Passa ai contenuti principali

The "M" Team


La squadra è fatta: adesso inizia la partita. La presenza di alcuni esponenti dell'area Cattolica (rappresentativa di una grande maggioranza di Italiani, a detta di alcuni giornalisti) segna il senso di una continuità che si sperava fosse passata a miglior vita: primo dazio? Si è tenuto il dicastero dell'Economia per sè e, visti i precedenti, troppo male non farà. Alla Giustizia e alla Difesa un avvocato e un ammiraglio: almeno sanno di cosa si tratta. Certo, non possiamo pensare che questi tecnici non siano sbilanciati verso le Banche: Profumo all'istruzione è un enorme miglioramento, visto chi c'era prima. Non parliamo di ingoiare, perchè serviva gente preparata. Se, poi, non funzionerà avremo il modo ed il tempo di lamentarci, come sempre. So benissimo che non si poteva pretendere grandi passi avanti senza elezioni, ma continuare a ciurlare che le cose si devono cambiare comunque e con formazioni partitiche piccole e sempre in litigio, non va, non adesso. Cambiare questo Paese deve essere un input per ognuno di noi: lo si deve fare anche politicamente e con giustizia sociale. Questo, ripeto, è un passo: se non proprio il più giusto, perlomeno molto meno peggiore dello schifo che il Governo Berlusconi ha lasciato e fatto. Rimettere al centro il lavoro e la dignità ancor prima delle lezioni, che, mi auguro, si faranno con un'altra Legge.
E non vedere più Frattini è già qualcosa.
[Il segno di continuità con Berlusconi c'è: Passera, e volevo proprio fare il doppio senso].

Post popolari in questo blog

Perchè mi frega

Francamente non mi interessa. Non mi interessa quale potrebbe essere il vostro schieramento politico, la vostra idea della politica o se sapete cosa può (o potrebbe) essere la politica. Io non sono uno di quelli che si definiscono "osservatori privilegiati": fossimo ai tempi bui, potrei al massimo aspirare alla parte di servo della gleba con propensione a mettersi nei casini, dato che il culo non lo lecco a nessuno.

Non mi interessa neppure se non andate a votare, se ci andate, se vi fotografate mentre fate il dito medio tenendo in mano la scheda elettorale o se la vostra scrutatrice è una bella figliola e voi vorreste invitarla a pranzo, prima sapendo da che parte sta. E mi frega anche di meno se, il cinque marzo, farete ascese ardite e risalite per dire "Io lo sapevo" (tutti lo sanno, dopo).
Non mi frega proprio: vi prego, credetemi.

Arrivo a dire che non mi alza nulla neppure sapervi, che so?, fascisti. E sì che io, i fascisti, li aborro un attimo. Detto da uno…

Ping Pong

Nel 1971, la diplomazia del ping-pong avvicinò la Cina agli USA. Il ping pong è un gioco veloce e di riflessi, ma, fondamentalmente, si tratta di tirarsi una palla. Allora fu veicolo di aperture ed oggi ce lo ritroviamo in Italia come metafora di un empasse politico così sfiancante che è senz’altro possibile definire storico. Sembra che una congiunzione astrale particolarmente sfortunata abbia cercato di imporre un cambiamento profondo che, però, non si è palesato in maniera definitiva, riducendosi ad occupazioni, pranzetti al borgo e reiterati equivoci oratori. Mentre coloro che avevano la vittoria in tasca, stanno cercando un nuovo metodo per sminuzzare in parti infinitesimali la ormai pallida parvenza di un’idea politica, spacciata anch’essa per nuova (per quanto, alla luce del sole, sembra più che altro ridipinta in velocità). E intanto l’arbitro, ex giocatore, che già pensava ad una pensione dorata e ludica, si trova di nuovo al centro dell’attenzione, tronfio ed impomatato come …

Fatevi l'inchino

Povero "PdL": da un nano ad un Alfano. Come ondate cicliche di populismo pesante, le bordate politiche Italiane si infrangono con inusitata potenza verbale, infarcita di luoghi comuni, bassezze, banalità. La campagna elettorale perenne cui siamo sottoposti, volenti o nolenti, riporta a galla tutte le nefandezze lessicali che possiamo tollerare, ed anche di più. Mentre nel Mondo si consumano tragedie epocali (vedi la Siria, per dirne una) e la crisi del lavoro disintegra intere Nazioni, questi scellerati continuano a razzolare, tutti quanti, nell'orticello della loro miserevole ed angusta visione delle cose, limitata ai fatti sporchi di un paese come il nostro, incapace di guardare oltre il proprio ombelico. In questo sono bravi tutti, a destra, a sinistra, ovunque. Sono ignoranti, perlopiù, e non tentano nemmeno di mascherarlo; aggiungono anche questo vessillo alle loro bandiere di personaggi arrancanti e pretenziosi di visibilità.
Come capitani derelitti, si fanno l…