mercoledì 31 luglio 2013

Greetings From Mongolia - Teho Teardo + Blixa Bargeld / Rover


Uno, poi, le cose se le va a cercare. Magari le insegue per un po' ed intanto le fa sue, se le carica come un oggetto a cui affezionarsi. L'incontro con la musica di Teho Teardo è stato subito denso di affinità musicali e di visioni più ampie dello spettro spesso limitato delle produzioni italiane. E', poi, divenuto un appuntamento irrinunciabile, unito alla visione di film molto spesso assai importanti, belli e complessi. Il progetto con Blixa Bargeld, icona autentica della scena d'avanguardia (si può dire?) Europea, stuzzica. Eccome. Si traduce in un disco che cresce in maniera esponenziale negli ascolti e, sopratutto, nei riscontri di stampa e pubblico. Diventa un gioiello esibito, portato in giro per l'Europa a meravigliare. Meravigliare anche con l'ironia, con un prodotto musicale raffinato, ma giocoso, con "canzoni" che anche se viaggiano su toni profondi hanno un chè di leggiadro, di sottilmente sorridente. E nella tappa di Sesto al Reghena, al sempre benemerito e ben organizzato Sexto'NPlugged, in una bomboniera di stelle e storia, tutto questo è andato in scena in maniera mirabile, senza sbavature e con un lunghissimo respiro fatti di intensità e precisione. Sul palco, affiancati dalla bravissima Martina Bertoni al violoncello (un'anima musicale scintillante), i due artisti si sono divertiti, hanno fatto breccia tra i moltissimi presenti (evidentemente preparati) e si sono giocati tutte le carte nella maniera migliore. Bargeld è un animale da scena che merita la fama che ha e Teardo tesse e attorciglia suoni che vanno dal sussurro al "muro di note", sostenuto dall'incessante, ma non per questo meno etereo suono della Bertoni. Con un quartetto d'archi a sublimare il finale della serata, si può dire che abbiamo visto lontano, ieri sera. Oltre le troppe note facili e buttate a caso nelle radio e nelle Tv, ma senza spocchia, con il fascino di chi sa fare musica e di questo meraviglioso mestiere prende e dà il meglio.

Piccola nota per i Rover, che hanno aperto la serata. Ammetto di averli sentiti solo alla vigilia del concerto ed è difficile trarre delle note obiettive. Rispetto al disco, comunque, mi è parso di ascoltare troppe divagazioni sul cantato, pur essendo il leader Timothée Regnier senz'altro dotato in questo. La formazione a tre, con una ritmica precisa e affatto disturbante, forse limita il respiro delle canzoni, ma, ripeto, probabilmente dovrò riascoltare il tutto. Comunque set dignitoso e grintoso, con l'ironia di Regnier a farla da padrona.


venerdì 26 luglio 2013

Maleducati blindati




Io son sempre qui che spero di scrivere cose diverse, di argomenti che non siano ripetitivi e sfiancanti, nella loro profonda fastidiosità. La vicenda Dall'Osso è cosi miserabile che le nostre istituzioni, piene di mezze seghe (scusate), cialtroni e delinquenti, sono affossate nel ridicolo da anni. Hai voglia te a fare i discorsi di civiltà, ad andare alle manifestazioni contro la mafia, a star lì a parlare di diritti e serietà. Ti ritrovi, poi, come nelle peggiori osterie, dove, almeno, la voce del popolo ha un senso, anche quando è volgare, vista la presa per i fondelli cinquantennale a cui si è ormai abituati. Non mi sembra, era ieri, che descrivevo la medesima miserabilità: un giorno mi divertirò a fare il conto dei post "fotocopia" che mi sono sforzato di fare in undici anni. Ce li abbiamo messi noi, cari, anche se con questa legge una "x" diventa aleatoria: poi decidono quelli bravi, diciamo i meno scemi. Bella scusa, ma siccome non li si può mandare a casa perchè sono più blindati di Fort Knox, che fare? Insultarli? E' una perdita di tempo. Vogliono anche regolamentare il Web, perchè l'onorabilità lesa si paghi a suon di carcere (dove non si sa, visto che ormai non c'è posto nemmeno per le guardie).
Diciamocelo: siamo alla fine, oltre la maleducazione, oltre l'ignoranza.
Riandiamo al vassallaggio.
Una parte di idioti italioti la troveranno sempre e chi non li vuole inizi a contarsi.
Il tempo per molte cose e per moltissimi di loro deve finire.

lunedì 22 luglio 2013

Etica dell'ipocrisia



"Nel momento in cui l'Italia affronta una straordinaria depressione civile, economica e sociale combinata con una persistente fragilità politico-istituzionale, appare necessario evitare l'introduzione di elementi divisivi nel senso comune del popolo con particolare riferimento ai principi della tradizione, dalla vita alla famiglia naturale, alla libertà educativa". Con queste motivazioni, una parte (importante dirlo) del "PdL" vuole rinviare l'approvazione della auspicata, giusta legge sull'omofobia. Mi viene da pensare a quell'articolo di un paio di giorni fa che diceva che i treni di quarant'anni fa erano più veloci degli attuali (alta velocità una cippa). Sempre e comunque, convinti e sospinti da forze evidentemente ancora forti e radicate (DC), bisogna fermarsi dinanzi alla laicità di uno Stato, che mai lo è di fatto. Avere un Blog da parecchi anni è un esercizio difficile da rendere originale. Non si sa più quante volte gli argomenti sono gli stessi, mese dopo mese, anno dopo anno. Motivazioni come quelle riportate all'inizio fanno da cassa di risonanza alla pancia cattolica dell'Italia, quell'immenso ammasso di ipocriti e benpensanti che cementano, da secoli, con il loro fondamentalismo di facciata i mattoni dell'immobilismo. Non tutti i credenti sono così, lo sappiamo, nè tutti i politici, ma il semplice fatto che quattro giorni dalla discussione ci si erga a difensori della vita e della famiglia naturale fa comprendere come idee di questo genere mai siano sopite o, meglio, cambiate. Sarà da vedere cosa succede Venerdì, ammesso e non concesso che questa discussione ci arrivi, a quella data. Il "PdL" tiene per la giacca (diciamo così, va) il "PD": vuole più Ministri, vuole più spazio. Glielo daranno, probabilmente, fottuti dalla paura che questo Governo perda quei tre miseri paletti che lo tengono su. Ed il 30 si balla la rumba, ancora.
Chissà che nome ha la braca sui cui questi affrontano le tempeste continue di questa estate che diverrà bollente e ancora più fastidiosa.
Il nome ce l'avrei, ma Voi siete più bravi di me e l'avete capito.

domenica 21 luglio 2013

Tribunali virtuali



La vicenda che in queste ore ha riempito il Web d'ogni sorta di commento e di approfondimento (no, non è politica), ovvero quello della denuncia di violenza fatta direttamente e visivamente su "Facebook" dalla compagna di tale Di Cataldo Massimo (cantante?), è un corto circuito giornaliero. Ad ogni piè sospinto, la Rete (intesa come globalità di comunicazione, dai giornali ai "troll") consuma vicende di questo tipo, che portano alla univoca consapevolezza dell'interrogarsi sul ruolo e sulla validità della validità dell'informazione e sulla motivazione di certi gesti. Da una parte la giustizia tradizionale, evidentemente burocratica e retrograda, dall'altra la possibilità, sempre e comunque, di dire e mostrare ciò che si vuole. Volutamente molto spesso non parlo di questi casi, cui bisognerebbe approcciarsi con infinita cautela, sia per gli argomenti trattati, sia per l'assoluta mancanza di possibilità, da parte di un navigatore "qualsiasi", di avere una certezza per schierarsi E qui parte la pancia, la sinapsi immediata della reazione d'istinto: bianco e nero. Si cela una grave mancanza di ragionamento, in questo, dando spazio ad un enorme buco di disonestà intellettuale, poggiante sul quasi nulla, sul detto che potrebbe essere anche una menzogna o una ritorsione a fini sconosciuti. Ci vuole, ci vorrebbe, prudenza e lo dice uno che scherza spesso sulle cose serie, ma che mai e poi mai vorrebbe dare del depravato a qualcuno perchè qualcun'altro è stato più convincente o migliore con le parole.
Stiamo attenti (io per primo) a questi tribunali allargati.
Se vogliamo regole certe nella vita, dobbiamo essere così astuti da applicarle, in maniera adatta, anche quando "viviamo" sullo schermo di un PC, indipendentemente dalla reazione istintiva.

martedì 16 luglio 2013

Multitasking


Mi scuso se torno sulla questione Calderoli, ben sapendo che il piatto è cambiato e che bisogna mangiare altro, altrimenti il rischio è quello di ingozzarsi e basta. Le reazioni della "Lega" hanno un che di surreale: cosa a cui si dovrebbe essere abituati, vista la portata miserrima della semantica dei rappresentanti del "Carroccio". Ciò che si è permesso, tra i tanti fenomeni, di dire Salvini a Napolitano ci fa comprendere come sia netta la distinzione tra questi, che si credono immuni da ogni responsabilità (ed in realtà lo sono), e un cittadino qualsiasi. Provassi io a scrivere quello che veramente penso di questi cialtroni, prima mi beccherei una querela e dopo anche una denuncia. Normale, in un paese in cui la politica s'offende per le opinioni sul web e che, giustamente, vuole ci sia più rispetto. Ma il rispetto va guadagnato. Non è che perchè un manipolo di italioti ti ha votato fa il tuo porco (sic) comodo. La questione della reputazione vale dentro e fuori dal Parlamento. Ciò che io scrivo qui dà l'idea del mio pensiero e la gente può formarsi un'opinione e darmi, lo si deve accettare, una reputazione, buona o cattiva. Un paese che minimizza (la Kyenge è stata più che comprensiva), riducendo la questione a delle scuse e finiamola lì, non solo non è credibile, ma avrà una pessima reputazione.
Evidentemente vale sempre il fatto che c'è quella parolina, "Onorevole", dinanzi al cognome.
Di onorevole, in questa ed in altre vicende, non vi è proprio nulla.
Abbiamo, comunque, dei politici "multitasking": riescono a fare e a dire delle sonore cretinate allo stesso tempo.
Complimenti.

domenica 14 luglio 2013

Che te lo dico a fare?


Ma che scandalo. Ma quale irritazione. A me sembra ormai assodato che un vice Presidente del Senato (sic) offenda un Ministro della Repubblica Italiana. Andate indietro nel tempo e ripensate a quante imbecillità (sono buono) hanno detto questi politici da pollaio, ignoranti come i sassi del Po. Non c'è problema, non c'è mai stato. E' il solo modo che hanno per far parlare di sè, dopo avere rubato in ogni dove ed essersi ridotti a far parte di un "partito" patetico. L'insulto, ad alti livelli, è comunicazione. Se lo avesse fatto un Blogger idiota, non l'avrebbe letto nessuno o, perlomeno, non sarebbe riuscito ad avere l'eco che hanno questi. Non ci siete abituati? Me ne rendo conto: l'idiozia congenita fa paura. Metti di trovarti uno così al bar, son cavoli. cozzare contro l'analfabetismo culturale può fare molto male.
Molto più di quella fitta di semplice incazzatura che deve aver provato una persona intelligente come l'Onorevole Kyenge.
Per chi la "pensa" come il fenomeno della foto c'è "Libero", "Il Giornale" e "La Padania" da portare come Vangeli.
A me fanno pietà e sono sicuro che, prima o poi, le cose cambieranno.
E questi non avranno di che vivere.

venerdì 12 luglio 2013

Piccole pietre



Non è la violenza che si deve amare: si debbono amare le ragioni della Libertà e dell'indipendenza dei Popoli sovrani. Un bambino di cinque anni e nove mesi, il 9 Luglio ha scagliato una pietra contro un'auto: ha colpito una ruota. Però l'auto era di un Israeliano e il bambino Palestinese. Come potete vedere nel video cliccando sulla foto (grazie a Giuseppe), una sorta di Davide "...e tutta la cazzo di famaglia di Golia (cit.)". L'età minima per essere arrestati, nei territori occupati, è di di dodici anni. Recentemente un "Report" dell'ONU ha denunciato atti di violenza fisica e morale sulla popolazione infantile Israeliana. Chi nasce in una terra occupata illegalmente, la sua terra, non credo viva una situazione proprio idilliaca. Crescerà in lui troppo presto quella rabbia che dal 1947 consuma queste popolazioni, che si alimenta in città dove migliaia di Palestinesi vivono sotto il giogo di poche centinaia di occupanti, ben armati ed equipaggiati, contributo fondamentale di molte Nazioni occidentali. Mi preme ripetere un concetto: la violenza è un errore e non c'è scusa che la giustifichi. Ma non è una violenza durissima fermare un bambino, ammanettarlo, coprirgli gli occhi e portarlo davanti a un funzionario ostile, che per fortuna si è dimostrato più ragionevole dei suoi soldati? Le parole che sprechiamo ogni giorno sui diritti possono essere aria fritta ad ogni istante, perchè ci sono bambini e bambini.
Avere una vita serena non è solo questione di dove nasci, da chi e dalla fortuna che hai: è un diritto, anche degli ultimissimi, di quelli che non fanno la Storia.
Ricordiamocelo, per esempio, quando veniamo bombardati da servizi assurdi per la nascita di un bimbo "Reale".
Questa vicenda è reale, ma non bella nè fortunata.

(Un grazie sentito a Gaia per l'incoraggiamento).

giovedì 11 luglio 2013

Non è successo niente



Non è successo niente, ieri alle Camere. Non è successo niente che non fosse pensabile o preventivabile. Se mettiamo in campo i modi di fare politica attualmente, è un ballo che bisognava ballare. Quella che prima era una battaglia sulla Giustizia, ma con accanimento (terapeutico) verso Berlusconi, da qualche tempo si è rivelata una pace sotterranea in nome del "bene" del paese. In realtà, lo sapete, il "PdL" tiene per il collo il "PD", che non ha saputo vincere nè convincere. La facciata è una cosa e la verità un'altra. Divenuto arcipelago, il "PD" si trova ad avere mille isole diverse, ognuna che cerca una sua strada e nessuna che tenti di avere una linea comune. L'astensione di alcuni suoi membri alla gogna imposta ieri (ridotta e con la scusa della riunione Nazionale degli altri) non è stato un "no". Qualcun'altro ha detto sì, ma fuori non è obbligatorio capire. Così come è chiaro che altre cosette verranno fuori, ideate da chi vince sempre e comunque, anche di fronte alla Giustizia. E sappiamo chi è. Quando ci si fidanza con una dama, la si accetta e una larga parte del Parlamento (tranne "Sel" e il "M5S", va detto) ha preso di buon grado la manina mummificata e ha dato inizio alla festa.
Dite che sia grave ciò che è accaduto?
Io dico di no, perchè ho imparato la spossatezza di chi si aspetta sempre un peggio a venire.
Non prendetemi per falso profeta.
Mi limito ad osservare, aspettando che si inizi a fare (ma toccherà a noi).

lunedì 8 luglio 2013

L'altro Universo



La visita di un Papa a Lampedusa ha infiniti significati. Tralasciando l'ovvio e il Religioso, appare come una mancanza ulteriore del nostro Paese nei riguardi del fenomeno dell'immigrazione (senza distinzioni), ormai in atto da decenni. La politica Italiana, lacunosa di per sè, su questa immensa problematica non si muove nè come dovrebbe, nè come sarebbe auspicabile. Al di là di proclami di facciata, la legislazione corrente fa acqua da tutte le parti, con il benestare di coloro che, un bel po' addietro, fecero norme in cui il sottile, ma pervicace, razzismo benpensante Italiano sguazzava. Il Mondo, sopratutto quello povero, cambia ogni minuto: in un mese possono cadere Governi, crollare regni, ma chi paga sono sempre gli stessi, come qui. Un religioso si accorge che questa frontiera senza barriere, ma molto pericolosa, va vista e vissuta con umanità e dedizione: gli altri, quelli che decidono, hanno a disposizione il potere del fare, ma, pare, si accontentino di centri di riconoscimento o di soggiorno. Anche qui il mantra del rinvio, che è diventato ormai parte del programma politico Italiano. Lo sappiamo, mancano risorse, manca il "vil denaro", ma parlando d'esseri umani appare una scusa indifendibile. La mentalità che sottende all'accoglienza non può e non deve fermarsi nel suo cercare un modo per far sì che l'integrazione non resti un concetto vuoto e di sussistenza.
Nell'isola siciliana scorre la storia dell'altro Universo, quello che non fa piacere vedere o sentire, ma che è così potente da non poter essere ignorato.
Più si fa finta (quasi) di nulla, peggio sarà comprendere il futuro.

martedì 2 luglio 2013

L'Italia carsica



Pompei ha sei mesi per salvarsi. E' lì da duemila anni e siamo arrivati a questo. Terremoti squassano il nostro suolo e non si ricostruiscono le case, figuriamoci monumenti e siti archeologici. I Teatri si autofinanziano, si autogestiscono, si autotassano, si danno da soli martellate sui pollici, per gradire. Il cinema produce cose di livello, se va bene, discreto e poi si rifà (poco) con De Sica e compagnia (ah, se ci fosse suo padre, sentiresti le legnate fino a Cortina). I Musei, se e quando sono aperti, cascano a pezzi, sono sporchi, vecchi e deprimenti. In tutto questo ci sono le solite eccezioni, veicolate per attrarre turisti che, pazzi, quando sono qui si vedono sfilare soldi a destra ed a manca per servizi che, se funzionano, altrove paghi la metà. E ci mettiamo anche la nostra diseducazione, i cuoricini con il pennarello, le scritte per questo e quella, le incisioni con il temperino, i lucchetti, i sacchi dell'immondizia e un bel "chi se ne fotte" coinvolgente. Inutili le cifre, sono sempre peggio. Come è sempre peggiore il quasi totale "me ne frego" di politici ignoranti o da ignorare: che si facciano strade e si butti cemento, posto ce n'è. Non è possibile che tutti soldi servano ad altro, non è pensabile che foraggino solo la "politica": qui si parla di corruzione, appalti inesistenti (ma pagati veramente), di un sistema così radicato da essere anch'egli patrimonio Italiano.
L'Italia è carsica: butti una banconota da 5€ ed essa sparisce in gorghi sotterranei, dividendosi in tanti rivoletti di spiccioli atti a foraggiare milioni di incompetenti e di papponi, culturali o meno.
Venite in Italia, il Paese più bello dopo tutti gli altri.

lunedì 1 luglio 2013

Il Governo delle larghe bocche


Se la Santanchè abbia i requisiti per fare il Vice Presidente della Camera non spetta a me dirlo: per questo ci sono gli inciuci di Palazzo. Certamente, a guardar il capello, non appare una scelta felicissima. Chè, poi, è stata fatta insieme dal "PD" e dal "PdL". Quindi, per principio, è una cosa che puzza. Parliamo di una persona che non si fa problemi ad accusare colleghi d'essere partigiani, quando presenziano a certe manifestazioni, e poi te la ritrovi sul palco di una cosa tipo "Siamo tutte puttane", su cui si sorvola per decenza intellettuale. Diciamo che il suo linguaggio "aderenziale" (cioè cucito sul personaggio) la renderà simpatica nelle curve calcistiche, al bar o per i triviali giochetti semantici da strada. Per il resto, oltre ad essere una adpeta della mummia, non si rilevano cose clamorose. Mi sa che tutta questa manfrina è stata messa in piedi perchè il Governo è a "larghe intese" o cerchiobottista, per noi poveri ed umili cittadini. Sarà divertente, nel caso, vedere la differenza tra una seduta tenuta dalla Boldrini ed una presieduta da questa fenomenologica Signora, molto presente in TV.
Grandi intese che fanno entrare larghe bocche.
Stiamo messi proprio bene, ma bene bene.