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 La pelle degli altri




Poche idee, ma in compenso confuse: il Governo Prodi. Di quelle poche attuate, quella della nuova Legge sulla Sicurezza del Lavoro era meritoria. Non perchè sanzionasse pesantemente le Aziende (non si può dire, chè siamo santi, navigatori ed imprenditori), ma perchè dava un giro di vite molto deciso su questo problema. Quando dico problema uso un eufemismo: solo chi non ha voglia (e sono tanti) non vede quei tre, quattro morti al giorno. Però Prodi adesso fa beneficenza in Africa e c'è un altro, al suo posto. Ergo: si rifà tutto. Si parla di obblighi solo in quelle Aziende "a rischio rilevante" e della depenalizzazione delle sanzioni per chi non compila il "documento di valutazione dei rischi". Siete bravi tutti a tradurre: fatelo. Mi farebbe un piacere enorme capire se un'Azienda è più rischiosa dell'altra: certo, tra chi sta in acciaieria e chi fa scarpe un attimino di differenza c'è. Ma siccome li deciderebbe il datore di lavoro, due e due fa quattro, ancora. I lavoratori, che farebbero bene ad interrogarsi sul loro modo di porsi nei confronti degli obblighi che hanno, in questo campo, non hanno voce in capitolo. Meglio: alla carta bianca che fa così piacere a Sacconi e ad alcuni Sindacati, possono opporre solo le R.L.S. (Rappresentante Sicurezza Lavoro), private di qualsiasi efficacia reale.

Queste non sono morti "bianche" (dal colore dei fogli inutili), ma morti nere, nerissime. Gamberi. Un Paese che si sgretola volutamente. Altrochè Argentina, altrochè "comprate Bond e CCT". Qui si svende la ragionevolezza a favore di un sorriso di plastica e riporti costosissimi. Tanto chi crepa mica può parlare. Neanche alla TV.

Wyndham Lewis, "Workshop", 1914-15, Tate Modern Collection, London.

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