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Visualizzazione dei post da Aprile, 2007
Things Change


Lontana A.,
            ti scrivo dal traghetto, lo stesso traballante ed arrugginito di qualche estate fa. Queste mie parole ti arriveranno precise, elettroniche e un po' fredde quando tornerò in albergo: ormai questo lungo cavo invisibile avvolge tutto il globo, annulla anche la distanza. Lo so, avresti voluto, penso, una mia lettera scritta a mano, magari incerta, chè questa barca ondeggia e sbuffa anche sul mare piatto ed assolato di oggi. Eppure non mi son scordato di quando le tue, di lettere, arrivavano a risvegliare la mia mente quando ero io ad essere lontano: la tua grafia minuta, così tonda, avvolgente. Era bello aspettare, passare la serata, invece che con gli occasionali e un po' euforici amici, a risponderti. A cercare le parole per seguirti nel tuo racconto, quella storia che adesso ti ha portato definitivamente lontano dalla nostra città, dall'abitudine, dal soffocante cerchio della provincia. Magari la prossima volta farò di nuovo sera e userò …
Baracca & burattini
E' più facile lasciarsi alle spalle cose brutte, brutta gente. Se si si dimenticano i dolori e le incertezze, il cammino è più leggero, non ci vuole molto. Oggi nascerà il “Partito Democratico”, alla fine del Congresso della Margherita: oggi, non ieri, quando sono cessati d'esistere i DS. Cerca di prendere forma questa Sinistra, all'acqua di rose (rosa, appunto, non rosso...), che mette insieme vecchie paturnie e nuovi slanci, unendo politici, o presunti tali, con gente che speravo di non sentir più nominare (uno per tutti, De Mita). Più ombre che luci, indubbiamente. E' un sentirsi strani, tirati per quella giacchetta sempre più corta e lisa: da una parte la volontà di non cedere al sentimentalismo della dietrologia, alle vecchie sirene di un passato che non è mai diventato realtà, e dall'altra dall'inevitabile logica di un cambiamento politico che è nato per cercare un futuro più solido. E' un dilemma non da poco, di cui molti Voi s…
Stars Die


Carissima M.,
             mi sento un'inutilità, come una cosa vecchia che non ha più interesse per nessuno, un arcaico, un fuori tempo massimo. Non si può vivere solo per se stessi: a questa minima forma di masochismo ci sono arrivato con gli anni, accompagnato da sbagli colossali e ripensamenti. Quello che faccio è una cosa che mi stacca quasi di netto dal Mondo reale che oggi viene percepito in questo Paese. Come in uno di quel telefilm degli anni '70, pieni di doppi, di maschere, di allucinanti sé diversi ed uguali al protagonista, sembra che vi siano due palcoscenici, che ruotano: prima passa quello dell'imbonitore di turno (poco importa se ammicca al fondo della platea, o solo alle prime file), dove scintilla una fontana di buone notizie, di vite votate all'happy hour, al week-end, sci, barca e vacanze ad un sole diverso e molto più costoso, ed un altro, sul quale non ci sono protagonisti, ma solo fantasmi quasi muti, in un divenire inutile e soffocante,…
R.S.V.P.

Ci voleva andare a tutti i costi, al Congresso dei DS.
Ha detto: "La figa la porto io!".
Fatta.

Before I Leave


Cara, sperduta G.,
        ciò che nelle parole non si legge è quello che più importa, quel che vive nell'Amore e che gli dà speranza. Così, dopo quelle che mi hai inviato, ho immaginato le frasi che non hai detto, che hai solo pensato, rimesse in un cassetto o perse per sempre.
        Non avrebbe senso che io ti dicessi cosa si può o non si può fare: dato che non potrei riuscire a farlo per me, figuriamoci per gli altri. Sono convinto che il vero ostacolo sia la nostra cocciutaggine, l'imperativo è scontrarsi sempre e comunque con ciò che desideriamo, figli voluti dell'essere viziati.
        Non perdiamo più, non lo ammettiamo, non possiamo: è come se nella battaglia il nostro nemico avesse arco e frecce, noi bombe atomiche. Di tutto quello che necessita, ed è poco, in realtà, sappiamo fare un quadro brutto e dimenticabile, per affannarci alla rincorsa di quel “qualcos'altro”, quasi sempre -sempre- indistinto ed anche pericoloso. E sul campo di questi sco…
Nostalgia? Non delle canaglie



Dando un'occhiata al calendario possono cambiare parecchie cose. Prendete quest'anno: il 30 Aprile cade di Lunedì, il I° Maggio di Martedì: ponte d'oro. Se l'abilità di sfangarla si vedesse da questo, molti sarebbero professori. Allora spuntano pensate del tipo che il 25 Aprile si può lavorare, per “guadagnare” il 30 in bonus e farsi tutta una tirata fino al 2 Maggio. Una prova del nove inconfutabile sul come sia tutto labile, figuriamoci una ricorrenza che è stata dileggiata, ignorata, demolita, fino a farla diventare merce di scambio. A chi mi ha fatto questa proposta (sì, perchè dovrei poi io portarla all'attenzione della Direzione Aziendale) dovrei rispondere nella maniera più semplice e sbrigativa che conosca, restando nell'ambito dell'educazione: non se ne parla, proprio. Mi ritrovo a doverci pensare, invece, perchè non interessa davvero quasi più a nessuno. Non solo la “classe operaia” non esiste più, ma non c'è tracc…
Per piacere, per dovere, per tornare...



Adesso che so di essere arrivato almeno alla colomba, spero di tener duro fino al panettone.
Meglio, grazie, sì.
Nei prossimi giorni passo a recuperarVi tutti ed intanto ringrazio per gli Auguri, per la pazienza e per le eventuali donazioni in euro.
Un abbraccio, Compagni...(poi ognuno la legga come vuole!).