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Visualizzazione dei post da Marzo, 2009
Lungo la strada



Il viottolo dietro casa, ombre lunghe verso la sera.
Ogni albero, ogni piccolo avvallamento del terreno, ogni secondo dalla mia infanzia ad ora, ogni sguardo mai posseduto, su quella stretta lingua di sassi ed erba. Fa più freddo da quanto sembra arrivata la primavera: se non la si sente, non c'è e si aspetta la pioggia che tarda.
La montagna davanti è spezzata dai rami, li sposti dalla visuale, per un momento di azzurro macchiato dal volo delle nuvole.

“Per essere Poeti ci vuole molto tempo” ed è un tempo cattivo, della propria mancanza, del non essere mai stati coraggiosi: non si parte, si aspetta, ci si incattivisce.
Contro quel vento che respinge anche un sollievo, prima di tornare, tutto assomiglia a quello che non desidero.
Alla fine del cerchio, quando si finisce per credere alle proprie giustificazioni, anche solo un minuto di te può bastare.

Lungo la strada, lungo una vita qualsiasi, una qualsiasi speranza che non sa d'essere.
Il cammino che non s'interro…
Sine Die



Dipende da quello che uno s'aspetta. Dopo aver letto con attenzione (troppa) le sei pagine di Bagnasco, io sono l'offeso: non diciamo scemenze, il Papa non l'ha nè minacciato, nè deriso nessuno. Appunto, dipende dalla parte da cui si vedono le cose. Da questo studio ne sono uscito consapevole che per i vertici, sottolineo questa parola, ecclesiastici, io sono un "sghiribizzo" senza arte nè parte, perchè mi permetto di dire che sono nato da un uomo e da una donna, e nessun imprinting Divino.

Appare limpido che l'approdo di questi vaneggiamenti è l'approvazione, domani, in prima battuta, di una Legge sulla Vita che è un compromesso indecente, scandaloso, Incostituzionale. In pratica, terra terra, io non decido nulla. Non decido la sospensione delle cure, nè dell'alimentazione e/o idratazione: è tutto nelle mani di un medico che io non saprò neanche chi è e di uno Stato che invece sa benissimo d'essere cialtrone. E' fallito anche il tenta…
Boulevard Of Broken Dream
(giornata di vento)




Sole e freddo s'insinuano anche tra le case, stamattina. E' una giornata tersa e tagliente, una lama d'aria sottile.
La strada è, ormai, silenziosa. Sembra in quiete.
Si getta la gioia, il dolore, una parte di vita: si getta ciò che non si ha costruito, quello che non si è detto e le parole di troppo.
Eppure, tra i pochi rumori, c'è ancora l'eco distante di un pensiero, di quel salire verso il cielo del nostro essere, tutto sommato, uomini.
Sembra di vedere oltre le poche nuvole, lassù dove l'azzurro diventa nero e il nero stelle.
Quella luce che ci conforta e ci rende un deboli, di fronte alla nostra pochezza, di fronte alla grandezza che siamo incapaci di portare.
E' bello camminare senza incrociare sguardi, ma solo assenze, perdendosi ancora in un attimo di una piccola pace.
Una muta partecipazione delle cose, come se il rispetto che si deve a questo nuovo giorno unisse piano, dolcemente e con grande forza.
Maga…
Si vive



Si vîf di timp e di un trimâ da simpri
si vîf di lûsj e di un trimâ ch'al cresj

Si vîf di strades bieles, di cualchi puint colât
di timpi ch'al à di vegni di timp che intant si cûsj intor

Si vîf in doi fint a capî il misteri
di une cjareçe o dal corisji daûr

No si cresj avonde mai cence bogns ricuarts
si vîf distes, ma al coste un pouc di plui
Cul timp si nasj si cresj si reste a mieç
cul timp il timp al divente di seconde man
Si vîf di ales lungjes e di moment lisêrs
di plôe di vôe di ridi e di un vaî ch'a no si viout.


Si vive di tempo e di un tremare eterno
si vive di luce e di un tremare che cresce

Si vive di strade belle e di qualche ponte caduto
di tempo che verrà di tempo che intanto ti si cuce addosso

Si vive in due fino a capire il mistero
di una carezza o del cercarsi

Non si cresce mai abbastanza senza buoni ricordi
si vive comunque, ma costa un po' di più

Col tempo si nasce si cresce si resta a metà
col tempo il tempo diventa di seconda mano

Si vive di…
Il volto della crisi



Sacrosanto: c'è la crisi, siamo in crisi. Che sia una finzione o un realtà enorme, può essere interpretabile. Una crisi con tanti volti. Quelli dei giornali e dei mass-media, che ci camperanno per anni: quelli dei banchieri cialtroni che dovrebbero sbattere in galera, quello di un Italiano ilare e ottimista malgrado se stesso. Eppure, il vero volto di uno sfacelo e sulla faccia della gente.

Camminare nelle strade di una città, qualsiasi, vale più di un bel istant-book. Soffermarsi a scrutare la gente, come cammina, dove volge lo sguardo, cosa guarda, come lo guarda. La mia impressione, netta e spiazzante, è che da qualche tempo ci sia una malinconia tremenda che attraversa l'espressione di molta, troppa gente. Uno smarrimento che sa di arresa, di fatica e disillusione, di ricerca, d'abbandono.

I vecchi vanno lentamente, quasi più leggeri dei tanti uomini e donne che non hanno tempo da impiegare, ma da buttare: che non trovano una soluzione, che non hann…
Qualcosa di irrisolto
    ► (Words)



E' cambiato l'asfalto, la facciata delle case, anche il passo di chi cammina sulla strada.
E' passato il tempo, chè non bisognerebbe dirlo.
Sono cambiati gli occhi con cui guardiamo le montagne, finalmente bianche e limpide, giù fino al mare, fino ai motivi ed ai ritorni.

L'odore, non il profumo, la luce, non le cose.
I luoghi e non il loro segno, la persistenza non della memoria, ma del suo ricordo.

Anìn a grîs, usgnot
jenfri erbe e tjere
dongje il Tiliment


Il letto del fiume è il solco della mano.
La mano che copre il viso e la vita che gioca a nascondino.

Qualcosa di irrisolto, di rimandato, mai perso.

Il processo non è finito.
Parola alla difesa.



Però se volete leggere qualcosa di davvero splendido, andatequi: è la chiusura di un cerchio. A me ha fatto venire i brividi.
Четыре года




Assolutamente non appropriate le auto-celebrazioni.
Eppure oggi, giusto giusto, sono quattro anni che "Transit" è qui, su questa piattaforma. Prima aveva un altro nome ed altri "appoggi", ma, tutto sommato, era lo stesso.
Sei anni di Blog, per uno come me, sono già più di tanto.
Perciò mi sembrava giusto darne conto.
E, perchè no?, risparmiarmi per una volta la fatica di pensare ad un post.

Alexander Rodchenko, "Advertising Poster for the state airline 'Dobrolet',  1923, Tate Modern Collection, London.






Fatti non foste...




Dibattito in radio. Marini e Fassino annaspano, incalzati dagli ascoltatori: più che sentire se Franceschini rimarrà Segretario, sono interessati a capire cosa voglia essere il "PD" da grande, dopo essere caduto dal seggiolone. Ci si incapponisce, con buona pace dei politici presenti, sulla dicotomia laico-cristiana, sull'appartenenza. E' uno sbarramento piuttosto infastidito, quello dei due ospiti: sembra quasi che questo problema delle due anime sia una cosa a cui si dà eccessiva visibilità. Insomma, il "PD" deve essere necessariamente (richiamo ai valori) una casa ove vige l'assoluta Libertà di pensiero e, sopra altre considerazioni, di coscienza. Dall'altra parte del filo, giù critiche.

Il tutto potrebbe sembrare capzioso, se non fosse che questo "PD" è, all'oggi, l'unica forza di opposizione con un minimo di numeri per farla. Diventa importante capire chi, cosa e come. Aleggia questo vago sentore di muffa vet…
Compact Dispenser




Si sapeva.
Per Tremonti il 2009 sarà peggio del 2008. Grazie, Lui c'è ancora e noi abbiamo un anno in più.

Senza nulla.
Bondi auspica una rete TV senza pubblicità e senza Auditel. Senza nulla, come i fondi del suo Ministero.

A metà.
Il "PD" continua a dividersi tra difensori della vita e aspiranti al suicidio politico.

Chiusure.
In due mesi i Carabinieri hanno chiuso otto case di riposo e si stanno avvicinando al Parlamento.

Corsi di perfezionamento.
A Milano con 25€ si può fare un corso per diventare perfette Geishe: se si viene elette al Parlamento, è gratis.

Credere e obbedire.
Capezzone proclama che dal Governo vengono verità, serietà, obbedienza e eia eia, alalà!

(Io continuo qui, su questo piccolo Blog. Troppa fatica iscriversi a "Spinoza"!).


Blog: ormai?
   (reloaded version)



Ho fatto uno dei miei soliti “giri” su tutti i Blogs con cui sono in contatto. E' stato più veloce del previsto. Moltissimi dei siti personali che conosco sono fermi da mesi: su altri, per motivi vari, non si commenta più. La riflessione è abbastanza banale. Lo “strumento” Blog è invecchiato di colpo, mi pare. Questo può essere la conseguenza dell'esponenziale crescita di “Facebook” o “Twitter”. Più arditamente, mi piacerebbe fosse il desiderio di tornare a parlare di persona, a desiderare un contatto vero. Invece, temo, sia solo disaffezione, noia, volontà di cercare, sempre sul Web, un'alternativa più veloce, sintetica. L'approfondimento, l'opinione (seppur persa tra tutte le altre, forse troppe) diventa troppo impegnativa. Tempi ristretti, mancanza di stimoli, diffcile saperlo. Però i fatti sono lì a dimostrare che, almeno per il piccolissimo osservatorio che è il mio Blog, che i nefasti predicatori della fine del Blog stanno ave…
Avalon Sutra

Un volteggiare di gabbiani all'orizzonte.
Le mani in tasca, fredde.
Lo sguardo senza fretta, verso il limitare ed oltre dentro di sé.
I passi lenti, la paura di non capire il tempo che deve passare.
E i ricordi ansiosi di farsi riconoscere per ciò che sono: noi stessi di fronte al desiderio.
Vicino agli alberi svettanti, percepire la luce che si offusca e diventa grigio.
L'umidità che porta l'odore del sale e della fatica.
Dopo il desiderio delle lunghe ombre estive, del sorriso sudato, affannoso e incompleto.
Così come sono sempre i sorrisi, senza un inizio, ma con una fine che è comprensibile, vivida.
Allora è la sabbia calda, è l'attesa del silenzio che non viene, dello stordimento e del primo sonno.
Quando gli occhi appaiono più chiari e non riescono a sostenere la voglia di scoprire: è tutto acceso.
Il tempo gioca e si allunga, vuol coglierci impreparati, vuol scherzare.
Noi siamo ben disposti, come sempre, e capiamo che se non si vince neanche si perd…
Un'immagine



Il risotto di mare era ottimo, il vino anche migliore: la torta Finlandese speciale. Intorno, un pò di parole, ma meno di quello che sono di solito. Ad un certo punto ho avuto la netta sensazione di avere, intorno a quella tavola, con i bambini vicino, tutta l'Italia, tutto il Paese. Si parla della Chiesa, della Scuola e si rimane a corto d'argomenti. Non pensavo fosse possibile. Invece, c'è una sorta di trattenimento, il timore di ammettere che è vero che le cose vanno davvero male. Anche il desiderio di lottare, ma davvero, sulla strada, nel quotidiano, tra gli altri m'è sembrato più di facciata che realmente sentito. Eppure le persone sono di valore, intelligenti, colte, anche tolleranti e simpatiche. Magari io un pochino più acido, disilluso, meno accondiscendente verso certe posizioni Cattoliche, ma a mio agio. Come sempre quando prevale l'ironia e la profondità.

Non se ne va, però, quel disagio strisciante di rassegnazione. Guardo i volti e mi …