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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2014

L'equilibrista

Renzi non ha tempo da perdere. Non può fermarsi, ci sono urgenze ovunque. Quindi, figuriamoci se può guardare un film. Non se ne parla. Però, se avesse cinque minuti (magari a pranzo, sull'iPad), potrebbe visionare solo gli ultimi cinque minuti de "Gli equilibristi". Solo quelli.

Nello sguardo di Valerio Mastrandrea, che interpreta un uomo sull'orlo del baratro totale, vi è tutto quello che c'è da dire d'importante sull'Italia di oggi. Anzi, specifichiamo: su una delle tante "Italie" che i politici s'immaginano. Una di quelle che la parola speranza suona sempre più vuota, fessa.

Non perchè Renzi o i suoi Ministri non conoscano la situazione dei disoccupati di lungo corso, dei padri di famiglia sbattuti fuori casa e che non hanno un centesimo in tasca, o dei giovani abbattuti ancor prima di iniziare la loro corsa ad una vita autonoma e dignitosa. No, lo sanno, di tutte queste cose. Però non vivono in un mondo fatato con le bacchette magiche. P…

Microfratture #ae

Non scrivere per forze su Renzi, sull'Ucraina, Sanremo o del "Lupo di Arcore" (sic) non significa essere fuori dal Mondo. Forse si è ancora più dentro al marasma scegliendo di informarsi senza necessariamente esplicarsi. Parlavo con un caro amico del disagio che, a volte provo, nei confronti dei "Social Network", da cui, e lo sanno i tre fedelissimi che mi seguono, mi stacco, ogni tanto.

E' divenuto perfino fisico, questo imbarazzo: in fondo me lo sono creato da solo e devo gestirlo, come un fastidioso mal di schiena o un raffreddore da omeopata. L'agone è duro, le tribune stracolme, le panchine piene. Il tempo va sfruttato e ricreato, non perpetuato in un flusso continuo e marasmatico.

Così tutto quello che circonda lo colloco e lo sposto a seconda del ritmo della vita, che non è solo abitudine, ma anche fraintendimento, fatica, lavoro (chè si può dire anche se non si lavora), pensiero e non necessariamente condivisione a tutti i costi.

Insomma, l'a…

Microfratture #ad

Seguiamo.
Seguiamo un "capo popolo", che il popolo lo sa scrivere, ma non sa dove sia. Seguiamo qualche idiota su #twitter, su "Facebook", sulla parola. Seguiamo una pubblicità per "capelli più dinamici", a 320kbps. Seguiamo un'auto che cambia da sola, parcheggia da sè, ma la benzina la paghi tu. Seguiamo il calcio, che ci mancano un po' di cretini. Seguiamo scrittori che hanno un senso solo per mamma e papà, forse. Seguiamo cantanti che hanno fatto patti con il diavolo, ma lo hanno preso per il culo. Seguiamo giornali che scrivono su suggerimento, di solito accompagnato da un assegno. Seguiamo delinquenti legalizzati che poi ti mangiano il lavoro, la casa, la vita, i figli. Seguiamo "Sanremo", perchè così i soldi del canone sono ben spesi. Seguiamo la "DC" senza accorgercene. Seguiamo le compagnie telefoniche, tutto incluso, anche le linee che non esistono.

Io voglio seguire un mio pensiero, ma non so se ci riuscirò.
Se arriv…

Cinque anni fa. Ieri.

Se mi chiedessero qual'è l'immagine che, per prima, mi sovviene parlando di Eluana Englaro, risponderei che è quella della madre di un compagno di classe di Anna, mia figlia. Il suo ragazzo non era certamente uno di quelli definibili come "bravi". Non era un problema di risultati, ma di comportamento. Nelle riunioni del consiglio di classe erano emersi dei fatti molto gravi, per un bambino di quell'età. Violenza e teppismo puro.

Siccome io non sono di quelli che cercano di insegnare agli altri come si educano i figli, ero preoccupato per la classe e per quello che poteva succedere, non di redarguire i genitori. Anche pensando a questo, sono passato davanti alla struttura "La quiete", dove in quei giorni era ospite Eluana. Una (piccola) folla manifestava davanti all'entrata, con cartelli, lumini e tanta foga. Erano contro il desiderio di Beppino Englaro di porre fine alle sofferenze di sua figlia. Arrabbiati e anche di più: incazzati. E tra di loro,…