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Visualizzazione dei post da 2015

Io, me

"Io
accetto
la grande avventura
di essere me."

(Simone De Beauvoir)

Poche cose possono essere difficili quanto essere se stessi: non è di certo una novità. Il tempo che viviamo, così connesso ed iperattivo, paradossalmente toglie personalità, anziché rafforzarla. Perchè è un gara, atrocemente pervasiva, a proiettare un'immagine del proprio essere che sia quanto più gradita a molte persone: così tante che, nel quotidiano, mai ne conosceremmo in tal numero.

Poche balle: tutti ci caschiamo, ci siamo cascati, continueremo a cascarci. Se penso che le aziende guardano i profili sui Social Network per dare le possibilità di colloquio lavorativo, è logico intuire come ci si debba mascherare, in una qualche maniera, per essere compresi ed accettati, considerati.
Si può dire che lo stesso "gioco" lo facciamo anche nel quotidiano, ma, ricordiamocelo, senza l'impunità della distanza e dell'amicizia virtuale.

Non è solo una questione di "vigliaccheria", se pasate …

La felicità è un sistema complesso

Volendo essere onesti e scrivere ciò che si pensa, posso dire che la felicità probabilmente non esiste. Ci sono vari gradi di serenità. Ed anche quella non è cosa facile da raggiungere. Naturalmente, ogni affermazione può essere confutata dal singolo: tutte le persone hanno una loro idea della felicità e della serenità. Qui non si affermano (mai) principi assoluti, altrimenti penso sarei più famoso.

Ciò premesso è ineludibile il desiderio di ciascuno di poter vivere in maniera degna ed in pace: che sia la pace della propria coscienza o quella del Mondo, oppure semplicemente un'esistenza priva di tutti quei problemi che ci angustiano. Cosa, detto, impossibile. Anche perchè non è detto che i problemi necessariamente siano un ostacolo alla felicità.

Prendi una roba strana come l'amore (ed anche sulla sua esistenza/significato è perfettamente inutile dilungarsi: avete biblioteche intere a disposizione). Il massimo quando c'è: una cosa devastante quando manca o non viene corrispo…

Pensiero democratico unico

La notizia della sospensione dell'account "Facebook" di Giuseppe Genna e del ridicolo richiamo "...ad usare il proprio nome" a Cecilia Strada (sempre da parte del social network di Zuckerberg) dovrebbe, sia mai, far riflettere ulteriormente sui limiti che vengono imposti al libero pensiero, quello magari non allineato.

Il peccato di Genna è stato quello di non schierarsi a favore del massiccio intervento armato Francese in seguito ai devastanti fatti di Parigi (trovate quiun breve riassunto di entrambe le vicende). Il centro del discorso non è se lo scrittore avesse o meno ragione: è chiaro che ognuno ha la propria opinione e non è umanamente possibile che si sia tutti eguali nei ragionamenti.

Una persona può approvare o meno, sostenere o non farlo, pensare o decidere di fregarsene e occupare la mente con altro. Ma è, o dovrebbe, essere libero di condividere la propria opinione con chiunque. Non stanno lì apposta i network sociali? O, forse, mi sbaglio? O forse m…

I dormienti

E' impensabile che dopo fatti gravissimi come quelli di Parigi il web sia luogo di moderazione e civiltà. In effetti, persone come isole esistono. Scovarle diventa difficile, in un marasma indifferenziato di parole, simboli, luoghi (comuni e non) che si allarga con la stessa rapidità con cui accadono le cose. La connessione del Mondo alle sue miserie e cattiverie è immediata.

Una parte imprescindibile della nostra Libertà passa attraverso il mezzo del web: esso diviene bandiera e guerra, ironia e maleducazione, irriverenza e segno di rispetto. Difficile distinguere, oltre le apparenze della parola, contenuti e idee valide. Eppure di brave persone è piena la terra, anche se non sembra.

In automatico, ormai, una cosa è chiara: le categorie in cui si incasellano moltissime persone. Ci sono i tuttologi (la cosiddetta "massa", che è una locuzione quanto mai vaga), i buonisti, gli esasperati, i guerrafondai, gli scettici, gli speranzosi, i "battutisti", i vignettisti e…

Voi

Voi, che adesso che si può dire tutto vi svegliate e dite proprio tutto.
Voi, che le parole degli altri sono più efficaci e non esprimete mai un pensiero -uno- che sia vostro.
Voi, che una virgola ogni tanto ci sta.
Voi, che se si celebra un Poeta vi incazzate perchè altri mille sono persi nell'oblio.
Voi, che se non si conoscono quei mille poeti ignorate l'altro.
Voi, che sapete tutto, ma di tutto.
Voi, che pensate d'essere poeti, artisti, gente che fa cose originali e poi vivete il livore dell'invidia.
Voi, che non sapete che l'invidia è il sentimento più diffuso e ne abusate.
Voi, che ogni film o canzone è già stata fatta, ma non da Voi.
Voi, che fingete l'Amore, perchè è tutto un gioco.
Voi, che assumete ogni tipo di opinione per poterla denigrare.
Voi, che un'opinione ce l'avete per ogni singolo argomento.
Voi, che siete intellettuali, ma offendete.
Voi, che usate la parola "Odio" e l'odio lo coltivate.
Voi, che gli altri sono solo u…

Schierarsi

Attenzione: questo non è un post politico. Un po' di pazienza.


Mi ostino a pensare che si debba cambiare idea solo nel caso se ne trovi una migliore della propria. Avendo la maturità di accettare i propri limiti, senza mai smettere di cercare ed imparare, procurandosi dosi massicce di pazienza e nutrendosi con una sana quantità di curiosità, spesso si conquistano mete diverse da quelle prefissate, ma interessanti, soddisfacenti.

Ma nulla viene costruito sul niente e tutto passa dalle persone. Impossibile circondarsi solo di coloro che ci fanno divenire migliori: sarebbe l'epifania, un mondo personale a colori sgargianti, l'apoteosi delle giornate perfette. E nulla è perfetto: non lo sono io, non lo è nessuno (anche perchè che cos'è la perfezione? Non ce la si cava con le definizioni religiose: quelle sono extra Mondo).

Si può, però, tendere ad eliminare i portatori di stress. Lo sto imparando a mie spese e non sono ricco. Se di fronte ho chi riesce a togliermi dalla testa…

Keep calm. Però sul serio.

Qui, ormai, non si parla di cambiamenti epocali: si tratta di cambiamenti quotidiani. La nostra giornata è scandita dai ritmi dell'Internet e non solo per i rapporti tra le persone, ma per qualsiasi ambito sia immaginabile. Nell'arco di ventiquattro ore scambiamo una mole di informazioni, immagini, pensieri ed omissioni che la nostra vita, la nostra storia muta in un loop infinito. Mentre spesso si cerca di regolamentareciò che appare un diritto (con tutte le conseguenze che questa parola ha), ci aggrappiamo con costante pervicacia al nostro "io" digitale, la proiezione immaginifica del nostro essere umani, persone.

Rirproduciamo, con la velocità quasi del pensiero stesso che sottende all'atto, tutto quello che pensiamo di essere o che vorremmo divenire. Costante dell'opera è la rappresentazione del sé, la meccanizzazione del proprio vissuto: un mondo nel mondo digitale, un parallelo di pixel e non di espressioni. Eppure bastano due righe, messe giù in maniera…

Questo mio tempo

Questo mio tempo è qualcosa che non mi aspettavo. Sembra un gioco che quasi sempre si scontra con quell'altro impaccio che è la vita; tutti i giorni, inaspettati, lunghi, eppure così veloci e spesso amari. Un tempo distratto, di tante e tante parole, di immagini e inutilità.

Tutta una serie di effetti collaterali che non penso di evitare, come se queste squadernate ore fossero un'anestesia complice. Un'amnesia di sentimenti. Arrendersi è semplice: più complicato non cedere all'autoindulgenza.

Doveri e ricorsi, nuove complicazioni. Però anche meno paura di quegli attimi in cui tutto sembra essere illuminato da vicino, da paure evitate, da slanci che non credi, da persone che desideri incontrare e altre che impari ad evitare.
Di cose che prenderanno polvere.

Poi penso che diventa importante guardare oltre.

Giornata da bosco fitto

GIORNATA DA BOSCO FITTO, sotto una reticolata
foglia di cielo. Attraversando
ore di vacua trama, nella pioggia
s'arrampica quel nerazzurro
scarabeo della mente.

Parole animali
fanno ressa alle sue antenne.

[Paul Celan, "Atemwende" ("Svolta del respiro"), 1967]

Thank You Gif It's Friday

Greetings From Mongolia - Hand. Cannot. Erase.

Alla quarta prova da solista, Steven Wilson ci arriva con il fiato un po' corto.
Personalità ormai acclarata nel mondo della musica ed impegnatissimo nel ridare lustro a molte opere del "Progressive" dei bei tempi (su tutti, i lavori dei "King Crimson"), è divenuto musicista di spessore e bravura indiscutibili.
Nei suoi primi tre album ha saputo miscelare con sapienza e passione momenti di intensa malinconia ad altri più smaccatamente ritmati, sempre con quell'idea di musica ampia (anche nei tempi) nei modi e nell'accentazione.

Dopo l'esperienza (peraltro non conclusa ufficialmente) dei "Porcupine Tree", band che ha lasciato milioni di cuori infranti, si è dedicato con costanza alla costruzione di una sua identità artistica precisa: è del tutto evidente in questo "Hand. Cannot. Erase." che giunge dopo due anni a colmare un vuoto che, conosciuti i tempi di Wilson, è assai lungo.

Forse avrebbe giovato una pausa più prolungata. Le canzo…

Before and Afterlife

"Ci sono tre modi per diventare saggi. Riflettendo, che è il modo più Nobile. Imitando, che è il più semplice. Facendo esperienza, che è il più amaro".

I tuoi occhi sono chiusi, i miei guardano in alto la finestra aperta...
Abbiamo l'un l'altra e abbiamo tempo, nient'altro.
Ma di tempo ne abbiamo tantissimo, come se non esistesse neanche più.

(Katja Lange-Müller, "L'agnello cattivo",  Neri Pozza).
Foto: mia.

Egregio Presidente...

Egregio Presidente,
nel leggere il suo discorso d'insediamento non ho potuto che fare anche mie alcune considerazioni che Lei ha fatto riguardo al nostro Paese ed al momento che sta vivendo. Nella sua interezza ciò che dice è fondamentalmente giusto: oserei dire ineccepibile, in quanto senz'altro frutto di una attenta osservazione dei fatti e degli accadimenti di questi ultimi anni.

Pur tuttavia non posso esimermi, da cittadino, dal rilevare come nel complesso le sue parole stridano di fronte alla realtà della Politica Italiana. Vaga, da tempo lunghissimo, uno spettro, nell'apparato dello Stato: è quello dell'ipocrisia, che ieri ha battuto quarantadue volte i suoi colpi.

La nostra Costituzione è stata ed è vilipesa ogni giorno, proprio da coloro che seguendo i suoi concetti ieri applaudivano alle nobili intenzioni del suo settennato. Gli stessi che fanno della aule parlamentari un circo, un luogo ove sfogare istinti populisti, razzisti, beceri e volgari: gli stessi che si…

A B C

In una delle rarissime occasioni in cui ho dato uno sguardo ad un "TG", m'è
capitato di sentire un'espressione interessante: “analfabeti emotivi”, evocata da un PM riguardo ad uno dei tanti delitti efferati ed ignobili che accadono in Italia (e non solo, purtroppo). M'ha fatto riflettere sulla pochezza che, a volte, riusciamo ad esprimere. Non è solo un fatto rapportato a questa particolare situazione, ma che potrebbe capitare a chiunque. Mi è difficile credere che possa essere così, ma, in alcuni casi, forse sì. Siamo analfabeti quando ci comoda, quando quello che sentiamo non ci coinvolge, non ci interessa: a volte se manca un fine. Penso a me nei confronti della tolleranza e della pazienza. Forse lì stò ancora all' ABC, ad un inizio. Per quanto possa sforzarmi, la mia ignoranza si ripresenta. E magari anche in altri momenti, qua e là, senza avvisare. Siamo tutti “analfabeti”, non arrivando, fortunatamente, alla tragica realtà di alcuni, che paiono avere un…

I lati oscuri

Di certo non si può nascondere che le alleanze politiche, negli ultimi anni, hanno un che di inquietante. In Italia e adesso con "Syriza" in Grecia appare chiaro che la governabilità deve scendere a compromessi,  spesso numerici, più che di contenuti. O, almeno è così sperabile.

La grande differenza di voti e seguito che ha Tsipras rispetto ad "Anel" potrebbe tranquillizzare sulla sostanza della politica di Atene, che rimarrà saldamente in mano al nuovo Premier. Però, alla conta, senza i due seggi della Destra nulla si potrà creare. Ricattabile? Come qui.

L'Europa del rigore e della stabilità, inevitabilmente, applaude a queste mosse: vede la possibilità di annacquare la spinta di un movimento che, magari, spaventa un attimo coloro che godono nel restare fermi su posizioni che ancora spacciano per necessarie.

Porsi con serenità di fronte a questi matrimoni di convenienza non è semplice. Costringono ad una mediazione che ingolosisce coloro che ritengono che per sup…

Ha vinto Tsipras, non tutti gli altri

Al di là delle celebrazioni entusiastiche, da ieri sera in Europa c'è qualcosa di diverso. La vittoria di "Syriza", al netto delle speculazioni di parte, ha un merito: quello di muovere l'acqua dello stagno. Si sta navigando da molto con una rotta definita e spesso sbagliata, al di là di quelle che potrebbero essere delle correzioni intese a migliorare il viaggio.

Ha vinto una Sinistra ampiamente sostenuta dalla popolazione, ma pur sempre piuttosto piccola nella sua struttura. A dire che si è voluto premiare un leader che ha sempre parlato chiaro, che va oltre il suo peso di iscritti ed elettori fidelizzati. Magari pensando che la politica si faccia con il coraggio e la grinta.

Non discutiamo di insegnamenti o di esempi: ogni Paese ha una storia, un vissuto politico diverso da quello degli altri. L'esportazione di un modello spesso non ha molto senso ed ancora meno un peso reale sulle cose. Guardare oltre il proprio giardino è stimolante, ma poi quel giardino va co…