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Sacrificabili



Le pieghe dei Decreti, immancabilmente, nascondono le cose importanti: è la politica, così, qui. Scrivere chiaro è impossibile perchè è preferibile che si comprenda il meno possibile. Licenziando migliaia di articoli su centinaia di Decreti, si perderebbe anche Indiana Jones. Nell'art 14 del "decreto semplificazioni", il comma 4 dà una bella spolverata ai controlli sui luoghi di lavoro, le ispezioni atte a controllare la sicurezza di chi opera in fabbrica piuttosto che in un ufficio (sì, si lavora anche lì, meno balle). "Amichevolmente" (testuale) si deve collaborare tra il controllore ed il controllato e non serve si avvisi la RSU o il rappresentante per la sicurezza del Sindacato. In amicizia facciamo i Marchionne, creiamoci le regole, cantiamocela e suoniamocela. Se, poi, un'azienda si può fregiare della certificazione "Uni Iso 9001" e seguenti, meglio ancora: lì si può proprio fare a meno di andare. Fiducia, diamine! Mi sa che indignarsi per le morti sul lavoro è preso sempre più per un latrato da un Governo che, di giorno in giorno, in nome della salvezza totale, infierisce sui singoli in maniera abnorme. E nel suo gioco di prestigio torna a far diventare i datori di lavoro "padroni" e i diritti "opzioni".
Il bene supremo vince.
Noi siamo sacrificabili.

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Perchè mi frega

Francamente non mi interessa. Non mi interessa quale potrebbe essere il vostro schieramento politico, la vostra idea della politica o se sapete cosa può (o potrebbe) essere la politica. Io non sono uno di quelli che si definiscono "osservatori privilegiati": fossimo ai tempi bui, potrei al massimo aspirare alla parte di servo della gleba con propensione a mettersi nei casini, dato che il culo non lo lecco a nessuno.

Non mi interessa neppure se non andate a votare, se ci andate, se vi fotografate mentre fate il dito medio tenendo in mano la scheda elettorale o se la vostra scrutatrice è una bella figliola e voi vorreste invitarla a pranzo, prima sapendo da che parte sta. E mi frega anche di meno se, il cinque marzo, farete ascese ardite e risalite per dire "Io lo sapevo" (tutti lo sanno, dopo).
Non mi frega proprio: vi prego, credetemi.

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