Passa ai contenuti principali

Calcio di rigore



Il 17,9% della figlia di Le Pen, ieri, ha sovvertito l'esito finale delle votazioni. E' come se ci fosse un rigore e si aspetta di vedere chi lo tira e dove. Hollande, il camaleontico socialista (cambiato moglie, perso 15 chili, più arrabbiato di prima, quando sembrava "una mappata di mozzarella") ha sì convinto, ma non conquistato. Il piccoletto, invece, si difende e come fa sempre si sente più alto degli altri. Però non decideranno i fans, gli iscritti: come accade quasi sempre nelle "democrazie" Occidentali, coloro che più vanno di pancia, alla fine, alzano o abbassano il pollice. Fare politica è esercizio difficile, non è per tutti. In anni così deprimenti e scadenti, insidiosi e poveri, gli elettori sono affamati: quando si tira veramente la cinghia, non c'è tempo per le stupidaggini, ma solo per soluzioni, per un ritorno alle azioni concrete. Probabilmente il sogno di ogni politico (o politicante) è quello di economie sane, pace duratura e magari non troppa pioggia: sono le condizioni ideali per fare quel che si vuole, non quello che si deve, quello che si è giurato di tentare.
Adesso la signora Le Pen si appresta sul dischetto e c'è da scommettere che, se proprio si deve, di certo non calcerà a sinistra.
Questo faccia riflettere: un Europa che dà segni di pericoloso scadimento verso la xenofobia e l'intolleranza, anche in paesi che si considerano più importanti, rischia molto.
Assai di più che vedere per altri cinque anni Carla Bruni che guarda dall'alto in basso "monsieur le President".

Post popolari in questo blog

Perchè mi frega

Francamente non mi interessa. Non mi interessa quale potrebbe essere il vostro schieramento politico, la vostra idea della politica o se sapete cosa può (o potrebbe) essere la politica. Io non sono uno di quelli che si definiscono "osservatori privilegiati": fossimo ai tempi bui, potrei al massimo aspirare alla parte di servo della gleba con propensione a mettersi nei casini, dato che il culo non lo lecco a nessuno.

Non mi interessa neppure se non andate a votare, se ci andate, se vi fotografate mentre fate il dito medio tenendo in mano la scheda elettorale o se la vostra scrutatrice è una bella figliola e voi vorreste invitarla a pranzo, prima sapendo da che parte sta. E mi frega anche di meno se, il cinque marzo, farete ascese ardite e risalite per dire "Io lo sapevo" (tutti lo sanno, dopo).
Non mi frega proprio: vi prego, credetemi.

Arrivo a dire che non mi alza nulla neppure sapervi, che so?, fascisti. E sì che io, i fascisti, li aborro un attimo. Detto da uno…

Ping Pong

Nel 1971, la diplomazia del ping-pong avvicinò la Cina agli USA. Il ping pong è un gioco veloce e di riflessi, ma, fondamentalmente, si tratta di tirarsi una palla. Allora fu veicolo di aperture ed oggi ce lo ritroviamo in Italia come metafora di un empasse politico così sfiancante che è senz’altro possibile definire storico. Sembra che una congiunzione astrale particolarmente sfortunata abbia cercato di imporre un cambiamento profondo che, però, non si è palesato in maniera definitiva, riducendosi ad occupazioni, pranzetti al borgo e reiterati equivoci oratori. Mentre coloro che avevano la vittoria in tasca, stanno cercando un nuovo metodo per sminuzzare in parti infinitesimali la ormai pallida parvenza di un’idea politica, spacciata anch’essa per nuova (per quanto, alla luce del sole, sembra più che altro ridipinta in velocità). E intanto l’arbitro, ex giocatore, che già pensava ad una pensione dorata e ludica, si trova di nuovo al centro dell’attenzione, tronfio ed impomatato come …

Fatevi l'inchino

Povero "PdL": da un nano ad un Alfano. Come ondate cicliche di populismo pesante, le bordate politiche Italiane si infrangono con inusitata potenza verbale, infarcita di luoghi comuni, bassezze, banalità. La campagna elettorale perenne cui siamo sottoposti, volenti o nolenti, riporta a galla tutte le nefandezze lessicali che possiamo tollerare, ed anche di più. Mentre nel Mondo si consumano tragedie epocali (vedi la Siria, per dirne una) e la crisi del lavoro disintegra intere Nazioni, questi scellerati continuano a razzolare, tutti quanti, nell'orticello della loro miserevole ed angusta visione delle cose, limitata ai fatti sporchi di un paese come il nostro, incapace di guardare oltre il proprio ombelico. In questo sono bravi tutti, a destra, a sinistra, ovunque. Sono ignoranti, perlopiù, e non tentano nemmeno di mascherarlo; aggiungono anche questo vessillo alle loro bandiere di personaggi arrancanti e pretenziosi di visibilità.
Come capitani derelitti, si fanno l…