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La lezione persa



Oggi tutti scriveranno ancora di Eluana Englaro, di una vicenda che doveva finire molto prima e che in questi tre anni non ha ancora portato a una Legge degna di questo nome sul "fine vita". C'è la crisi, c'è altro: ci sono cose ritenute più importanti. E a poche centinaia di metri da dove digito queste parole, dove se ne è andata quella ragazza, stasera ci sarà una fiaccolata, organizzata da una delle tante Associazioni pro-vita Cattoliche che hanno un gran furore, quando gli serve. Nello stesso momento, il Maestro Bellocchio girerà, lì vicino, alcune scene di un film che non è (la capissero questi ignoranti di politici locali) su Eluana, ma che ha sullo sfondo di altre storie quella storia. Tutti hanno diritto di esprimersi, tutti sono alla stessa altezza, tutti possono pensare ed esigere una propria idea. La mia è risaputa e vedere ancora il furore Cattolico, beghino e ipocrita, mi dà la nausea. In nome di una presunta superiorità, a senso unico e senza nessuna realtà confutabile (Dio, per loro esiste, ma dovrebbero sapere che per milioni di persone no), sbraitano, insistono, spalleggiate dalla stessa massa di politici che parlano di valori, bestemmiando davvero, in questo caso. Se qualcuno ha visto "L'ora di religione", di quello stesso regista che sta dando "scandalo" adesso (quanti coglioni ci sono in giro e sui giornali), avrebbe guardato una delle pellicole più intense, più toccanti e poetiche sul dubbio, sulla religiosità e non sulla religione come dogma, come danno.
In mezzo c'era una bestemmia, figuratevi: eppure, nessuno con un minimo di proprietà intellettiva, ne avrebbe visto una gratuità. Il potere dell'intelligenza e della sensibilità.
Tre anni, sono passati: altri tre anni regalati ad essere schiavi di chi, per le sue convinzioni, si crede migliore.
Tre anni buttati.
Non abbiamo imparato nulla.

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