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Gummy candies Monday (Do not you felt the lack, I know)















Commenti

  1. ma.. sono spiazzata, hai cambiato look (quasi psichedelico direi) o hai cambiato proprio il blog?
    sono venuta perché da me c'è un piccolo ringraziamento anche per te :- )
    Un salutone!

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  2. Ciao, Paola. Ho cambiato il "mood" del Blog, tanto non se lo fila nessuno. Le questioni che trattavo qui le trovi su "Facebook". E' cambiato il modo di seguire le cose, ma mentre tu avevi un seguito, io no (o, meglio, ne avevo uno minimo). Perciò qui mi diverto e "di là" discuto. Poi non si sa mai: magari tra un anno cambieranno di nuovo le cose.
    :-D

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O bello. Ciao.

Il gioco era di quelli possibili per tutti. Quando sono entrato in Facebook, dieci anni fa, ci si baloccava alla grande: come sempre era tutto da fare. Conoscevi un sacco di gente e pure bella, interessante, piacevole. Cazzeggio. Poi si va sul serio: ogni tipo di serietà, dalla politica al calcio (che serio non può mai essere), la musica, arte, quello che ti pare. E la cosa cresce, in termini di tempo. E poi di ansia. Chi dice che i "social network" creano angoscia e isolano non sbaglia. Non ha nemmeno ragione, comunque.

E iniziano i discorsi sull'uso del mezzo e non della sua inutilità: ma, infatti, Facebook non è mai stato inutile. E' cambiato, perchè è mutata la gente, il suo modo di approcciarsi al coso blu. Poi la spirale, per me da sempre debole da questo punto di vista, dell'affermazione: quanti hanno letto? E' piaciuto? Perchè quell'altro mi dice di lasciar perdere, che so?, la politica? La mia amica legge lui e non me. Che cazzo. No.

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L' effetto che fa.

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Qualche mese fa, in un tribunale (e lì che si parla spesso del lavoro, qualcuno mi ha detto che per i mestieri "non qualificati" non c'è futuro. Ah, bene. Certamente il mondo si sta spostando verso le specializzazioni alte. Internet ha cambiato ogni cosa ed è solo l'inizio. Tutto va così veloce che nemmeno chi ci sta dentro riesce a tenere il passo. Dietro la scrivania c'è già qualcuno che ne sa più di te, o ha un'idea geniale, un'applicazione fottutamente innovativa o ha fatto tre master al "MIT".

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The Spaghetti Code

Da qualche mese, abbandonato "Facebook" (con grande sollievo), ho riversato le mie attenzioni, sempre dettate dalla voglia di diventare, ovviamente, un "influencer" (risate), su "Twitter". Esso è un oggetto ancora oscuro a molti: non viene compreso, è troppo complesso (sic), gli hastag questi sconosciuti e non si può scrivere quanto si vuole. Quest'ultima frase mi fa pensare di aver fatto una buona scelta. 480 caratteri sono pure troppi, spesso, e imparare a fare sintesi è un ottimo esercizio. sia grammaticale che mentale. E poi Twitter è bello cinico, molto più da grandicelli che il coso di Zuck. Almeno, così la vedo.

Quando ho iniziato a seguire l'hastag #facciamorete, capitandoci un po' per caso ed un pochino seguendo il trend, mi sono chiesto cosa fosse, in realtà. Creare delle comunità di utenti unite da un # può risultare anche facile, se si usano le armi dell'attualità, della moda del momento o dei personaggi mediatici. Diverso, mo…