Passa ai contenuti principali

Tutta questa gente



Nessun generale ha mai vinto una guerra senza soldati. Lapalissiano. E siccome "...la politica non è che la continuazione della guerra con altri mezzi" (cit.*), appare ovvio che chi ama e vuole il potere si circonda di truppe a Lui fedeli. Elettori, ovviamente, e poi la corte dei leccapiedi, avvocati, consulenti e via dicendo. Cosa normale, direi storica.

Negli ultimi anni questo baluardo di difensori del Capo ha ricevuto nuove connotazioni grazie ad una persona come Berlusconi, che ha fondato sul populismo tutta la sua attività fuori dall'economia, ovvero il suo modo di fare politica. Una strategia, come detto milioni di volte, furba e semplicissima, che ha raggiunto la sua apoteosi in questi giorni in cui questo signore è stato condannato dalla Giustizia Italiana per reati fiscali in vi definitiva.

Ormai non si abbandona la nave, quando affonda, lasciando il capitano a governare la fine della faccenda, ma ci si erge a scudi umani e propagandistici per affermare la sua grandezza ed importanza, sempre e comunque. Sempre continuando ad inondare ogni mezzo di comunicazione con plateali difese di non meglio definiti meriti e proponendo tutte le ingiustizie calunniose a cui il leader è stato sottoposto. Comunque andando contro il sistema giudiziario di un Paese che, piaccia o meno, è quello e, se non viene cambiato, va accettato.

Va accettato da tutti, dal più umile dei Cittadini che di certo non può fregarsene (almeno in teoria), fino alle massime cariche dello Stato, che ne sono perfino garanti davanti alla Nazione. Ma qui da noi si vive un modo del tutto stralunato di intendere la Legge, quello per cui anche chi dovrebbe andare in galera può e deve continuare a fare politica, perchè glielo chiede il suo esercito, lo anelano i suoi sudditi.

Non posso e non voglio essere accomunato a compatriota di questi: li rinnego, non li desidero accanto a me. Ho altre idee, forse non migliori, ma credo nel fatto che essere parte di uno Stato, con gli innegabili doveri che si hanno, non possa mai comportare la negazione della Legge. Amo la libertà di pensiero, di chiunque, ma arrivare a certi atteggiamenti è solo un modo patetico di riaffermare un modo di credersi al di sopra degli altri, di coloro che ragionano ed accettano che le azioni hanno sempre delle conseguenze.

Insomma, io non so scrivere di fantascienza.
Tutta questa gente, invece, vuole che si pensi che esistono mondi paralleli fatti di menefreghismo verso una società dotata di regole.
Chissà, magari sono bolle che prima o poi scoppieranno.

*: Carl Phillip Gottlieb von Clausewitz 

Commenti

  1. sembra una battaglia persa in partenza, a vedere l'esercito di coglioni comandato dal berlusca. le bolle prima o poi scoppieranno e noi saremo lì in prima fila a goderci lo spettacolo.
    ciao dal militante

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sappiamo, perchè lo scriviamo da anni, che queste orde di fanatici (che poi, LORO lo possono essere: glia tri no. Gli altri sono Comunisti) non molleranno mai. E' un problema di mancanza di cultura o, meglio, di abbraccio a una sotto-cultura fatta di nulla. Grazie, car.

      Elimina
  2. Ah, comunque proprio stamattina leggevo della nuova teoria quantistica secondo la quale dopo la morte una cosa chiamata coscienza continua a migrare di corpo in corpo, da uno spazio all'altro e cazzate simili. Se così fosse, tuttavia, in qualsiasi mondo andassimo a finire,.succederebbe che ci ritroveremmo Berlu. E mi pare di capire non sotto forma del macellaio sotto casa. Con questa fantasiosa si spiegherebbero un sacco di cose, come la reincarnazione di Napoleone, i déjà-vu etc etc.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ecco, vedi Annachiara? Mondi immensi ed inesplorati si potrebbero aprire, per cercare di comprendere come questo "signore" continui ad influenzare le menti deboli. E' un po' "Signore degli Anelli", ma insomma: anche le leggende hanno un fondo verità. Purtroppo.

      Elimina
  3. Questa leggenda non ha nessun fondo di verità. Soprattutto mi piacerebbe sapere com'è la dimostrazione della migrazione coscienza...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Però, di base, ci vorrebbe una coscienza. Il che esclude, automaticamente, milioni di Italiani.
      Se combini, vedi di far qualcosa per la migrazione dei conti correnti...

      Elimina
  4. eppure, sai quanti ne vedremo, di berlusconiani che rinnegheranno tutto, smentendo di essere mai stati con il berlusca cinque minuti dopo della sua scomparsa definitiva dalla scena pubblica?
    un po' tipo il 1945, ma ancora più patetico
    ciao

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il tutto per meno di trenta denari.
      O erano 80€? Scusa, ogni tanto mi perdo...
      :-D

      Elimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

O bello. Ciao.

Il gioco era di quelli possibili per tutti. Quando sono entrato in Facebook, dieci anni fa, ci si baloccava alla grande: come sempre era tutto da fare. Conoscevi un sacco di gente e pure bella, interessante, piacevole. Cazzeggio. Poi si va sul serio: ogni tipo di serietà, dalla politica al calcio (che serio non può mai essere), la musica, arte, quello che ti pare. E la cosa cresce, in termini di tempo. E poi di ansia. Chi dice che i "social network" creano angoscia e isolano non sbaglia. Non ha nemmeno ragione, comunque.

E iniziano i discorsi sull'uso del mezzo e non della sua inutilità: ma, infatti, Facebook non è mai stato inutile. E' cambiato, perchè è mutata la gente, il suo modo di approcciarsi al coso blu. Poi la spirale, per me da sempre debole da questo punto di vista, dell'affermazione: quanti hanno letto? E' piaciuto? Perchè quell'altro mi dice di lasciar perdere, che so?, la politica? La mia amica legge lui e non me. Che cazzo. No.

No, perchè …

L' effetto che fa.

A volte sembra quasi un incubo. Lucido e reale. Di quelli da cui ti svegli nei rari momenti di serenità che riesci a strappare qui e là. No, non parlo di psicofarmaci, sennò la goduria sarebbe più lunga. Lavoro, quello è un incubo. Chiarisco, non per tutti. Per quelli che come me, non avendo mai leccato il culo a nessuno, pagano le proprie colpe. Giustamente. Interamente, senza sconti, senza pietà. Ed è tutto corretto: non puoi appellarti.

Qualche mese fa, in un tribunale (e lì che si parla spesso del lavoro, qualcuno mi ha detto che per i mestieri "non qualificati" non c'è futuro. Ah, bene. Certamente il mondo si sta spostando verso le specializzazioni alte. Internet ha cambiato ogni cosa ed è solo l'inizio. Tutto va così veloce che nemmeno chi ci sta dentro riesce a tenere il passo. Dietro la scrivania c'è già qualcuno che ne sa più di te, o ha un'idea geniale, un'applicazione fottutamente innovativa o ha fatto tre master al "MIT".

Di questo …

Talula, eh?

"Talula, eh?'", dice la figlia di un'amica che ancora non si esprime in maniera fluente: "Paura, eh?" sta a significare. Ci si arriva da soli. E' la maniera così spontanea e pulita di chi ancora non sa "dire" ciò che prova, ma che sente perfettamente cosa significhi quel momento, quell'attimo: magari scendendo da uno scivolo, sbucciandosi le ginocchia, come spero sempre facciano più bambini possibile.
Che è meglio che imparare da un videogioco o dalle noiose parole degli adulti.

Eppure mi ha fatto pensare alle mie, di paure. Ormai, vista la vetusta età, acclarate e persino persistenti. E immagino pensiate soprattutto a quella della morte, della fine della corsa, dell'arriverderci e grazie, è stato bello ma breve. In effetti ci penso spesso, ma debbo ammettere, con un filo di sovraeccitazione, che non è la peggiore.
A volte vira verso l'indifferenza o, non me ne vogliate, la liberazione.

Ne ho mille altre: politiche (be', questa è …