong avvicinò la Cina agli USA. Il ping pong è un gioco veloce e di riflessi, ma, fondamentalmente, si tratta di tirarsi una palla. Allora fu veicolo di aperture ed oggi ce lo ritroviamo in Italia come metafora di un empasse politico così sfiancante che è senz’altro possibile definire storico. Sembra che una congiunzione astrale particolarmente sfortunata abbia cercato di imporre un cambiamento profondo che, però, non si è palesato in maniera definitiva, riducendosi ad occupazioni, pranzetti al borgo e reiterati equivoci oratori. Mentre coloro che avevano la vittoria in tasca, stanno cercando un nuovo metodo per sminuzzare in parti infinitesimali la ormai pallida parvenza di un’idea politica, spacciata anch’essa per nuova (per quanto, alla luce del sole, sembra più che altro ridipinta in velocità). E intanto l’arbitro, ex giocatore, che già pensava ad una pensione dorata e ludica, si trova di nuovo al centro dell’attenzione, tronfio ed impomatato come …

Fatevi l'inchino

Povero "PdL": da un nano ad un Alfano. Come ondate cicliche di populismo pesante, le bordate politiche Italiane si infrangono con inusitata potenza verbale, infarcita di luoghi comuni, bassezze, banalità. La campagna elettorale perenne cui siamo sottoposti, volenti o nolenti, riporta a galla tutte le nefandezze lessicali che possiamo tollerare, ed anche di più. Mentre nel Mondo si consumano tragedie epocali (vedi la Siria, per dirne una) e la crisi del lavoro disintegra intere Nazioni, questi scellerati continuano a razzolare, tutti quanti, nell'orticello della loro miserevole ed angusta visione delle cose, limitata ai fatti sporchi di un paese come il nostro, incapace di guardare oltre il proprio ombelico. In questo sono bravi tutti, a destra, a sinistra, ovunque. Sono ignoranti, perlopiù, e non tentano nemmeno di mascherarlo; aggiungono anche questo vessillo alle loro bandiere di personaggi arrancanti e pretenziosi di visibilità.
Come capitani derelitti, si fanno l…