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Bella sì



La libertà è quella cosa che ti permette, tra l'altro, di leggere o meno qualcosa. Pure in rete. Anzi, soprattutto un Blog. Al Blog ci arrivi perchè lo vuoi: in altri luoghi vedi scorrere via veloci, vecchie dopo tre minuti, un sacco di cose.
Per dire che qui le cose sono sempre state piuttosto chiare e senza paura di affermarle.

Se a Pordenone non si può cantare "Bella ciao", il 25 Aprile, può darsi che interessi a pochi. Carina l'idea dell'ordine pubblico, che salta fuori un po' a caso: magari questa cosa andrebbe usata, che so?, sui campetti di calcio, dove anche i papà dei muletti si menano o menano gli altri.

Sulfurea puzzetta di revisionismo, che, italianicamente, è solo un bel dire che certe cose, senza approfondimento, danno fastidio. Sono sessantanove anni che si festeggia la Liberazione dal Fascismo, ma tutti (proprio tutti) sanno che questa meraviglia ideologica non è mai morta: è viva e lotta con o contro di noi.

Erano quelli i bei tempi in cui si diceva "cialdino" per indicare una pastiglia o, per compiacere un delinquente epocale, si mandava a morire qualche decina di migliaia di persone, armate ancora come nel '15-'18. Ma anche no, grazie.

Se si vuole rivedere un po' del dopo, di quello che è accaduto, magari non serve vietare di cantare una canzone (tanto si farà lo stesso, che si crede il Prefetto?), ma usare quel che resta di razionalità per ragionare su fatti, ideologie e persone che hanno comunque un peso nella storia di questo Paese.

Ho detto "magari".

[Nella colonna di destra -sic- c'è scritto "antifascismo". Se non l'avete letta, fatelo: lo dico ogni anno, più o meno in questi giorni. Così ci evitiamo la noia di prenderci in giro]

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