Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post da Ottobre, 2015

Schierarsi

Attenzione: questo non è un post politico. Un po' di pazienza.


Mi ostino a pensare che si debba cambiare idea solo nel caso se ne trovi una migliore della propria. Avendo la maturità di accettare i propri limiti, senza mai smettere di cercare ed imparare, procurandosi dosi massicce di pazienza e nutrendosi con una sana quantità di curiosità, spesso si conquistano mete diverse da quelle prefissate, ma interessanti, soddisfacenti.

Ma nulla viene costruito sul niente e tutto passa dalle persone. Impossibile circondarsi solo di coloro che ci fanno divenire migliori: sarebbe l'epifania, un mondo personale a colori sgargianti, l'apoteosi delle giornate perfette. E nulla è perfetto: non lo sono io, non lo è nessuno (anche perchè che cos'è la perfezione? Non ce la si cava con le definizioni religiose: quelle sono extra Mondo).

Si può, però, tendere ad eliminare i portatori di stress. Lo sto imparando a mie spese e non sono ricco. Se di fronte ho chi riesce a togliermi dalla testa…

Keep calm. Però sul serio.

Qui, ormai, non si parla di cambiamenti epocali: si tratta di cambiamenti quotidiani. La nostra giornata è scandita dai ritmi dell'Internet e non solo per i rapporti tra le persone, ma per qualsiasi ambito sia immaginabile. Nell'arco di ventiquattro ore scambiamo una mole di informazioni, immagini, pensieri ed omissioni che la nostra vita, la nostra storia muta in un loop infinito. Mentre spesso si cerca di regolamentareciò che appare un diritto (con tutte le conseguenze che questa parola ha), ci aggrappiamo con costante pervicacia al nostro "io" digitale, la proiezione immaginifica del nostro essere umani, persone.

Rirproduciamo, con la velocità quasi del pensiero stesso che sottende all'atto, tutto quello che pensiamo di essere o che vorremmo divenire. Costante dell'opera è la rappresentazione del sé, la meccanizzazione del proprio vissuto: un mondo nel mondo digitale, un parallelo di pixel e non di espressioni. Eppure bastano due righe, messe giù in maniera…

Questo mio tempo

Questo mio tempo è qualcosa che non mi aspettavo. Sembra un gioco che quasi sempre si scontra con quell'altro impaccio che è la vita; tutti i giorni, inaspettati, lunghi, eppure così veloci e spesso amari. Un tempo distratto, di tante e tante parole, di immagini e inutilità.

Tutta una serie di effetti collaterali che non penso di evitare, come se queste squadernate ore fossero un'anestesia complice. Un'amnesia di sentimenti. Arrendersi è semplice: più complicato non cedere all'autoindulgenza.

Doveri e ricorsi, nuove complicazioni. Però anche meno paura di quegli attimi in cui tutto sembra essere illuminato da vicino, da paure evitate, da slanci che non credi, da persone che desideri incontrare e altre che impari ad evitare.
Di cose che prenderanno polvere.

Poi penso che diventa importante guardare oltre.