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Scale in discesa



Sono sempre stato desideroso d'imparare. I mezzi sono quelli che sono, quasi tutti artigianali e costruiti da me. Quindi, per molta parte del web, quello intelligente, molto spocchioso e perfino algido, non va bene. Rimarrà comunque una differenza tra "chi sa" e "chi è qui perchè c'è libertà d'espressione". Il che vuol dire, per una parte ampia d'intellighenzia, parole a vanvera. Come in un bar. Solo che nel bar ci vanno tutti e quando bevono mi sa che i gesti sono gli stessi: magari cambia il liquido nel bicchiere, visto che non tutti si posso permettere un vino da 5€ al calice. No? Sì, invece.

Questo è il decimo anno di esperienza come Blogger e mi piacerebbe festeggiarlo. Insomma, andare oltre questi argomenti, che mi perseguitano, dato che sono in contatto con parecchie persone (il che non vuol dire che sia un approccio amichevole con tutti, non è umanamente possibile) e dalle molte idee, differenti tra loro. La festa che ho in mente è quella di scrivere come so, cercando di migliorare.

Però sarà anche la celebrazione dell'ovvio, temo: non sono così presuntuoso da credere d'aver chissà quali argomenti originali da mettere sul tavolo. Ogni vita è diversa, magari per microscopici scostamenti dalle altre, o per chiarissime distanze d'intenti, modi, espressioni, ragionamenti, desideri, inclinazioni, preparazione. Tenterò, sia chiaro, un percorso sempre personale. E a chi sta nella sua torre (di qualsiasi materiale), auguro di percorrere una scala anche in discesa, magari non facendolo pesare agli altri.

Commenti

  1. Per la puttana, Walter, questo sì che è un traguardo!
    Ti leggo dagli esordi (nostri) e ho trovato i tuoi post sempre piacevoli e stimolanti.
    Sai, proprio in questi giorni ho ripreso il mio, di blog, dopo un anno di latitanza, anche se ho deciso di tenerlo solo come esercizio per non perdere il piacere di scrivere.
    Dieci anni! Festeggiali a modo tuo, sì, continua ad imparare e continua a scrivere di quello che senti, ché da queste parti troverai sempre animi più che predisposti ad accogliere le tue emozioni.
    Da amico ad amico, un abbraccio.

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    1. Drugo, tecnicamente, purtroppo, un paio d'anni sono andati persi nel trasferimento da "Splinder" a qui. Prima di allora ce n'era ancora un po', di roba mia in giro. Sei molto gentile e la tua decisione mi rallegra. Quindi, torno sul tuo Blog. Si resiste, si persiste, si insiste. Per chi ci vuole bene, ma soprattutto per quelli a cui non siamo mai piaciuti.
      E' tutta una questione di input ed output.

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  2. fiuu chissà perché mi appariva in anteprima sempre un tuo vecchio post e io pensavo non avessi più scritto! Bene Dan! tanti auguri per il 10° del blog, pare anche a me di scorgere una certa stanchezza verso faccialibro ma forse è solo una mia impressione. Lunga vita ai blog e ai blogger più intelligenti e sensibili (tiè!) ;-)

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    1. Ciao, Paola. E' la solita vecchia storia di chi resiste non avendo un nome sui giornali o nei "premi" del web, che sono autoreferenziali e citano sempre gli stessi.
      "FB" è ancora un molosso, ma vedo segni di cedimento.
      Grazie per esserci.

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O bello. Ciao.

Il gioco era di quelli possibili per tutti. Quando sono entrato in Facebook, dieci anni fa, ci si baloccava alla grande: come sempre era tutto da fare. Conoscevi un sacco di gente e pure bella, interessante, piacevole. Cazzeggio. Poi si va sul serio: ogni tipo di serietà, dalla politica al calcio (che serio non può mai essere), la musica, arte, quello che ti pare. E la cosa cresce, in termini di tempo. E poi di ansia. Chi dice che i "social network" creano angoscia e isolano non sbaglia. Non ha nemmeno ragione, comunque.

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Talula, eh?

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