giovedì 19 novembre 2015

Pensiero democratico unico



La notizia della sospensione dell'account "Facebook" di Giuseppe Genna e del ridicolo richiamo "...ad usare il proprio nome" a Cecilia Strada (sempre da parte del social network di Zuckerberg) dovrebbe, sia mai, far riflettere ulteriormente sui limiti che vengono imposti al libero pensiero, quello magari non allineato.

Il peccato di Genna è stato quello di non schierarsi a favore del massiccio intervento armato Francese in seguito ai devastanti fatti di Parigi (trovate qui un breve riassunto di entrambe le vicende). Il centro del discorso non è se lo scrittore avesse o meno ragione: è chiaro che ognuno ha la propria opinione e non è umanamente possibile che si sia tutti eguali nei ragionamenti.

Una persona può approvare o meno, sostenere o non farlo, pensare o decidere di fregarsene e occupare la mente con altro. Ma è, o dovrebbe, essere libero di condividere la propria opinione con chiunque. Non stanno lì apposta i network sociali? O, forse, mi sbaglio? O forse mi illudo?

Il tema del libero arbitrio e della libertà d'espressione sembra essere messo da parte, quasi non ci fossero problemi legati a questi nostri modi di esprimerci: tutto va bene, siamo in una Democrazia. Ecco, appunto. Quindi, e correggetemi se sbaglio, questa sanzione è una sonora cretinata.

Peggio: è l'evidenziarsi di una falla culturale e di concetto. Può apparire, e ci si dovrebbe pensare, che le opinioni diverse da quelle considerate accettabili (o schierate da una certa parte) no, non vanno bene: non sono cose da scrivere, siamo in un momento particolare, ci vuole unità d'intenti. Cosa inconcepibile per persone che si definiscono (scusate la necessaria ripetizione) democratiche.

Questa espressione del vivere sociale accetta la diversità di idee, accetta il confronto: accetta perfino di cambiare il proprio, di pensiero, se quello proposto porta ad una crescita personale e collettiva. Ma al di là della teoria, nel concreto, è logico, per chi si professa libero, non togliere voce a coloro che non sono, in quel momento, dalla nostra parte. Casca il palco, come si suol dire.

Tutto questo mentre si possono leggere le peggio cose ovunque. Mi sorge il dubbio che anche questo sia un tentativo di semplificazione. Se si riducono le dispute al "bianco contro nero" è tutto più controllabile, più facile. Appiattire conviene a molti. Argomentare, impegnarsi è difficile: costa e l'ho ribadito più e più volte.

Eppure a questo stiamo. Francamente un po' di paura la fa, una cosa del genere. Magari si sgonfierà e "Facebook" farà marcia indietro (non è esattamente un covo di gente che rimane granitica nelle sue decisioni, a riprova che non di rado conta la pancia e non il cervello). 

Così sarà più semplice mettere nel dimenticatoio questa ennesima caduta della facciata di falsa libertà che stanno mettendo su a vantaggio degli illusi.
Evviva.


martedì 17 novembre 2015

I dormienti

E' impensabile che dopo fatti gravissimi come quelli di Parigi il web sia luogo di moderazione e civiltà. In effetti, persone come isole esistono. Scovarle diventa difficile, in un marasma indifferenziato di parole, simboli, luoghi (comuni e non) che si allarga con la stessa rapidità con cui accadono le cose. La connessione del Mondo alle sue miserie e cattiverie è immediata.

Una parte imprescindibile della nostra Libertà passa attraverso il mezzo del web: esso diviene bandiera e guerra, ironia e maleducazione, irriverenza e segno di rispetto. Difficile distinguere, oltre le apparenze della parola, contenuti e idee valide. Eppure di brave persone è piena la terra, anche se non sembra.

In automatico, ormai, una cosa è chiara: le categorie in cui si incasellano moltissime persone. Ci sono i tuttologi (la cosiddetta "massa", che è una locuzione quanto mai vaga), i buonisti, gli esasperati, i guerrafondai, gli scettici, gli speranzosi, i "battutisti", i vignettisti e continuate pure che non sbagliate.

Ma quelli un pochino più irritanti trovo che siano i "dormienti". I dormienti non sono sempre addormentati: hanno un orologio da tastiera che li desta solo quando, in base alle loro inclinazioni e cultura, questo trilla affinchè nessuno di noi possa scampare alla loro opinione in merito ad un fatto specifico.

Attenzione che dev'essere proprio una cosa che gli sconvolge la vita (oddio, per due o tre giorni): prendi il Venerdì 13 di Parigi. Allora questo avviso li ritrova arzilli e convinti. Prendono la palla al balzo (pardon) e danno il meglio di sè; d'improvviso si svelano per quello che sono e cioè profondi conoscitori delle dinamiche geo-politiche Internazionali, affidabili "maitre a penser" delle vicende del Medio Oriente (per dire).

Però la loro parte la fanno con post accesi, spesso di pensieri cupi e apocalittici, o, peggio, con "like" ("mi piace", vivaddio) messi a raffica sulle opinioni altrui. Così ci sono, così ci fanno sapere d'esserci. Alcuni li conosco di persona e sono gli stessi, giuro, che se gli chiedi di indicarti la Palestina su una mappa vanno un po' a cazzo, diciamolo.

Sembra una critica, ma non lo è. Non pensate a livore o ad albagia buttata lì per fare un post: è una constatazione sull'opportunismo che diventa reale, che si perpetua. Nessuno è obbligato a sapere tutto di tutto, ma si sa comunque. E chiedigli di politica: o non votano o se ne fregano. Giusto, fino in fondo.

Fino all'attimo in cui quel benedetto orologio non suona di nuovo.
Un momento, per loro, di rivincita.
Però la guerra l'hanno persa da tempo.

venerdì 6 novembre 2015

Voi



Voi, che adesso che si può dire tutto vi svegliate e dite proprio tutto.
Voi, che le parole degli altri sono più efficaci e non esprimete mai un pensiero -uno- che sia vostro.
Voi, che una virgola ogni tanto ci sta.
Voi, che se si celebra un Poeta vi incazzate perchè altri mille sono persi nell'oblio.
Voi, che se non si conoscono quei mille poeti ignorate l'altro.
Voi, che sapete tutto, ma di tutto.
Voi, che pensate d'essere poeti, artisti, gente che fa cose originali e poi vivete il livore dell'invidia.
Voi, che non sapete che l'invidia è il sentimento più diffuso e ne abusate.
Voi, che ogni film o canzone è già stata fatta, ma non da Voi.
Voi, che fingete l'Amore, perchè è tutto un gioco.
Voi, che assumete ogni tipo di opinione per poterla denigrare.
Voi, che un'opinione ce l'avete per ogni singolo argomento.
Voi, che siete intellettuali, ma offendete.
Voi, che usate la parola "Odio" e l'odio lo coltivate.
Voi, che gli altri sono solo un mezzo, mai il fine.
Voi, che giudicare non si fa.
Voi, che giudicate in continuazione.
Voi, che sapete mentire.
Voi, che siete in equilibrio.
Voi, che siete amici di tutti.
Voi che non capite che non si può essere amici di tutti.
Voi, che le pilloline più sì che no.
Voi, che è più facile stare con chi la pensa come sempre e come conviene.
Voi, che illudete.
Voi, che vi fate illudere.
Voi, che perdonate, perchè è giusto.
Voi, che è giusto perdonare, ma non dimenticare.
Voi, che vorreste che il Mondo fosse diverso, fosse fatto da Voi.
Voi e il vostro ego.
Voi e la disciplina della negazione.
Voi e la marcia delle idee inarrestabili.
Voi e Voi.

Voi siete come me.