Passa ai contenuti principali

Un paese di merda [Explicit Lyrics]



Dopo un ostinato e volontario silenzio sulla Lega ed il resto, mi corre l'obbligo di tornare a scassare le scatole della rete facendo assurgere a mio interesse le parole di Roberto Libertà (sic), figlio del Bossi piangente: "Questo è un paese di merda".
Caro "signore", questo è un paese di merda per colpa di quelli come Lei, come suo fratello, come i mafiosi (del Nord o del Sud, indifferente), dei politici rincoglioniti, di quei 314 che hanno votato "sì" sul fatto che una piccola arrampicatrice sociale era la nipote di Mubarak, di quelli che le macchine gliele pago io e che se ne fottono perfino (pensi cosa arrivo a scrivere) della buona fede di coloro che hanno creduto alle vostre stronzate pseudo politiche per anni.
Questo è un paese di merda per colpa anche di quelli che non rubano, ma che sputano sui marciapiedi, parcheggiano dove vogliono e guardano la TV dei decerebrati.
Questo è un paese di merda perchè la gente che studia non va a fare il consigliere regionale, ma finisce in un call center a 400€ al mese, insulti degli utenti compresi: questo è un paese di merda perchè un signore di cinquant'anni non trova lavoro e s'ammazza.
Come può immaginare, l'elenco è praticamente infinito e non vorrei tediarla, preso come sarà da trovare la maniera di fottere ancora soldi e farsi parare il culo per i prossimi anni.
Guardi, se qui non le piace, se ne vada: di certo ci sarà aria più pulita da respirare e meno cazzate da sentire.
Ed io non perderò mezz'ora della mia vita per risponderle.
Adieu.

"I'm The Grand Wazoo.
Keeper of the mystic scrolls,
Fuck you if you don't like my hat".
(Frank "Iddio" Zappa)

Post popolari in questo blog

Perchè mi frega

Francamente non mi interessa. Non mi interessa quale potrebbe essere il vostro schieramento politico, la vostra idea della politica o se sapete cosa può (o potrebbe) essere la politica. Io non sono uno di quelli che si definiscono "osservatori privilegiati": fossimo ai tempi bui, potrei al massimo aspirare alla parte di servo della gleba con propensione a mettersi nei casini, dato che il culo non lo lecco a nessuno.

Non mi interessa neppure se non andate a votare, se ci andate, se vi fotografate mentre fate il dito medio tenendo in mano la scheda elettorale o se la vostra scrutatrice è una bella figliola e voi vorreste invitarla a pranzo, prima sapendo da che parte sta. E mi frega anche di meno se, il cinque marzo, farete ascese ardite e risalite per dire "Io lo sapevo" (tutti lo sanno, dopo).
Non mi frega proprio: vi prego, credetemi.

Arrivo a dire che non mi alza nulla neppure sapervi, che so?, fascisti. E sì che io, i fascisti, li aborro un attimo. Detto da uno…

Ping Pong

Nel 1971, la diplomazia del ping-pong avvicinò la Cina agli USA. Il ping pong è un gioco veloce e di riflessi, ma, fondamentalmente, si tratta di tirarsi una palla. Allora fu veicolo di aperture ed oggi ce lo ritroviamo in Italia come metafora di un empasse politico così sfiancante che è senz’altro possibile definire storico. Sembra che una congiunzione astrale particolarmente sfortunata abbia cercato di imporre un cambiamento profondo che, però, non si è palesato in maniera definitiva, riducendosi ad occupazioni, pranzetti al borgo e reiterati equivoci oratori. Mentre coloro che avevano la vittoria in tasca, stanno cercando un nuovo metodo per sminuzzare in parti infinitesimali la ormai pallida parvenza di un’idea politica, spacciata anch’essa per nuova (per quanto, alla luce del sole, sembra più che altro ridipinta in velocità). E intanto l’arbitro, ex giocatore, che già pensava ad una pensione dorata e ludica, si trova di nuovo al centro dell’attenzione, tronfio ed impomatato come …

Fatevi l'inchino

Povero "PdL": da un nano ad un Alfano. Come ondate cicliche di populismo pesante, le bordate politiche Italiane si infrangono con inusitata potenza verbale, infarcita di luoghi comuni, bassezze, banalità. La campagna elettorale perenne cui siamo sottoposti, volenti o nolenti, riporta a galla tutte le nefandezze lessicali che possiamo tollerare, ed anche di più. Mentre nel Mondo si consumano tragedie epocali (vedi la Siria, per dirne una) e la crisi del lavoro disintegra intere Nazioni, questi scellerati continuano a razzolare, tutti quanti, nell'orticello della loro miserevole ed angusta visione delle cose, limitata ai fatti sporchi di un paese come il nostro, incapace di guardare oltre il proprio ombelico. In questo sono bravi tutti, a destra, a sinistra, ovunque. Sono ignoranti, perlopiù, e non tentano nemmeno di mascherarlo; aggiungono anche questo vessillo alle loro bandiere di personaggi arrancanti e pretenziosi di visibilità.
Come capitani derelitti, si fanno l…