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Perchè mi frega



Francamente non mi interessa. Non mi interessa quale potrebbe essere il vostro schieramento politico, la vostra idea della politica o se sapete cosa può (o potrebbe) essere la politica. Io non sono uno di quelli che si definiscono "osservatori privilegiati": fossimo ai tempi bui, potrei al massimo aspirare alla parte di servo della gleba con propensione a mettersi nei casini, dato che il culo non lo lecco a nessuno.

Non mi interessa neppure se non andate a votare, se ci andate, se vi fotografate mentre fate il dito medio tenendo in mano la scheda elettorale o se la vostra scrutatrice è una bella figliola e voi vorreste invitarla a pranzo, prima sapendo da che parte sta. E mi frega anche di meno se, il cinque marzo, farete ascese ardite e risalite per dire "Io lo sapevo" (tutti lo sanno, dopo).
Non mi frega proprio: vi prego, credetemi.

Arrivo a dire che non mi alza nulla neppure sapervi, che so?, fascisti. E sì che io, i fascisti, li aborro un attimo. Detto da uno che ne può vantarne uno in famiglia e pure da un paio di generazioni fa il suo effetto, dai. E manco se siete Comunisti (notata la "C"?), perchè ci hanno convinto che nessuna definizione vale più. Convinti da quelli che parlano per definizioni, peraltro. Il bue, l'asino e menate varie.

Quello di cui mi frega sarebbe che a queste elezioni ed a tutte le prossime (potrebbero essere molte; io ci rifaccio il 29 Aprile, per dire) ci andaste o non ci andaste perchè avete fatto un ragionamento. Ma non uno qualsiasi: il vostro. Certo, come il mio, influenzato, piegato, magari smarcato (vivaddio), un po' astruso, un pochino timoroso: forse finanche banalotto, popolare, impopolare, breve o lungo, articolato o sintetico.

Però vostro. Qualcosa da portare avanti con convinzione, nel bar con gli amici, con la morosa al caffè o tra voi e voi stessi. Perchè questo conterebbe. Questo sarebbe importante. Quando ci dicono che votare è un obbligo ed anche un dovere, sarebbe forte dicessero che potrebbe essere anche un piacere. Certo, siamo qui, Italia: non siamo bravi con la fantascienza. Quindi, piacevole spesso non è. O mai. Anche questo potete deciderlo voi.

Io mi vedo, alle sette in punto di Domenica quattro marzo che scasso la minchia perchè sono il primo (sta cosa qualcuno se la ricorda): sarò uno di quelli che ci ha ragionato su. Poi come andrà lo vediamo. Io quello che voglio fare lo farò. Ed è sempre più difficile potersi confrontare, forse e persino perchè c'è la Rete. La fortuna è che c'è gente intelligente sparsa qua e là e, insomma, se uno ci tiene le cose può volerle capire.

Comunque, amigos, il quattro marzo è prestino per andare al mare.

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