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Scontrino politico



E' proprio uno scontro, anzi uno "scontrino" politico, quello che i soliti, inutili volti della politica storta portano avanti dal giorno in cui, e non sia mai, il fisco ha osato toccare la Cortina dei fighetti. Troppa Hollywood, dicono: clamore inutile, forzatura mediatica. Vi brucia il peperone, cari? A me piacerebbe sapere perfino nomi e cognomi di questi "signori". Di quelli che, di colpo, hanno tolto la polvere dalla carta per gli scontrini e hanno dovuto re-imparare in un amen ad usare la cassa. O perchè stanno sulla neve sono immacolati martiri dell'accanimento poliziesco di questo Stato che hanno truffato per anni? Quando leggo che si colpisce chi dà lavoro e fa marciare l'economia, io mi inquieto. Perchè i dipendenti di questi bei tomi le tasse le pagano alla fonte e non hanno la Porsche o la BMW. Se il mio datore di lavoro è un delinquente, sto zitto per non perdere il pane quotidiano, ma non è una giustificazione, nemmeno questa. Quelli della Lega, poi, non perdono occasione per chiamare in causa il Sud: io non mi preoccuperei, fossi in loro. Gli evasori, i parassiti, ci sono ovunque. I tempi sono cambiati. E non perchè mi illuda che da oggi in poi la lotta all'evasione sarà totale e senza tregua (ma quando mai?), ma perchè non c'è più trippa. Se la fame la fanno i poveracci, i poveracci s'incazzano e allora, bei genietti della fregatura, le vostre macchinine non saranno abbastanza veloci per farvi scappare da chi ha motivazioni ben più profonde e pesanti per odiarvi. Ve lo meritate. E state zitti.

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Perchè mi frega

Francamente non mi interessa. Non mi interessa quale potrebbe essere il vostro schieramento politico, la vostra idea della politica o se sapete cosa può (o potrebbe) essere la politica. Io non sono uno di quelli che si definiscono "osservatori privilegiati": fossimo ai tempi bui, potrei al massimo aspirare alla parte di servo della gleba con propensione a mettersi nei casini, dato che il culo non lo lecco a nessuno.

Non mi interessa neppure se non andate a votare, se ci andate, se vi fotografate mentre fate il dito medio tenendo in mano la scheda elettorale o se la vostra scrutatrice è una bella figliola e voi vorreste invitarla a pranzo, prima sapendo da che parte sta. E mi frega anche di meno se, il cinque marzo, farete ascese ardite e risalite per dire "Io lo sapevo" (tutti lo sanno, dopo).
Non mi frega proprio: vi prego, credetemi.

Arrivo a dire che non mi alza nulla neppure sapervi, che so?, fascisti. E sì che io, i fascisti, li aborro un attimo. Detto da uno…

Miserabili now

Qualche giorno fa, leggendo il solito bel post dell'amico Gilberto, mi sono soffermato su un termine da lui usato: miserabile. Adesso esulo dal contesto in cui lui lo inseriva e me ne servo per tutt'altro discorso. La parola la uso piuttosto poco: di solito è per definire una persona che disprezzo, per cui non ho alcuna stima, un perfetto coglione, per essere estremamente chiari.
E cercherò di essere cristallino.

Le cose, lo sapete, valgono assai di più se provate sulla propria pelle. Le esperienze più delle parole; un assioma. Se non hai mai potato un albero non sai quale sia la fatica o i problemi che comporta: è solo per dire che ci riempiamo la bocca di opinioni su mille cose, ma ciò che viviamo è quello che conosciamo davvero. Il resto sta alla nostra attenzione, preparazione, agli interessi, a dove e cosa impariamo.

Facciamo così. Io vi dico che adesso so per certo che significhi essere un miserabile, lavorativamente ed economicamente parlando. Non che io abbia mai vissuto …

Talula, eh?

"Talula, eh?'", dice la figlia di un'amica che ancora non si esprime in maniera fluente: "Paura, eh?" sta a significare. Ci si arriva da soli. E' la maniera così spontanea e pulita di chi ancora non sa "dire" ciò che prova, ma che sente perfettamente cosa significhi quel momento, quell'attimo: magari scendendo da uno scivolo, sbucciandosi le ginocchia, come spero sempre facciano più bambini possibile.
Che è meglio che imparare da un videogioco o dalle noiose parole degli adulti.

Eppure mi ha fatto pensare alle mie, di paure. Ormai, vista la vetusta età, acclarate e persino persistenti. E immagino pensiate soprattutto a quella della morte, della fine della corsa, dell'arriverderci e grazie, è stato bello ma breve. In effetti ci penso spesso, ma debbo ammettere, con un filo di sovraeccitazione, che non è la peggiore.
A volte vira verso l'indifferenza o, non me ne vogliate, la liberazione.

Ne ho mille altre: politiche (be', questa è …