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Il web dell'orco




Il web può essere una trappola, un luogo molto pericoloso, mortale. Questa notizia porta, in sè, implicazioni di vastissima portata. L'uso della rete da parte di giovani e giovanissimi a volte è sconsiderato: temo che i controlli sugli adolescenti e i bambini siano ancora troppo pochi, che molte persone sottovalutino, per pigrizia, ciò che può accadere navigando nelle reti telematiche. A iniziare dai profili su "Social Network", che possono essere benissimo falsi, alle foto di sè o di amici postate senza alcuna protezione (per non parlare di quelle che mettono i genitori stessi). La tragedia di questa ragazza di 15 anni non è la prima, lungi dall'essere l'ultima. Il fatto, però, che "Anonymous", rete di hacker finora nota sopratutto per gli attacchi dimostrativi ai siti del "potere", abbia (a detta loro) individuato il responsabile di atti così nauseanti, ci mette di fronte al fatto che la giustizia, sul web, è stata fatta da persone e non dalle istituzioni. E' un fatto limite: chi ha davvero le capacità di "Anonymous" per fare altrettanto? E, comunque, è un'azione che, seppur dona un senso di vendetta, non è facilmente ammissibile. Ci si può solo immaginare le reazioni della famiglia (come si dice nell'articolo) o di chi viene smascherato in una maniera così raffinata ed in pochissimo tempo. Certi crimini e certi criminali sono più odiosi di altri e questo ne è l'esemplificazione perfetta. C'è chi lavora solo per queste nefandezze e, spesso, fa bene il suo lavoro. Credo che sia il caso di iniziare ad educare veramente i più giovani all'uso corretto della Rete: il primo passo non può essere che quello. Come sempre è il più difficile, ma in un Mondo schifoso e violento come il nostro, ormai collegato in ogni maniera, non possiamo permetterci di lasciare che le cose vadano da sè. Mai.

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Francamente non mi interessa. Non mi interessa quale potrebbe essere il vostro schieramento politico, la vostra idea della politica o se sapete cosa può (o potrebbe) essere la politica. Io non sono uno di quelli che si definiscono "osservatori privilegiati": fossimo ai tempi bui, potrei al massimo aspirare alla parte di servo della gleba con propensione a mettersi nei casini, dato che il culo non lo lecco a nessuno.

Non mi interessa neppure se non andate a votare, se ci andate, se vi fotografate mentre fate il dito medio tenendo in mano la scheda elettorale o se la vostra scrutatrice è una bella figliola e voi vorreste invitarla a pranzo, prima sapendo da che parte sta. E mi frega anche di meno se, il cinque marzo, farete ascese ardite e risalite per dire "Io lo sapevo" (tutti lo sanno, dopo).
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