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Schierarsi



Attenzione: questo non è un post politico. Un po' di pazienza.


Mi ostino a pensare che si debba cambiare idea solo nel caso se ne trovi una migliore della propria. Avendo la maturità di accettare i propri limiti, senza mai smettere di cercare ed imparare, procurandosi dosi massicce di pazienza e nutrendosi con una sana quantità di curiosità, spesso si conquistano mete diverse da quelle prefissate, ma interessanti, soddisfacenti.

Ma nulla viene costruito sul niente e tutto passa dalle persone. Impossibile circondarsi solo di coloro che ci fanno divenire migliori: sarebbe l'epifania, un mondo personale a colori sgargianti, l'apoteosi delle giornate perfette. E nulla è perfetto: non lo sono io, non lo è nessuno (anche perchè che cos'è la perfezione? Non ce la si cava con le definizioni religiose: quelle sono extra Mondo).

Si può, però, tendere ad eliminare i portatori di stress. Lo sto imparando a mie spese e non sono ricco. Se di fronte ho chi riesce a togliermi dalla testa quei tre punti fissi errati (non ne ho di più: sono quasi normale), be' mi sento meglio. Non mi trovo più a mio agio, invece, con coloro che facevo o faccio finta di tollerare. Non sono più così accondiscendente. Non sono più disposto al baratto intellettuale se non alle condizioni di cui sopra.

Attenzione che non parlo del virtuale, cosa a sè stante. Parlo della comunicazione/non accettazione della vita, quella roba lì, reale. Non so quanto mi resta, ma non lo passo più con chi si permette di farmi sentire qualcosa di meno di quello che sono (non mi arrogo nessun diritto: solo la convinzione di avere la possibilità, aprioristica, di essere ciò che decido di essere), con coloro che si convincono, meschini, che in qualche maniera i loro atteggiamenti vengano da un altrove in cui possono paragonarsi a dei semi Dei e ci fanno un favore nel dispensare saggezza, morale, ironia a piene mani.

I silenzi imbarazzanti continuano. Le cattiverie gratuite anche: spalle che sorreggono se ne trovano a bizzeffe.
Sono fermo nella convinzione che non mi avrete.
O, perlomeno, dovrete stare alle mie condizioni, dato che, a quanto pare, tutti ne hanno da imporre. Anzi, meglio: le vie sono infinite, prendiamone di diverse.

L'ho scritto qui perchè è roba mia.
Liberi di far finta che queste righe non ci siano.
(In effetti, esistono?).



Commenti

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O bello. Ciao.

Il gioco era di quelli possibili per tutti. Quando sono entrato in Facebook, dieci anni fa, ci si baloccava alla grande: come sempre era tutto da fare. Conoscevi un sacco di gente e pure bella, interessante, piacevole. Cazzeggio. Poi si va sul serio: ogni tipo di serietà, dalla politica al calcio (che serio non può mai essere), la musica, arte, quello che ti pare. E la cosa cresce, in termini di tempo. E poi di ansia. Chi dice che i "social network" creano angoscia e isolano non sbaglia. Non ha nemmeno ragione, comunque.

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