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Visualizzazione dei post da Settembre, 2012

Greetings From Mongolia - L'ombra della luce

Alla base di un disco come "Samsara" di Alice (uscito il 18 Settembre) c'è quello che io considero l'errore fatto da moltissimi musicisti: non guardarsi attorno, non mettersi in ascolto di ciò che avviene nella musica, non cercare una nuova via, non mettersi in discussione. Sono tempi grami e rischiare non piace a nessuno, ma l'Arte non è un campo in cui l'immobilismo paga, mai. Quindici anni per un nuovo disco di inediti è un tempo che crea un'attesa sempre sproporzionata, anche per gente come Peter Gabriel o i Pink Floyd (solo esempi, sia chiaro). Tuttavia Alice, che io ho sempre amato moltissimo, è un'artista vera, ancora oggi una cantante eccellente, tra le migliori d'Europa (in Italia stacca tutte, non si discute). Ma non posso essere contento di questo ritorno. Musicalmente siamo fermi ad una decina d'anni fa, con un minimalismo che è anche una scelta condivisibile, ma che non giova, in questo caso. Non è di supporto a testi che, in alc…

Tutto e niente

Pensando a Sallusti, mi è venuto in mente quando, un paio d'anni fa, la mia piattaforma cancellò un post dal mio Blog perchè difendeva una Blogger che era stata denunciata da diffamazione da un giornalista. La conseguenza, logica, è pensare ai giornalisti Italiani come ad una casta fatta e finita: intoccabili, se sono loro a scrivere, irascibili e piccati se gli si fa le pulci. La condanna di Sallusti per un articolo (che potete leggere, insieme ad un commento direi interessante, qui) così è, probabilmente, esagerata, ma quello che vi è scritto non è neanche una cosa da bar. Per prima cosa mi chiedo come sia possibile che un Direttore ammetta un linguaggio del genere: il giornalismo è sempre di parte, ma non dovrebbe essere un problema. Il guaio è fare buon giornalismo e questo pezzo è spazzatura: messo come editoriale, un'idiozia pazzesca. Perchè l'ordine, così compatto ora, non è stato più deciso verso forme di così bassa scrittura? La Legge che ha fatto di Sallusti un …

Fabbrica caos Italia

Il progetto di "Fabbrica Italia" della FIAT, datato Aprile 2010, in realtà era solo una comunicazione d'intenti, a quanto ci viene ribadito oggi. Certamente due anni, per i tempi industriali, sono pochi per attuare riforme così radicali come quelle previste dalla fabbrica di Torino. Però mi pare di poter dire che è altrettanto vero che due anni sono un tempo sufficiente per parare, almeno in parte, i colpi di una crisi che si è fatta sempre più cupa. Oppure è meglio chiudere gli occhi? Inutile parlare di "sistema industriale", in Italia: non esiste adesso e non è mai esistito. Ognuno per sè e lo Stato per alcuni. FIAT, come ogni entità produttiva, deve guardare al profitto e in Europa, adesso, è un pianto continuo: Cina e America tirano la carretta. Quindi, la "logica" di Marchionne è semplice ed intuibile: vado dove guadagno. Tutto questo non fa che rendere più precari i nostri stabilimenti, aumenta la preoccupazione e la rabbia, con tutto quel che …

Filosofia spaziale serie B

"Prometheus" ha una madre: la crisi di idee del cinema di fantascienza e d'intrattenimento attuale. Non sono queste le pellicole adatte per parlare di "arte cinematografica", lo sappiamo. Da qualche tempo, poi, la moda del prequel ha reso ancor più evidente lo stallo che regna nelle menti degli sceneggiatori. Visivamente ricco, praticamente perfetto sotto l'spetto degli effetti, "Prometheus" farà la soddisfazione di chi vuole perdere un paio d'ore (scarse) e capire se è davvero una sorta di spiegazione ad "Alien". Lo è, e si può dire senza svelare troppo: i segnali ci sono tutti. Dapprima un po' celati, poi evidenti, a tratti in maniera imbarazzante. Sì perchè si vorrebbe dare al tutto la profondità di una ricerca sulle grandi questioni della vita umana: chi ci ha creato? Perchè? Possiamo parlarci? Ma queste tematiche sono affrontate frettolosamente, con "la profondità di una pozzanghera" (cit.). Meglio Mallick, per qu…

Contare parole inutili

Mi piacerebbe esistesse un contatore di parole. Lo userei per quantificare tutte quelle che la politica spende in maniera scellerata per qualsiasi questione, sopratutto per quelle che si possono risolvere, a volte anche piuttosto velocemente (semplicemente è impossibile, per questa gente). Prendete, come uno dei tanti esempi, la Legge Elettorale. A chiacchiere sono tutti preoccupati, desiderosi di cambiare uno stato di deficienza riguardo ad una norma che fa pietà a tantissima gente: questo devono averlo capito, anche grazie al Web, dove non passa giorno in cui non ci siano proteste su questo argomento. Eppure, essendo ferrati in giochi labirintici, i personaggi stagnano: commissioni, sotto commissioni, riunioni, magari pranzi e cene per discutere e poi uscirsene sempre con un rimando, con un "ma loro...", con una scusa. "Stanno a fà i vaghi", come si dice a Roma. Sarà il timore di esporsi o di promettere cose che non si possono mantenere, ma il tempo passa. Travo…

Senza paracadute

E' evidente che siamo in caduta libera. Se i consumi primari scendono del 10%, c'è un'unica ricetta per ricominciare (pare che Settembre serva a questo, chè l'estate è altro): aumentare le ore di lavoro e detassare sul serio questo comparto. La manifestazione dei lavoratori dell' "Alcoa" potrebbe replicarsi per migliaia di aziende, migliaia di lavoratori e di famiglie. Mentre Monti gira come una trottola e quelli che si definiscono politici fanno le feste e i proclami, la realtà diventa sempre più dura da affrontare per chi non ha armi dialettiche così ben pagate. In fondo lo "spread", i "bond" e tutte le altre cose portano a cose concrete, come quelle che si affrontano sul vero campo di battaglia: il quotidiano. E' sempre quella la differenza, come succede da secoli, storicamente e vigliaccamente. Non sapere a chi rivolgersi, non avere nè porte, nè tanto meno portoni, a molti sembra quasi una scusa: come a dire "datevi da fa…

Ricomincio piano

E a Settembre, quasi a forza, si ricomincia.
Anch'io, ma piano piano. Non vogliamo disturbare, vero?

"Ci sono cose che voglio solo dimenticare una volta per tutte, [...]. Le parlò della volontà di ridurre le perdite, di abbandonare cattive abitudini, vecchi imbrogli e autoinganni, malintesi sulla vita e su se stesso. Le disse di essere stato uno sperperatore di affetti, di essersi gettato a capofitto dentro grovigli irti di rovi e privi di sbocchi, per evitare qualsiasi situazione in grado di offrire possibilità normali. Tutti esperimenti e pose, rifiuto del quotidiano, di un rapporto decente con la vita. Così le aveva detto. Errori commessi per volontà di sottrarsi, illudendosi invece di correre rischi e di vivere esperienze intense".

[Alice Munro, "Raptus", da "Il percorso dell'amore", Einaudi - Foto di Lasse Hoile]