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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2012

Waiting Phase One

Provate voi a vivere non giorno per giorno, ma ora per ora. A scollinare di continuo l'umore, a cercare senza trovare, a chiedere senza parlare, ad ascoltare tacendo, sopportando, a vedere sempre le solite cose, le solite pareti, le solite insulse vuote stanze da riempire di un qualcosa che non possedete più, a girare strade senza soldi, a pensare di non voler più pensare, ad accellerare senza muoversi, a tollerare interminabili minuti di gente piena di sè, della propria falsa deriva intellettuale, a cercare di sorridere a soloni da trattoria, a compatire se stessi sapendo che è una scusa, a terminare ogni giorno con una pillola, a benedire la chimica, ad odiare i conti che non tornano (mai), ad amare musica che nessuno ascolterà e perdersi in un labirinto di milioni di sbocchi e nessuna uscita.

Provate a risolvere.
Poi mi chiamate.

{Photo by Lasse Hoile}

Privacy 3.0

Il I° Febbraio prossimo, verrà presentato un regolamento, in commissione Europea, volto a restringere di molto l'uso dei dati privati "seminati" in rete dagli utenti. Questione annosa e legata a molteplici aspetti della nostra vita digitale: dall'uso dei "Social Network" (centomila "tweet" al minuto?!), a quello delle foto o dei semplici "status", siano personali o meno. Il web cambierà, nei prossimi anni, se non già nei mesi a venire: un esempio ne è la vicenda "Megaupload", che colpisce un altro lato della complessa mappa del web, assai pericoloso per gli utenti. Penso che ci sarà sempre meno spazio per l'uso gratuito di quai tutti i mezzi, ad iniziare da quelli della comunicazione in senso lato e per finire a quelli di opinione personale (le piattaforme free di Blog sono destinate all'estinzione). Ogni nostro movimento, scritto o semplicemente di ricerca, lo sappiamo, è immagazzinato in questi server enormi, da cui …

Things to crisis #2 - Cosa è aumentato

Di questi tempi (brutti), di crisi economica e non solo, sono aumentati:

i web soloni ed i web coglioni;la musica schifosa;quelli che pensano di tornare perchè gli altri sono incapaci;quelli che non se ne vanno, nemmeno morti:le rapina autorizzate delle banche;le finte regole per l'economia, che non servono a niente e a nessuno;i Repubblicani d'assalto e il the;i puttanieri e le loro amiche (prezzi ribassati);i seguaci dei Maya e chi pensa che a Dicembre sarebbe bello che sparissero loro, non il Mondo;le barre di uranio arricchito che non si sa a che servono;gli Stati da salvare dalla bancarotta;le bancarotte;le rotte sbagliate e le amiche non paganti;le scommesse e i calciatori scommettitori;la pubblicità idiota;gli idioti che guardano la pubblicità;quelli che gli vendi un iPhone per 100€ e lo comprano;quelli che al posto del cervello hanno un telefonino (meno male, sennò sarebbe uno spreco di spazio);chi non ce la fa più.

L'elenco potrebbe andare avanti all'infinito. …

Things to crisis #1

"Una giusta strategia di management.
Non provare ad espanderti in modo orizzontale finchè non hai raggiunto la massima capacità di espansione verticale. E anche: non fare incazzare nessuno finchè non sai esattamente chi cazzo stai facendo incazzare. E quando lo sai, evita."

[Don Wislow,"Le belve", Einaudi, 2011]

Riflessione Litfiba

Ascoltando il nuovo cd dei "Ltifiba" e prima di darne conto, m'è sorta una riflessione personale. Credo di dovermi sforzarmi molto di più, nello scrivere su questo Blog. Troppe volte sono banale, nella scelta degli argomenti e delle espressioni. Mi rendo conto di abusare di alcuni termini, reiterandoli fino allo sfinimento (vostro), consumando alcuni dati e non tenendo conto di altri. Seppur sempre personale, questo spazio merita di essere più curato, di avere una voce mia, senza rincorrere esempi inevitabili, ma non clonabili. Perchè questa manfrina, allora. Perchè il disco dei "Litfiba" è questo: quaranta minuti di ovvvietà, di rivoluzioni esclusivamente verbali e a dir poco "popolari" (nel senso che sono cose che potete ascoltare in ogni bar della vostra città). Mi risulta amaro pensare che scrivere cose tipo "...dire bugie è diventato lo spot di una casta che spaccia promesse/ che sa giocare con le illusioni e come un mago si riempie le tasc…

Noi, sempre noi

Voglio tornare alla "Concordia" ed al mio post di ieri per chiarire (cosa che io mi posso permettere, certi giornalisti no) come, se non fosse evidente, che io sono decisamente convinto della colpevolezza di chi stava al comando. Ciò non significa che non vi siano altri responsabili e che l'auspicio, lo stesso dal 1969 a oggi, è che vengano fuori. Il nodo è solo quello: in questo paese uno paga (e qui è più che sacrosanto), ma chi muove i fili si rintana e la sfanga. La decisione di lasciare ai domiciliari Schettino è per me fuori dal mondo, ma siccome sono un fautore della Legge, mi adeguo, senza capire. Questo naufragio è uno dei tanti paradigmi misteriosi, pieni di inettitudine, di leggerezza criminale, di spavalderia che ogni giorno, e dico ogni giorno, vediamo anche nel nostro minuscolo quotidiano. E' la testa italiota che ci porta a certi eccessi, molto spesso. Senza sputare in faccia alla mia Nazione, senza denigrare per scrivere un post, senza apparire per qu…

#vadaabordocazzo

Anch'io sono stato vigliacco: lo ammetto, senza problemi, su un Blog che ha il mio nome e l'ha sempre avuto. A volte per colpa solo mia, più che altro per scansare cose o persone fastidiose. In qualche caso l'ho pagata e cara: in altri l'ho sentito dentro, un dolore, per molto tempo. Ancora oggi non ho risolto alcuni problemi con me stesso, mi pare chiaro. Però non ho mai ucciso nessuno, nè ferito, nè menato (e solo una presenza superiore sa quanto m'è costato non farlo). Quello che ha combinato il comandante della "Concordia" non solo non è scusabile (che fai, ti scusi per aver ammazzato un po' di gente?), ma è l'esemplificazione che la vigliaccheria è un male, che chi la porta a certi estremi è un criminale. Mi sbilancio? Mi permetto troppo? Va bene, forse dovrei fare come certi giornalisti e buttarmi "a pesce" (passatemela) sulla cronaca vivida e un debordante particolari truculenti ed odiosi, ma non è il mio mestiere: se volete quest…

La Lega a Canossa

Berlusconi tira le fila e lo fa attraverso Bossi. Mi sia dia atto di aver detto, da tempo, che il "senatùr" non sta bene: fisicamente è evidente, politicamente appare più complicata, la cosa, ma osservando con attenzione si evince che la Legge elettorale attuale è fatta in modo che le liste bloccate siano un segno di forza per l'ex Premier e quegli elenchi non li vuol vedere certo fatti da Maroni. Il divieto di comizio al fu Ministro dell'interno, nonostante le colombe di pace buttate sul web da vari esponenti del "Carroccio", resta un fatto epocale, nella (triste) storia di questo movimento, criticabile come pochi in Europa. Si sono smascherati quelli che vogliono tenere bene il sedere incollato alla poltrona, che Roma è sempre ladrona, ma paga bene. Lo scollamento della "base", populista (vedi il post di ieri) e demagogica, non è solo folclore, ma la paura di perdere il fiero cipiglio barricadero che non fa più paura a nessuno: al massimo suscit…

Populismi

Trasmissione radio, smaccatamente schierata, condotta in maniera a dir poco discutibile (occhio alle querele). Uno degli ospiti chiama forcaioli e populisti coloro che volevano l'arresto  di Cosentino e, toh!, un referendum sulla Legge elettorale. Mi viene in mente la rubrica di Serra di un paio di giorni fa, dove si diceva, più o meno, che la politica è un lavoro serio e che non si deve mettere dentro al calderone dell'indignazione tutto e tutti. Ora, dopo quaranta e passa anni di schifezze d'ogni genere, imputabili a gente che è tutto meno che onorevole, i populisti siamo noi. Ci si scorda forse troppo facilmente che questa forma deleteria di "ars oratoria" è un primato degli stessi che si definiscono ora vittime, usata in maniera maniacale ed ignorante in ogni telegiornale, comunicato, intervista, isola e casa da una vita a questa parte. Mi piacerebbe che si dicesse contro chi e cosa, che non siano politici e banchieri (per carità), ci si dovrebbe arrabbiare (…

Porcellum forever

Molti sanno che i quesiti referendari non sono proprio limpidi: scritti in "politichese" sembrano fatti apposta per non far intendere le intenzioni, le volontà di chi li propone. Ciò non toglie che stiamo discutendo di una decisione della Corte Costituzionale, non esattamente dei dilettanti. Se si tratta di questione procedurale o Costituzionale, lo sapremo. Quello che da subito si può dire è che questa Legge non andava fatta nel 2005: forse bisogna sventare prima questa ignominia. Non c'era la crisi, non c'era la benzina a 1,80€ e gli Italiani se la godevano, senza pensieri: erano affaccendati in altro, al solito. Dopo sette anni di elezioni varie e di improponibili personaggi messi lì da altrettanto impresentabili politici fatti alla TV, adesso la realtà appare anche più amara. E' che, come dicevano altri, in questo Paese arriviamo sempre dopo, quando ci sono solo gli estremi rimedi. La battaglia da fare è quella di un potere veramente in mano al popolo, che, …

Memento

Probabilmente si può applicare a qualche personaggio che, in questi giorni, sta sui giornali. Fate voi.

"Perchè dobbiamo soffrire così? Probabilmente, eravamo nati per vivere più secondo la materia che secondo lo spirito; ma, a forza di pensare, dev'essersi creata una sproporzione tra lo stato della nostra intelligenza così dilatata e le condizioni immutabili della nostra vita.
Guardi i mediocri, per esempio: a meno che non cada loro addosso qualche catastrofe, sono sempre soddisfatti: la sventura comune non li tocca.
Come neanche gli animali, del resto".

(Fëdor Dostoevskij, Memorie dal sottosuolo).

Un tributo all'diozia

La pubblicità dice che il canone RAI è un tributo come un altro e va pagato. Mi avrete sentito parlare e scrivere di questa storia ogni anno: so benissimo, per esempio, che oggi si dovrebbe discutere di #Abano Terme, ma è un moto irrefrenabile quello che mi smuove la letterina arrivata stamani. Inutile dire cose che vi sfiancano, ma pensateci su: una tassa sul possesso di un apparecchio TV nel 2012 non è solamente anacronistica, ma fuori da ogni logica. Sopratutto se si sa che tale balzello è a beneficio di un unico ente, la RAI, che ormai è peggio di una rete locale qualsiasi. Di questi 112€ vorrei che si spendesse qualcosa per le "nove leggende" (cito sempre la pubblicità) che andranno a rendersi ancora più ridicoli sull' "Isola dei famosi", una delle chicche immancabili della prossima stagione. Oppure un contributo per comprare dei tranquillanti per quei deficienti invasati del primo pomeriggio, persi in trasmissioni così svilenti da divenire vergognose. Per…

I campioni della truffa

E' Lunedì e questa giornata è balon. Calcio, insomma. Mi chiedo come si faccia, ancora, a parlarne come di uno sport. Oggi Messi riceverà il suo terzo pallone d'oro (come Platini, e ho detto tutto), ma se la notizia è che alla cerimonia ci va una riserva del Gubbio, tra le ultime squadre in serie B, perchè non ha venduto partite, vuol dire che c'è pochissimo da dire (almeno di riferibile). Quello che mi irrita oltre ogni dire è che le scommesse, i soldi "facili", li vogliono coloro che vengono pagati fior di quattrini per prendere a calci un pallone, i "campioni", gli stessi per cui se vai allo stadio paghi pure. E' una vera beffa, è istigazione all'abbandono di TV e campi, è un insulto gigantesco. Da anni non credo più che gli sport più popolari (in primis il ciclismo) siano tali: il doping è ovunque, le combine pure, per me c'è del marcio anche nel tamburello (se tanto mi dà tanto). Siamo riusciti ad inquinare ogni cosa, dall'aria agli…

Scontrino politico

E' proprio uno scontro, anzi uno "scontrino" politico, quello che i soliti, inutili volti della politica storta portano avanti dal giorno in cui, e non sia mai, il fisco ha osato toccare la Cortina dei fighetti. Troppa Hollywood, dicono: clamore inutile, forzatura mediatica. Vi brucia il peperone, cari? A me piacerebbe sapere perfino nomi e cognomi di questi "signori". Di quelli che, di colpo, hanno tolto la polvere dalla carta per gli scontrini e hanno dovuto re-imparare in un amen ad usare la cassa. O perchè stanno sulla neve sono immacolati martiri dell'accanimento poliziesco di questo Stato che hanno truffato per anni? Quando leggo che si colpisce chi dà lavoro e fa marciare l'economia, io mi inquieto. Perchè i dipendenti di questi bei tomi le tasse le pagano alla fonte e non hanno la Porsche o la BMW. Se il mio datore di lavoro è un delinquente, sto zitto per non perdere il pane quotidiano, ma non è una giustificazione, nemmeno questa. Quelli della…

Eliza

Eliza: "Da quanto non stai facendo progressi?".
Io scrivo: "Non mi sento all'altezza. Sono in uno stato da buttare".
Lei: "Perchè tu dici emotional dumping ground?".
Digito una risposta ovvia, ma la cancello prima di inviarla a Eliza.
La casella di testo è vuota e io scrivo di nuovo, le chiedo:
"Come ti senti?".
Eliza: "Ti interessa?".
Io scrivo: "Sì".
Eliza: "Sei sicura?".
Io: "Sicura".
Eliza: "Per favore, vai avanti".
E la risposta: "Da quanto tempo ti sei sentita sicura?".
Io: "Voglio dire che non penso di star facendo alcun progresso".
Eliza: "Da quanto tempo non pensi di aver fatto alcun progresso?".
...
La mattina seguente ricevo una cartolina.
Da Eliza.
C'è scritto: "Volevo solo dirti che sono estremamente soddisfatta di te. E che tutto si sistemerà. Sono qui per te. Eliza".


[Johan Harstad, "Vietnam. Torsdag", Gyldendal Norsk Forlag AS 2002, trad. di…

E vabbè: auguri.

Vi Auguro tanta serenità, quella che io cerco sempre: 
Vi Auguro dei regali che vi piacciano e che non finiscano, dopo due giorni, in cantina; 
Vi Auguro tempo bello; 
Vi Auguro ancora tanta voglia di stupirvi; 
Vi Auguro di non annoiarvi mai; 
Vi Auguro di essere originali quando tutti sono omologati; 
Vi Auguro la gioia di cose piccole, ma importanti; 
Vi Auguro un bel pensiero prima di addormentarvi; 
Vi Auguro musica che vi riempie il cuore; 
Vi auguro parole che vi portino sempre lontano; 
Vi auguro di non sentire più un poveretto come Berlusconi; 
Vi auguro di avere qualcuno che vi tratti come Cittadini e non come numeri; 
Vi auguro di essere innamorati come non mai.