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Visualizzazione dei post da Novembre, 2014

Greetings from Mongolia - La fine dei fiumi?

Eventi. Certi dischi sono eventi, qualsiasi cosa si possa pensare, nel bene e nel male. Le pause eterne di alcuni artisti diventano un sorta di "imprinting" in attesa di capolavori, sempre più rari, sia detto, nel mondo musicale. Dopo vent'anni sono certo che un disco dei Pink Floyd sia roba grossa: il nome, la storia, il mito. Però c'è il tempo, di mezzo: le cose cambiano, anche se, in realtà, molto più lentamente di quello che ci piace pensare. E qui ci sono le due scuole di pensiero, che dividono quelli che pensano che la musica si evolva, comunque, e coloro che (anche giustamente, spesso) pensano che il meglio si sia già sentito. Chi fa parte di quest'ultima fascia certamente sarà contento di "The Endless River", che è una sorta di copertina calda consolante: i suoni curatissimi, la "liquidità" delle atmosfere, il senso di "déjà vu" che consola. Non vi è nulla di male. Questo ci si poteva aspettare e questo è stato. Gli altri, de…