Passa ai contenuti principali

Voi



Voi, che adesso che si può dire tutto vi svegliate e dite proprio tutto.
Voi, che le parole degli altri sono più efficaci e non esprimete mai un pensiero -uno- che sia vostro.
Voi, che una virgola ogni tanto ci sta.
Voi, che se si celebra un Poeta vi incazzate perchè altri mille sono persi nell'oblio.
Voi, che se non si conoscono quei mille poeti ignorate l'altro.
Voi, che sapete tutto, ma di tutto.
Voi, che pensate d'essere poeti, artisti, gente che fa cose originali e poi vivete il livore dell'invidia.
Voi, che non sapete che l'invidia è il sentimento più diffuso e ne abusate.
Voi, che ogni film o canzone è già stata fatta, ma non da Voi.
Voi, che fingete l'Amore, perchè è tutto un gioco.
Voi, che assumete ogni tipo di opinione per poterla denigrare.
Voi, che un'opinione ce l'avete per ogni singolo argomento.
Voi, che siete intellettuali, ma offendete.
Voi, che usate la parola "Odio" e l'odio lo coltivate.
Voi, che gli altri sono solo un mezzo, mai il fine.
Voi, che giudicare non si fa.
Voi, che giudicate in continuazione.
Voi, che sapete mentire.
Voi, che siete in equilibrio.
Voi, che siete amici di tutti.
Voi che non capite che non si può essere amici di tutti.
Voi, che le pilloline più sì che no.
Voi, che è più facile stare con chi la pensa come sempre e come conviene.
Voi, che illudete.
Voi, che vi fate illudere.
Voi, che perdonate, perchè è giusto.
Voi, che è giusto perdonare, ma non dimenticare.
Voi, che vorreste che il Mondo fosse diverso, fosse fatto da Voi.
Voi e il vostro ego.
Voi e la disciplina della negazione.
Voi e la marcia delle idee inarrestabili.
Voi e Voi.

Voi siete come me.

Commenti

Post popolari in questo blog

O bello. Ciao.

Il gioco era di quelli possibili per tutti. Quando sono entrato in Facebook, dieci anni fa, ci si baloccava alla grande: come sempre era tutto da fare. Conoscevi un sacco di gente e pure bella, interessante, piacevole. Cazzeggio. Poi si va sul serio: ogni tipo di serietà, dalla politica al calcio (che serio non può mai essere), la musica, arte, quello che ti pare. E la cosa cresce, in termini di tempo. E poi di ansia. Chi dice che i "social network" creano angoscia e isolano non sbaglia. Non ha nemmeno ragione, comunque.

E iniziano i discorsi sull'uso del mezzo e non della sua inutilità: ma, infatti, Facebook non è mai stato inutile. E' cambiato, perchè è mutata la gente, il suo modo di approcciarsi al coso blu. Poi la spirale, per me da sempre debole da questo punto di vista, dell'affermazione: quanti hanno letto? E' piaciuto? Perchè quell'altro mi dice di lasciar perdere, che so?, la politica? La mia amica legge lui e non me. Che cazzo. No.

No, perchè …

L' effetto che fa.

A volte sembra quasi un incubo. Lucido e reale. Di quelli da cui ti svegli nei rari momenti di serenità che riesci a strappare qui e là. No, non parlo di psicofarmaci, sennò la goduria sarebbe più lunga. Lavoro, quello è un incubo. Chiarisco, non per tutti. Per quelli che come me, non avendo mai leccato il culo a nessuno, pagano le proprie colpe. Giustamente. Interamente, senza sconti, senza pietà. Ed è tutto corretto: non puoi appellarti.

Qualche mese fa, in un tribunale (e lì che si parla spesso del lavoro, qualcuno mi ha detto che per i mestieri "non qualificati" non c'è futuro. Ah, bene. Certamente il mondo si sta spostando verso le specializzazioni alte. Internet ha cambiato ogni cosa ed è solo l'inizio. Tutto va così veloce che nemmeno chi ci sta dentro riesce a tenere il passo. Dietro la scrivania c'è già qualcuno che ne sa più di te, o ha un'idea geniale, un'applicazione fottutamente innovativa o ha fatto tre master al "MIT".

Di questo …

Talula, eh?

"Talula, eh?'", dice la figlia di un'amica che ancora non si esprime in maniera fluente: "Paura, eh?" sta a significare. Ci si arriva da soli. E' la maniera così spontanea e pulita di chi ancora non sa "dire" ciò che prova, ma che sente perfettamente cosa significhi quel momento, quell'attimo: magari scendendo da uno scivolo, sbucciandosi le ginocchia, come spero sempre facciano più bambini possibile.
Che è meglio che imparare da un videogioco o dalle noiose parole degli adulti.

Eppure mi ha fatto pensare alle mie, di paure. Ormai, vista la vetusta età, acclarate e persino persistenti. E immagino pensiate soprattutto a quella della morte, della fine della corsa, dell'arriverderci e grazie, è stato bello ma breve. In effetti ci penso spesso, ma debbo ammettere, con un filo di sovraeccitazione, che non è la peggiore.
A volte vira verso l'indifferenza o, non me ne vogliate, la liberazione.

Ne ho mille altre: politiche (be', questa è …