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Riflessioni di un cittadino confuso - Quattro



Certamente, tra tutte le notizie (perlopiù brutte) che ci capita di leggere ogni giorno, sarebbe difficile sceglierne una sola per discuterne. Ad esser parziali, la condanna di Berlusconi è una di quella cose per cui vale la pena spendersi, se non fosse che a continuare a parlare di una persona che è, evidentemente, almeno discutibile non fa altro che portare ulteriori motivazioni polemiche ai suoi sostenitori, sempre troppi e ciechi. In autunno, penso, ciò che sta succedendo avrà i suoi veri effetti, quando il Governo Letta, più doroteo che mai, dovrà arrivare ai nodi politici. Per adesso tenta ancora di illuderci sull'IVA, fa decreti che, a parole, sono anche interessanti, ma che calati in un Paese che di fatti non ne fa, sono appesi ad un filo sottilissimo, fatto sempre da moneta sonante e gira un attimino smarrito. E quando, speriamo passato il caldo, un "PD" perlomeno confuso andrà a votare un nuovo Segretario, quando il "M5S" conterà i sopravvissuti ed il "PdL", volesse il cielo, si dimetterà in blocco (che bella cosa la solidarietà, a questi livelli: si chiama servitù), vedremo di che pasta sono veramente fatti questi "nuovi" politici. Ci aspettano ancora mesi assai difficili e che  vedranno i cittadini alle prese con drammi concreti e quantificabili, ma sempre troppo piccoli per chi vola così alto.
Perchè le promesse non danno da mangiare.

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Perchè mi frega

Francamente non mi interessa. Non mi interessa quale potrebbe essere il vostro schieramento politico, la vostra idea della politica o se sapete cosa può (o potrebbe) essere la politica. Io non sono uno di quelli che si definiscono "osservatori privilegiati": fossimo ai tempi bui, potrei al massimo aspirare alla parte di servo della gleba con propensione a mettersi nei casini, dato che il culo non lo lecco a nessuno.

Non mi interessa neppure se non andate a votare, se ci andate, se vi fotografate mentre fate il dito medio tenendo in mano la scheda elettorale o se la vostra scrutatrice è una bella figliola e voi vorreste invitarla a pranzo, prima sapendo da che parte sta. E mi frega anche di meno se, il cinque marzo, farete ascese ardite e risalite per dire "Io lo sapevo" (tutti lo sanno, dopo).
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Arrivo a dire che non mi alza nulla neppure sapervi, che so?, fascisti. E sì che io, i fascisti, li aborro un attimo. Detto da uno…

Miserabili now

Qualche giorno fa, leggendo il solito bel post dell'amico Gilberto, mi sono soffermato su un termine da lui usato: miserabile. Adesso esulo dal contesto in cui lui lo inseriva e me ne servo per tutt'altro discorso. La parola la uso piuttosto poco: di solito è per definire una persona che disprezzo, per cui non ho alcuna stima, un perfetto coglione, per essere estremamente chiari.
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Facciamo così. Io vi dico che adesso so per certo che significhi essere un miserabile, lavorativamente ed economicamente parlando. Non che io abbia mai vissuto …

Talula, eh?

"Talula, eh?'", dice la figlia di un'amica che ancora non si esprime in maniera fluente: "Paura, eh?" sta a significare. Ci si arriva da soli. E' la maniera così spontanea e pulita di chi ancora non sa "dire" ciò che prova, ma che sente perfettamente cosa significhi quel momento, quell'attimo: magari scendendo da uno scivolo, sbucciandosi le ginocchia, come spero sempre facciano più bambini possibile.
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A volte vira verso l'indifferenza o, non me ne vogliate, la liberazione.

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