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Visualizzazione dei post da 2006
La Domenica del Macca vol. 3° (Flash festivi)



"Sa cosa stavo pensando? Io stavo pensando una cosa molto triste, cioè che io, anche in una società più decente di questa, mi troverò sempre con una minoranza di persone. Ma non nel senso di quei film dove c'è un uomo e una donna che si odiano, si sbranano su un'isola deserta perché il regista non crede nelle persone. Io credo nelle persone, però non credo nella maggioranza delle persone. Mi sa che mi troverò sempre a mio agio e d'accordo con una minoranza... e quindi... ".

(Michele, vespista)

Don't Smoke, Please!


L'idiozia al potere
Solo a pensarle, certe cose, bisognerebbe morire di vergogna.
Qualcuno, probabilmente, morirà sul serio per aver contestato una persona, un “capo” di stato, che sta riportando indietro il Mondo.
Ahmadinejad nega l'Olocausto.
Solo la ragione si può opporre a tanta idiozia, a tanta ignoranza, a tanto schifo.
Come già accaduto, molte volte, sono gli studenti, coloro che fanno della ragione e dell'intelligenza un punto fermo e fondamentale della loro vita, a rischiare di persona.
Perchè, se da una parte del globo scompare un mostro, subito ne riappare uno di riflesso.
In effetti tanta aberrazione non meriterebbe neanche la perdita di un secondo del tempo di una qualsiasi persona dotata di normale raziocinio: eppure bisogna, ancora, trovare il coraggio di condannare senza appello questo scempio.
Interroghiamoci sul perchè non impariamo mai, ma proprio mai.
E non neghiamo almeno questo: viviamo su di un pianeta impazzito.
What's the Problem?



Scusate, dov'è il problema?

L'eco di Torino
Di “classe operaia” è meglio non parlare più, evitando di porre, ancora una volta, la questione d'etichetta, ove questa rappresenta un ostacolo alla comprensione di quei fenomeni lavorativi che appaiono e scompaiono ciclicamente.
Di altra portata, probabilmente, è il dissenso che muove, senza stupore, un'altra volta dalle grandi fabbriche del Nord.
Dei fischi di “Mirafiori” dovrebbe far tesoro tutta una parte politica del Governo, che dimostrerebbe, perlomeno, attenzione verso chi parla “dal basso”, ma orgogliosamente (ed obbligatoriamente) in piedi.
Se lo scollamento tra FIOM e CGIL è un fatto quasi privato, inglobato in un percorso di scontro dialettico e politico tutto interno alla più grande organizzazione Sindacale italiana, l'incomprensione sulla finanziaria e sul TFR è ben più ampia.
Ultimo dei tanti colpi inferti ad un tentativo di risollevamento della nostra bilancia dei pagamenti, quello di Torino arriva da più lontano, dall'accettazione di que…
All You Need Is Love





Si chiude con l'asprezza di un pugno
nei filari scompare fino a divenire sabbia
salita a confondere i personaggi da Vespro
che circondano l'esanime languità di un cielo
e continua a correre con le colline verso il mare.
Diverso da ogni altro immedesimarsi in parole finite
che mi premono in petto insistenti,
fermata richiesta di un pensiero perenne e consolatorio
che mi porterà fino all'altro capo del mondo,
illusione della riconquista fredda e lucente di un segreto
diviso e debole e con ovvietà accolto e custodito.
Fino a che anch'io non sarò che un mistero terminato
e tornerò ad essere Niente.





Il senso dei desideri



Dev'essere quest'autunno caldo.
Cammino e non riesco a respirare: mi sembra che ogni fiato sia una fatica. Trascino senza entusiasmo tutti le cose di giornate piene, ma che sono solo un involucro.
Nei troppi cattivi caffè e nella certezza che la maggior parte delle parole se ne vanno via, dimenticate ancor prima d'essere comprese.
In tutti quegli incontri cordiali e brevi, come racconti non scritti bene.
Una marea di persone occupate a fare qualsiasi cosa, con gli occhi bassi e i passi svelti, tra colonne d'auto piene di musica qualunque e di qualunque inutilità.

Cammino e sento tanta solitudine, intorno.
Io vado verso le braccia di chi m'attende, a cui non dico abbastanza quanto sia importante, quanto sia il mio approdo, sicuro, pulito.
Cammino e cerco la forza di aprirmi, di dargli più di me.
Sembra strano, che Lei lo desideri, ma è così.
E dovrei interrogarmi di meno, sorriderle anche senza motivo.
Ti Amerò per sempre.

La Domenica del Macca vol. 2° (Flash festivi)


“La dignità non consiste nel possedere onori, ma nella coscienza di meritarli”:
“Grazie coglioni per aver votato un pirla”:
“Non è la Libertà che manca; mancano gli uomini liberi”:
“Non ho Comunisti in famiglia”:
“Nella lotta tra te ed il Mondo, stai dalla parte del Mondo”:
“Terùn!”:
“La nostra discendenza dalle scimmie non può costituire, oggi, una scusa per noi”:
“Un uomo solo è sempre in cattiva compagnia”:
“Tasse+tasse+tasse: i coglioni sono serviti”:
“Per il mercante anche l'onestà è speculazione”:
“Sotto l'albero, quest'anno, tasse e un altro inganno”:
“Il prezzo della grandezza è la responsabilità”.

(Autori e stili vari).

Liberi tutti!


Questa è una buona notizia: il processo Previti andrà in prescrizione. Non possiamo che esserne felici, gioire per la ritrovata serenità di quest'uomo che non sapeva più sorridere. Insieme a lui godranno e, nell'intimo, massacreranno i giudici “rossi”, tutti quelli che hanno capito come vanno le cose: e sono milioni, cari miei, specialmente persone “comuni”. Perchè una cosa è certa, dopo questa ennesima debacle della “giustizia”: che non ha molto più senso indignarsi, incazzarsi, gridare e combattere. Diciamocelo, una volta per tutte: in Italia va bene così, punto e basta. L'appartenenza non è più un fatto di cultura e convinzione, di storia personale e credo universale, ma solo una battaglia tra giustizialisti ed innocentisti, dove ha poca importanza se uno è colpevole: l'assurdo. Una persona viene eletta dai suo concittadini, e questo diviene una sorta di “panno magico”, che ripulisce, d'incanto e senza spargere gocce, tutto il vissuto, qualunque ess…
Esami durissimi


Non è la responsabilità del dover dare delle risposte che mi pesa: è l'ingiustizia di un “sistema”, in cui, con molta banale retorica vecchia e risaputa, sono sempre gli stessi a pagare.

Ieri, una giornata d'autunno senza pioggia, eravamo in mezzo ad una strada, come si usava fare più spesso trent'anni fa, al risveglio di coscienze giovani politicamente ed intellettualmente. Capire che non è cambiato nulla, che lottare per il proprio posto di lavoro, oggi come allora, è durissimo, non solo non consola, ma sconforta. Quando tocchi il portafoglio, allora tutti, dico tutti, si scoprono “compagni” nella lotta. Dargli torto? Impossibile. La mente vaga tra pensieri non certo felici, confondendo scadenze, sogni non più realizzabili e terrene incazzature. Con tutto il contorno di cameratismo assopito e antipatie riposte che, questo sì, mitiga l'atmosfera.

Adesso mi ritroverò a dover studiare Leggi e cavilli di questo farraginoso Stato, cercando di illuminare quei…
Esuberanza
La rassegnazione è un male. Provate a guardarla da ogni lato, e resta sempre un male. Anche quando non c'è nient'altro da “sentire”, quando non vi è più alcunchè a cui aggrapparsi. Porta, questo essere, alla visione distorta di affetti, di situazioni, persino dei visi cari. Se possibile, vi è un ambito in cui è ancora più insopportabile: quando si deve lottare, quasi letteralmente per la sopravvivenza.
Questo è un problema lavorativo.
Questo è un problema comune, in questa Paesucolo, per migliaia di persone.
Eppure lasciare il campo senza lottare mi pare un'eresia. Se comprendo lo scoramento, se accetto giustificazioni e motivazioni, se cerco sempre un “perchè”, non significa che la pensi così.
Il lavoro, oltre ad essere un diritto, non è un favore che viene fatto: non si può pensare, in nome di ciò che è stato dato, che si sia sempre in debito. La riconoscenza viene ampiamente risarcita dalla professionalità, dalla serietà, dall'impegno.
Ovvietà.
Ed invece a mo…
Baci & abbracci
Mi toglie dall'imbarazzo questo post-icino.
Sì, così vi risparmio l'elenco dei guai che oggi si è arrichito delle cose peggiori.
Insomma, è per ringraziare due persone deliziose (trovate i link a sinistra...) che mi han ribaltato il template.
Perchè cambiare è bello e perchè hanno fatto un lavoro egregio.
Ma sopratutto perchè oggi, francamente, non mi va di parlare di nient'altro...
Che volete, ho un carattere di merda.
Faziosità


Francamente la “tripletta” della Domenica sera, su RAI3, non è male. Un piccolo spazio di TV non da buttare. Non che, necessariamente, la Televisione debba essere per forza idiota: si può fare intrattenimento anche senza spegnere quel poco di cervello che usiamo. Ieri sera, però, mi sono dovuto, almeno in parte, ricredere, e su Fazio. Non che certe sue espressioni, ripetute fino alla noia (“Grazie davvero”), non siano cassabili, tutt'altro. Tuttavia, un certo garbo ed ospiti spesso assai interessanti mi fanno gradire la sua trasmissione. Ma siamo umani, anzi, televisivamente fallibili. Quando ha annunciato che ci sarà ospite Celentano, è partita una pantomima imbarazzante. Come sottofondo, fisso, quella orribile versione di “Diana” di Paul Anka che solo un incosciente definirebbe “geniale” (il testo sembra scritto da qualcuno sotto anestesia...). Un conteggio delle ore che mancano “all'imperdibile appuntamento” che è a dir poco ridicolo. Il tutto condito da un continu…
La Domenica del Macca vol. 1°
   (Flash festivi)


"Bravo. Mi piaci quando lo prendi nel culo con fierezza".
(Bicio, filosofo).
November Dispenser #2


Nella foto: uno dei nuovi treni delle "Fs" acquistato con fondi pubblici.

Una bomba per tutti.
Il Giappone rivendica il diritto all'atomica. Il prossimo sarà Ferrara.

Un nonno scandaloso.
I cattolici contro la fiction in cui Banfi è il padre di una lesbica che sposa la sua compagna. Non ridiamoci su, è un peccato da perdita di tempo.

Il doppio.
Quantità raddoppiata per gli spinelli ad uso personale. Hip Hip Fumà!

Paura!
Visco: “Il paese è spaventato, lo rassicureremo”. Tolte tutte le foto di Berlusconi.

Punizioni.
Punizione “esemplare” per gli imbecilli che hanno pestato un compagno disabile. Era più semplice dargli una raffica di calci in culo.

Cani.
La nuova “star” di Hollywood è una cagnetta di nome Lola. Farà compagnia a tanti cani di attori.

Bès.
Berlusconi tenta di comprare Senatori del Centro Sinistra “con lusinghe ed altro”. Meno chiacchiere e più soldi, andiamo al sodo.

Premi...
Feltri premiato dalla città di Milano: “Mi ha dato più di quanto io ho dato a L…
L'animale Italiano
L'animale Italiano è stanziale, territoriale: conosce a menadita il suo territorio e lo marchia dandogli confini precisi, di solito bar o pizzerie.
L'animale Italiano è geloso dei suoi possedimenti: li condivide con tribù di esemplari simili, essenzialmente riconoscibili dalla stessa parlata, dalla stessa smania di sembrare dei coraggiosi, ma solo tutti assieme.
L'animale Italiano pattuglia il territorio frequentando i cardini dei confini: “wine bar” dove l'happy hour fa felici solo i gestori, gli animali si illudono ubriachi, invece.
L'animale Italiano difficilmente guarda oltre il suo territorio, oltre ciò che a fatica pensa ogni giorno.
L'animale Italiano, per natura, delega, evita, raggira i problemi: elegge suoi rappresentanti che gestiscano tutti i territori, che vi facciano delle migliorie e che dicano che tutto va bene, perchè questo vuole sentire.
L'animale Italiano se ne lava le mani: non deve pensare lui agli altri, non deve p…
November Dispenser #1


Nella foto: ciò che rimane della villa di Berlusconi dopo la Finanziaria.

Pazzi!
Prodi ha definito pazzi coloro che non pensano al futuro del Paese. Un passo avanti: prima eravamo coglioni e mazziati.

La trappola.
Berlusconi prepara una trappola “terrificante” a Prodi, secondo quel gigione di Feltri. Gli aprirà davanti agli occhi l'impermeabile per fargli vedere l'ulteriore trapianto?

Favori.
Il libro di Pansa si sta dimostrando un grande favore alla Destra Italiana. Ha sdoganato anche quelli che gli stessi Fascisti non stanno più a sentire.

L'arte della guerra.
L'otto per mille destinato al recupero ed alla conservazione dell'arte è, invece, finito per finanziare la nostra missione di “Pace” in Iraq. E' meglio l'orrore della cultura.

Trasferito!
Pio Pompa è stato trasferito dal Sismi ad altro organo competente. Con un nome così, ci si immagina a quale organo ci si riferisca.

Un incubo.
Adesso pare che la Franzoni abbia ucciso nel sonno. Più c…
Un attimo, ancora

Chi non fu mai colpito da una parola,
vi dico io,
e sa aiutarsi da sé
e con le parole -

non può essere salvato.
Né a breve,
né a lunga scadenza.

Rendere una frase resistente,
resistere sulla giostra delle parole.

Nessuno scrive questa frase
se non ha prima sottoscritto.

(Ingeborg Bachmann)
Ecco, tutto qui
Sto vivendo malissimo.
Non riesco neanche a scrivere, tanta è la rabbia.
Per un pò non aggiornerò questo mio "angolo di riflessione".
Mi dispiace molto.
Ecco, tutto qui.
Il gatto gioca con il topo...


...e io m'attacco!
Basta il pensiero



"Munizioni..."
"Phil Tarrantine"
"Morto"
"Dici davvero? Sul lavoro?"
"Cancro della pelle"
"Hai mandato dei fiori?"
"Mi sono fatto la moglie per un pò".

(Daniel Ocean e Rusty Ryan, imprenditori).
Due cose, nel marasma
Nel guazzabuglio di questa Finanziaria, di cui si fan i conti senza l'oste, dato che nascerà, probabilmente, solo oggi, mi pare di poter cogliere la mancanza di un punto qualificante ed un'ennesima rivalsa. Ciò che manca è una trattazione adeguata del “problema” lavoro, specialmente in quella sua estensione problematica e deviata che è il cosiddetto “lavoro temporaneo”. La “Legge 30” va rivista, in maniera precisa su quelle parti che consentono l'applicazione di particolari contratti che, in questi anni, sono stati usati in maniera minima o nulla, sopratutto in rami dell'economia ove si parla di grandi numeri occupazionali (in primis l'industria metalmeccanica o manifatturiera). E' chiaro, ormai, che la precarietà obbligatoria, divenuta, “de facto”, una forma stabile di occupazione assai instabile, è una chiazza da depurare (non da epurare, comunque). Nell'applicazione di una Finanziaria così vasta e pesante, disincentivare le forme più…
Illusione




"Ah, che compagnie infelici
cavalieri di specchi, minestre di radici
dormo nella follia
e tutto il teatro con me

Ma senti che odore di carta e incenso
da una parte ti dico grazie
e dall'altra continuo
solo e senza corpo a scornarmi con il vento".

("Confessioni di Alonso Chisciano", Ivano Fossati, 1990)
Brightness Falls



E' proprio quando sento che potrebbe essere una specie di Epifania, la Vita, che capitano giorni così.
Come se il pensare a qualcosa di ostinato e contrario ti portasse di fronte alla tua idea, che, spietata, mette in moto una macchina da guerra.
Se vai a ritroso mille e mille volte hai perso la meta e più di mille sei ripartito senza bussola per un viaggio che solo tu potevi fare: qui , ora, e senza nessun aiuto.
L'infinita perseveranza del tuo non condannarti ha mietuto la vittima sacrificale dell'essere Amato, ma incapace di ricambiare.
Bellezza che distruggi, parole che ricomponi, musiche senza spartito e pensieri traditi, come tanti altri ieri e tanti altri domani.
Perdesse, una volta, il tuo Io più Nero e trionfasse la Luce del saper attendere, del sapersi accontentare.
La sua Vittoria ti tracima dagli occhi, ti rende cieco e volubile, così estraneo al richiamo della Speranza.
Glaciale è il vento, sferzante ed insieme libero, duro come la perdita di un'o…
Una bella notizia


L'indulto porta, finalmente, una bella notizia.
E godo molto nel sentire scornarsi coloro che troppo facilmente si ricordano di inveire contro una "terrorista", dimenticandosi di quello che loro sono: poveri burattini, abili nel nascondere spesso e volentieri delinquenti della stessa risma cui appartengono.
Perchè chi ha pagato deve essere crocefisso, e chi continua ad infangare, denigrare, derubare questo Paese se ne sta con il culo su uno scranno al Parlamento.
Troppe ne abbiamo viste, troppe ne vedremo.
Mi dicessero, una volta per tutte, dove stanno i veri terroristi e chi ha ammazzato decine di persone in questi anni, qui, mica troppo lontano.
Cries And Whispers


"My roads uncrossed
White lined and tarred
By believing you
Every colour you are".

(Nota: una risposta alla mail di "Montagne Russe" la trovate nei commenti al post "Spezzo una lancia" del Gemello "Cappuccino").


Montagne Russe


"Caro Daniele (Macca),
dopo averci pensato parecchio su, ho deciso di scriverti questa mail. Seppur tu sappia che io amo molto di più il contatto “a voce”, od una lettera scritta a mano, che, forse, non si usa più, ma che fa sempre molto piacere. Ti scrivo perchè ho una netta sensazione: quella delle “montagne russe”. Io la chiamo così: mi succede quando leggo il tuo Blog, “Transit”. Mi sembra una di quelle costruzioni da baraccone, dove si ha l'ebbrezza della discesa, con il senso di smarrimento e la velocità: insomma, come dicevo, come quando si va su quegli affari tipo rollercoaster. Un giorno scrivi di te, del quotidiano: un altro una cosa criptica, magari un po' pretenziosa, demodè, che somiglia tanto al reiterato tentativo di un poeta fallito di non mollare (nonostante, e si era capito, il talento non c'è). Per, poi, magari, passare alla politica, al costume, od all'ironia dei “Dispenser” (quelli sì, li apprezzo!). Per le persone che ti leggono…
Lutto



Con tutto il cuore spero di sbagliarmi, ma putroppo penso che tra poco celebreremo la definitiva scomparsa del CentroSinistra.
Amen.

La cura


Apro la porta e, come ogni volta, posso decidere in quale stanza andare. La mia pigrizia, il troppo lento gesto del girare pagine, oppure il rifugio consolatorio delle cose giuste. In ognuno di questi “spazi” c'è la possibilità di fermarsi, e perdersi: oppure un invito, velato, teso tra i dubbi, ad andare avanti. Avrei dovuto saper coltivare, con l'arguzia e la pazienza di un contadino anziano, tutte le cose e le persone che cura chiedevano. Non, dopo, piangere il ramo rinsecchito.
Da quell'isola, nascosta, magari in una tasca, avrei dovuto portare una foglia dell'albero millenario per lenire in me ciò che respinge la tranquillità ed il perdono.
Però, quel giorno, pioveva.
Parole sconosciute
Il miraggio del posto lavorativo fisso è svanito già da un pò, sotto i colpi di un'economia (e di economisti) che hanno dovuto riadattare esigenze e stili di vita. Con, dalla parte delle comparse, i lavoratori, sopratutto giovani, che hanno imparato a riempirsi la bocca con parole come “flessibilità” e “adattamento”, tranne, poi, sputarle nel momento in cui s'accorgono che il loro sapore è amaro, specialmente se di fabbricazione Italiana. Ichino, sul “Corriere”, propone sanzioni per coloro che un posto fisso ce l'hanno, da tempo: immutabile, magari un po' grigio, ma sicuro come che il sole sorge ad Est. Se si dovesse iniziare una specie di “caccia alle streghe” (la solita commissione all'Italiana, di certo pronta a fare dei sostanziosi “distinguo”) scatterebbero la dilazione, la calunnia, la spiata. Giustamente Robecchi, oggi sul “Manifesto”, si scaglia contro una simile ipotesi. Di tante chiacchiere si potrebbe fare un sunto estremamente conciso:…