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L'Italia carsica



Pompei ha sei mesi per salvarsi. E' lì da duemila anni e siamo arrivati a questo. Terremoti squassano il nostro suolo e non si ricostruiscono le case, figuriamoci monumenti e siti archeologici. I Teatri si autofinanziano, si autogestiscono, si autotassano, si danno da soli martellate sui pollici, per gradire. Il cinema produce cose di livello, se va bene, discreto e poi si rifà (poco) con De Sica e compagnia (ah, se ci fosse suo padre, sentiresti le legnate fino a Cortina). I Musei, se e quando sono aperti, cascano a pezzi, sono sporchi, vecchi e deprimenti. In tutto questo ci sono le solite eccezioni, veicolate per attrarre turisti che, pazzi, quando sono qui si vedono sfilare soldi a destra ed a manca per servizi che, se funzionano, altrove paghi la metà. E ci mettiamo anche la nostra diseducazione, i cuoricini con il pennarello, le scritte per questo e quella, le incisioni con il temperino, i lucchetti, i sacchi dell'immondizia e un bel "chi se ne fotte" coinvolgente. Inutili le cifre, sono sempre peggio. Come è sempre peggiore il quasi totale "me ne frego" di politici ignoranti o da ignorare: che si facciano strade e si butti cemento, posto ce n'è. Non è possibile che tutti soldi servano ad altro, non è pensabile che foraggino solo la "politica": qui si parla di corruzione, appalti inesistenti (ma pagati veramente), di un sistema così radicato da essere anch'egli patrimonio Italiano.
L'Italia è carsica: butti una banconota da 5€ ed essa sparisce in gorghi sotterranei, dividendosi in tanti rivoletti di spiccioli atti a foraggiare milioni di incompetenti e di papponi, culturali o meno.
Venite in Italia, il Paese più bello dopo tutti gli altri.

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Non mi interessa neppure se non andate a votare, se ci andate, se vi fotografate mentre fate il dito medio tenendo in mano la scheda elettorale o se la vostra scrutatrice è una bella figliola e voi vorreste invitarla a pranzo, prima sapendo da che parte sta. E mi frega anche di meno se, il cinque marzo, farete ascese ardite e risalite per dire "Io lo sapevo" (tutti lo sanno, dopo).
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