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La felicità è un sistema complesso



Volendo essere onesti e scrivere ciò che si pensa, posso dire che la felicità probabilmente non esiste. Ci sono vari gradi di serenità. Ed anche quella non è cosa facile da raggiungere. Naturalmente, ogni affermazione può essere confutata dal singolo: tutte le persone hanno una loro idea della felicità e della serenità. Qui non si affermano (mai) principi assoluti, altrimenti penso sarei più famoso.

Ciò premesso è ineludibile il desiderio di ciascuno di poter vivere in maniera degna ed in pace: che sia la pace della propria coscienza o quella del Mondo, oppure semplicemente un'esistenza priva di tutti quei problemi che ci angustiano. Cosa, detto, impossibile. Anche perchè non è detto che i problemi necessariamente siano un ostacolo alla felicità.

Prendi una roba strana come l'amore (ed anche sulla sua esistenza/significato è perfettamente inutile dilungarsi: avete biblioteche intere a disposizione). Il massimo quando c'è: una cosa devastante quando manca o non viene corrisposto. Mica vero. Il bello dell'amore è che, se è tale, può essere univoco. E' che se non si è in due sembra una stronzata.

Eppure, in questa finta ricerca della serenità, anche uno stato come quello che i più definirebbero, usando le parole di una famosa carta per cioccolatini, come "amore impossibile" ti cambia un attimo le prospettive. Eh sì, diciamocelo. L'euforia (ingiustificata) di avere un pensiero solo e di solito romantico (sic) mette in secondo piano tutto il resto. Con conseguenze perlopiù nefaste.

Cali di concentrazione, distrazione, recupero di vecchi dischi smielati e giustamente riposti nella parte meno accessibile della casa, strani scuotimenti interiori (da non scambiarsi con virus intestinali, roba di stagione), insensati atteggiamenti giovanilistici, patti con la propria coscienza e con il proprio "io" morale e via dicendo.

Tutto questo parrebbe controproducente, niente di più distante da quel desiderio di calma e di gioa che dà l'amore; eppure, pensateci, mica è così male? Non state leggendo il Blog di un masochista, piuttosto di un realista. La felicità è un sistema complesso e non esistono formule che lo mettano giù nero su bianco.

Detto questo, ogni piega della nostra giornata può nascondere quel brandello di insensatezza che riesce a donare un sorriso od un pensiero (per noi) positivo. Tutto è, comunque, relativo: ognuno si costruisca le sue "pare" e ci lavori sopra.
Mica posso dirvi tutto io, vivaddio.

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O bello. Ciao.

Il gioco era di quelli possibili per tutti. Quando sono entrato in Facebook, dieci anni fa, ci si baloccava alla grande: come sempre era tutto da fare. Conoscevi un sacco di gente e pure bella, interessante, piacevole. Cazzeggio. Poi si va sul serio: ogni tipo di serietà, dalla politica al calcio (che serio non può mai essere), la musica, arte, quello che ti pare. E la cosa cresce, in termini di tempo. E poi di ansia. Chi dice che i "social network" creano angoscia e isolano non sbaglia. Non ha nemmeno ragione, comunque.

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A volte vira verso l'indifferenza o, non me ne vogliate, la liberazione.

Ne ho mille altre: politiche (be', questa è …