sabato 31 dicembre 2005

 Un altro Capodanno
“Ogni mattino, quando mi risveglio ancora sotto la cappa del cielo, sento che per me è capodanno.

Perciò odio questi capodanni a scadenza fissa che fanno della vita e dello spirito umano un'azienda commerciale col suo bravo consuntivo, e il suo bilancio e il preventivo per la nuova gestione. Essi fanno perdere il senso della continuità della vita e dello spirito. Si finisce per credere sul serio che tra anno e anno ci sia una soluzione di continuità e che incominci una novella istoria, e si fanno propositi e ci si pente degli spropositi, ecc. ecc. È un torto in genere delle date.

Dicono che la cronologia è l'ossatura della storia; e si può ammettere. Ma bisogna anche ammettere che ci sono quattro o cinque date fondamentali, che ogni persona per bene conserva conficcate nel cervello, che hanno giocato dei brutti tiri alla storia. Sono anch'essi capodanni. Il capodanno della storia romana, o del Medioevo, o dell'età moderna. E sono diventati cosí invadenti e cosí fossilizzanti che ci sorprendiamo noi stessi a pensare talvolta che la vita in Italia sia incominciata nel 752, e che il 1490 0 il 1492 siano come montagne che l'umanità ha valicato di colpo ritrovandosi in un nuovo mondo, entrando in una nuova vita. Cosí la data diventa un ingombro, un parapetto che impedisce di vedere che la storia continua a svolgersi con la stessa linea fondamentale immutata, senza bruschi arresti, come quando al cinematografo si strappa la film e si ha un intervallo di luce abbarbagliante.

Perciò odio il capodanno. Voglio che ogni mattino sia per me un capodanno. Ogni giorno voglio fare i conti con me stesso, e rinnovarmi ogni giorno. Nessun giorno preventivato per il riposo. Le soste me le scelgo da me, quando mi sento ubriaco di vita intensa e voglio fare un tuffo nell'animalità per ritrarne nuovo vigore. Nessun travettismo spirituale. Ogni ora della mia vita vorrei fosse nuova, pur riallacciandosi a quelle trascorse. Nessun giorno di tripudio a rime obbligate collettive, da spartire con tutti gli estranei che non mi interessano. Perché hanno tripudiato i nonni dei nostri nonni ecc., dovremmo anche noi sentire il bisogno del tripudio. Tutto ciò stomaca.

Aspetto il socialismo anche per questa ragione. Perché scaraventerà nell'immondezzaio tutte queste date che ormai non hanno piú nessuna risonanza nel nostro spirito e, se ne creerà delle altre, saranno almeno le nostre, e non quelle che dobbiamo accettare senza beneficio d'inventario dai nostri sciocchissimi antenati.”

Questo scriveva Gramsci, il primo Gennaio del 1916. Magari è una tirata lunghina, che pochi avranno voglia di leggere oggi, che siamo alla fine di un altro anno. E qualcuno -pure- storcerà il naso, pensando che sia la solita puntata pseudo-filosofica da Comunista fallito e senza idee, con un vago sentore di snobismo intellettuale (ma dove? Mi sono rimasti due neuroni due). Ma a me pare che sia una maniera un po' migliore per farvi i soliti Auguri. Per pensare che il Capodanno sia una festa di rinnovamento da re-inventare ogni giorno: una speranza, insomma. E, si sa, la speranza è importante.
Tutto ciò non eviterà che io mi ubriachi come un cervo Finlandese, stanotte.
Ubi maior, minor cessat.

(Permettetemi di aggiungere due righe sui metalmeccanici, che non hanno ancora chiuso il loro contratto Nazionale: chiedono 105 € di aumento e non glieli si vuol dare, mentre i lavoratori del settore Pubblico hanno ricevuto gratifiche natalizie anche di 5000 €. Cinque mesi di stipendio di un operaio. Sono cose che mi fanno vomitare. Non è uguale per tutti, questo Stato. Non merita nulla.)

Auguri, ragazzi.

(Grazie a Daniele per il testo di Gramsci)

venerdì 30 dicembre 2005

 No Direction Home
Amo la musica, ma non l'agiografia dei documentari sui musicisti. Mi risulta abbastanza poco sopportabile il ritratto, che il più delle volte, ne viene fuori: come Santi o salvatori, come Eroi di intere generazioni. Per fortuna, una volta ogni tanto, c'è un'eccezione. Di Bob Dylan si è detto tutto, in quarant'anni. Non lo ho mai seguito con grande passione: dopo qualche tempo, come per moltissimi altri, le sue canzoni più famose mi sono venute a noia. Però, nella sterminata discografia di Mr. Zimmerman, si possono scoprire gioielli nascosti, che la faciloneria dei più tende a non conoscere neanche di striscio. Ed allora, ieri, con curiosità ho approfittato dell'occasione di poter vedere “No Direction Home”, il colossale (205 minuti) documentario che Scorsese (una garanzia) ha dedicato ai primi anni della carriera di Dylan, diciamo grosso modo fino al 1966. Credevo di mollare dopo dieci minuti: stupito, me li sono mandati giù tutti d'un fiato. Vedere scorrere sullo schermo i mentori di questo personaggio, capirne la genesi iniziale, come è arrivato a essere Bob Dylan, è stato emozionante e interessante. Mai una caduta di tono, nella narrazione: e per un documentario tenere desta l'attenzione è tutto. Filmati straordinari, scene incredibili: mi è venuta perfino simpatia per Joan Baez. Momenti memorabili, davvero: come quando si entra nella stanza d'albergo di Londra, nel 1966, dove a fronte di un casino infernale di Dylan e dalla band, su un divano se ne sta stravaccata una Baez annoiata a morte. O come quando un giornalista (per modo di dire) chiede all'artista se crede in quello che scrive e Lui, ovviamente, lo manda a fare in culo. Ho sentito Ginsberg dire di aver pianto sentendo “Like a Rolling Stone” e che Dylan lo ha superato, come poeta. E ancora adesso mi chiedo se quegli imbecilli di Inglesi che lo hanno fischiato ed insultato per la sua “svolta elettrica”, sempre nel 1966, abbiano mai capito nulla, di musica e, soprattutto, di un uomo che è senz'altro il rivoluzionario americano più importante degli ultimi cinquant'anni.

giovedì 29 dicembre 2005

 Delinquenti legalizzati
Ho sempre detto, anche in tempi meno sospetti, che le Banche sono Associazioni a delinquere Organizzate. E guardate i tassi d'interesse e le spese di gestione, se vi va di non crederci. Il tutto suffragato da episodi come quello di stamani. Bello bello (e come se no?) me ne vado in Banca (non vi dico quale; vi basti sapere che ha la scritta multicolor) a cambiare due assegni della mia Assicurazione. Emessi dalla Banca stessa, peraltro. Primo impatto: il tipo “Informazioni alla clientela” mi fa: “Non siamo mica convenzionati con questa Assicurazione”. Giramento di balle numero uno: testina, c'è il marchio di chi ti paga o sei orbo senza cura? Mi indirizza dal “collega”. Il collega mi fa: “Non c'è problema”. Bene, torna il sole dietro le nubi. “Mi dà due documenti?”, “Prego?”, “Sì, due documenti: per cifre del genere chiediamo due documenti” (NOTA: non si sta parlando dei soldi per comprare un Canaletto, ma per pagare il pittore che mi verniciato i muri: quisquiglie, insomma), “Guardi, ho la carta d'identità...”, “Mi dia anche la patente”, “Non ce l'ho qui...(volevo dirgli che per andare in Centro io uso l'autobus: sono uno dei due cretini, che vuoi, e che la patente sta nella giacca che uso per andare al lavoro: si può, no?)”, “Allora il passaporto...”, “?...(e sì, io vado a Phoenix un giorno sì e uno no e l'ho sempre con me)”, “Oppure un porto d'armi...(ecco quello sì; così potrei sparare alla faccia di cazzo che si inventa queste stronzate)”, “Mi scusi, ma ho solo la carta d'identità”, “E la patente?”, “Ma saranno cazzi miei dove sta, o no? (questa non gliel'ho detta)”, “Ho capito, vado alla mia di Banca”, “Come vuole, buongiorno”, “Vaffanculo”.
Ora, un paio di considerazioni. Mettiamo che fossero due assegni per mia madre: non guida, il passaporto non sa (forse) neanche cosa sia, di solito spara solo al poligono il Martedì mattina alle 11.15 e solo ad aria compressa. Che avrebbe dovuto fare?
Non vi viene da pensare, come a me,, che questi imbecilli se andate sotto di 50€ sul conto vi telefonano minacciandovi di parlarne alla Questura, ma se devono scucirvi due lire si inventano delle cose a dir poco allucinanti per non darvele?
Non venitemi a parlare di “regole” e “pazienza”. Le prime sono fatte per fottere solo la gente onesta e la seconda, per oggi, è finita.

domenica 25 dicembre 2005

 Ciccio Bello bastardo
Alla fine anche questo incubo si è avverato. Dopo sei anni di -relativa- tranquillità, questo Natale “Ciccio Bello” ha invaso la pace della mia casa. Era inevitabile, probabilmente: questo bambolotto è una piccola icona dei giocattoli Italiani. A memoria c'è sempre stato, come le arance e le noci a Natale, come gli scudetti della Juve e, ultimamente, le cazzate di Berlusconi. E' uno di quegli oggetti che fanno dire alle mamme (vere): “Oh, mi ricordo il mio...che tenero!”. Con il passare del tempo, Ciccio si è evoluto, seguendo la moda dei bambini che, ormai, sono più smaliziati di un conduttore di “Reality”: ecco, allora, le più disparate versioni del pupazzo. Da quello che piange sul serio (sarà che ha capito in che mondo è capitato?), a quello che si addormenta se gli avvicini al cuore il suo peluche preferito (la finzione della finzione, come il Governo). Però, sfiga tra le palle dell'albero, a me è capitato quello “che ha la bua”. Avere la bua, in questo Paese, è già un dramma di suo: equivale ad un terno al lotto. Se sei fortunato becchi medici come si deve, sennò rischi di tirare le cuoia per un'unghia incarnita. E già si parte male. Se, poi, il Ciccio è davvero un rompicoglioni, sei alla frutta. Per farlo tacere, bisogna dargli tre -dicasi tre- biberon di fila, tutti con sostanze diverse: neanche la Regina d'Inghilterra era così viziata. Le guance diventano rosse, ma non di un rosso tenue: no, sembrano le luci della parata al Cremlino. Gli misuri la febbre (?!) con un modernissimo termometro da orecchio, che papà se lo sognava: se andava bene sotto l'ascella, sennò sapete dove. E se il pupattolo non la pianta (e non la pinta MAI) bisogna fargli la puntura: il che porta gli strilli a livelli di jet supersonico. Quando il bastardo si è calmato, ronfa: proprio come un adulto provato da una sbronza da cena d'Auguri pre-natalizia. Il tutto tra gli urletti stupiti della bimba (e ci sta) e quelli dei parenti (ci sta molto meno). Il bello è anche questo, mi si dirà. E' vero: la gioia di una bambina è una cosa impagabile, da commozione vera. Però mi sa che non ci metto quelle pile che durano più delle altre, sennò rischio di dovermi ricredere sull'innocenza dell'infanzia.

sabato 24 dicembre 2005

 Auguri...

Vi Auguro tanta serenità, quella che io non ho:
Vi Auguro dei regali che vi piacciano e che non finiscano, dopo due giorni, in cantina;
Vi Auguro tempo bello;
Vi Auguro ancora tanta voglia di stupirvi;
Vi Auguro di non annoiarvi mai;
Vi Auguro di essere originali quando tutti sono omologati;
Vi Auguro la gioia di cose piccole, ma importanti;
Vi Auguro un bel pensiero prima di addormentarvi;
Vi Auguro musica che vi riempie il cuore;
Vi auguro parole che vi portino sempre lontano;
Vi auguro di non sentire più un poveretto come Berlusconi;
Vi auguro di avere qualcuno che vi tratti come Cittadini e non come numeri;
Vi auguro di essere innamorati come non mai.

E mi Auguro di non avervi stufato.

Auguri.

sabato 17 dicembre 2005

 Cartolina d'auguri



Voglio togliermi il pensiero.
Questa è la mia cartolina per augurarvi Buone Feste.
Così mi tolgo subito il pensiero.
Ma, sopratutto, vi Auguro che quest'anno finisca presto.
Perchè dopo un Governo così, peggio non può andare.

(Va bene, sono solo scuse per farvi vedere questa meraviglia: gli Auguri veri tra qualche giorno).

venerdì 16 dicembre 2005

 Postulato
Un Blog vale tanto quanti più sono i suoi accessi.
E' una verità?

giovedì 15 dicembre 2005

 Winter Dispenser #3
Improbabilmente.

Rifacciamolo!
Bush: “Rifarei la guerra, in Iraq”. Perseverare è umano, Bush è diabolico.

Rischio.
Rischio crolli: la faccia di Berlusconi chiusa per due anni.

L'arma.
“Al Sud siamo l'arma in più”, secondo Rutelli. Nel resto d'Italia no.

Un brutto film.
Schwarzy nega la grazia per Williams. Terminator 4.

Coordinazione.
Di Canio continua a fare il saluto fascista. Tranquilli: è solo che il suo cervello non riesce a comandare due braccia contemporaneamente.

Distrazioni.
Nella sua nuova commedia, a teatro, Sabrina Ferilli si esibisce in guepière. Così uno non pensa alla recitazione.

Ancora buio.
Su Ustica nessuno sa ancora nulla: assolti due generali accusati di depistaggio. Le vie dell'omertà sono infinite.

E' durissima.
Lapo Elkann: “E' dura ma ce la farò”. Dovrebbe avere ancora il numero del pusher, da qualche parte.

La prima donna.
La Moratti si candida a Sindaco di Milano. Senza pudore, questa donna.

Scusa!
Pisanu si scusa con i cittadini pacifici della Val di Susa: d'ora in poi userà manganelli più leggeri.

In galera.
Gli USA, terra di libertà, sono al 6° posto nella classifica di chi imprigiona più giornalisti. Neo-buffoni.

A braccia aperte.
Berlusconi voleva accogliere la Mussolini in Forza Italia. Non se n'è fatto nulla: l'ultima pensata intelligente, poi il buio.

Facciamo da soli.
Putin non vuole banche straniere: gli hanno detto che era una proposta di Fiorani.
 Freccia spuntata
Che volete, me ne vanto.
Sono stupido, lo so.

lunedì 12 dicembre 2005

 La posta del cuore (se non ci fossero le amiche...)
LA POSTA DI CORTE
Come Donna Letizia su Gente, rispondo.

"Sai, Lamè, molte persone mi dicono che piaccio di più quando vado sul personale. Ed io che amo divagare! Che faccio, cedo alle lusinghe o continuo a scrivere di politici, cazzate e mal di pancia? 'Sto pomeriggio mi sa che mi tocca "Chicken Little"...ho detto tutto! Daniè"

(Mi impongo un pò di tempo per una riflessione personale, in cui non penso scriverò -non qui, almeno-: dite pure).

MOLTO MEGLIO IL MAL DI PANCIA

Premetto una cosa, tu scrivi bene, e questa circostanza depone a tuo favore, qualunque cosa scriva, Sellerò.
Ora però faccio alcune considerazioni come usa tra noi, senza tanti giri di parole.
Per scrivere di politica, e scrivere qualcosa che valga la pena di esser letto, bisogna avere due palle così. Neanche ai grandi editorialisti riesce bene tutti i giorni ‘sta cosa.
Figuriamoci se può riuscire ad un blogger soprattutto quando ha la fregola di postare una pezzo al giorno (non saltare sulla sedia, compagno….parlo in generale).
Cosa accade, quindi? Nella migliore delle ipotesi si propongono nel proprio spazio virtuale questioni già abbondantemente approfondite da giornali, radio tv siti specializzati e via dicendo, apportando un piccolo contributo personale, fatto di considerazioni “in linea” con i propri valori (possibilmente sempre gli stessi) finendo quindi per ridabire all’infinito la solita musica.
Guarda che non sto criticando te, eh? Questa cosa è successa anche a me.
Insomma, è un discorso generale…. prova a guardare con un po’ di senso critico molti di questi pseudo blog politici.
A parer mio fa eccezione solo quello di LastThule forse perchè non c'ha un cazzo da fa' tutto il giorno. Che poi nun se possa legge lo stesso pe' quanto è fazioso è un altro conto, accidenti a lui.
Nella peggiore delle ipotesi invece si procede direttamente al copiaincolla o al link selvaggio a qualche blog o sito blasonato, finendo per diventare cassa di risonanza di pensieri altrui. O col mettere insieme pezzi presi qua e là, in quella che non è né più né meno che la propria personale (e limitata) rassegna stampa.
Ora tu mi devi spiegare per quale motivo se voglio approfondire un tema di natura politica dovrei venirlo a fare in un posto così. Qual è il valore aggiunto? Nel web ci sono fior fior di siti d’informazione, luoghi in cui scrivono penne autorevoli del giornalismo.
Inoltre, a saperle cercare, ci sono proprio le fonti.
Di tutto.
Ciò premesso, torniamo a te.
Tu scrivi divinamente, come ti dicevo, e non mi riferisco solo alla forma. Nelle tue pagine c’è Daniele, la sua storia, il suo quotidiano, qualcosa che non somiglia a nient’altro.
Ora, posto ciascuno ha il sacrosanto diritto di usare il blog come meglio crede, a me piacerebbe che nel tuo lasciassi parlare più questo Daniele.
Che poi questo stesso Daniele si confronti anche con la politica mi va benissimo – anche perché lo sa fare in maniera superba – ma la politica, come l’arte, la musica, la letteratura, e via dicendo, devono essere funzionali a Daniele. Non il contrario.
Un esempio pratico? Pronti.

Mi chiamo Daniele e vi parlo di me.
Siccome vi parlo di me oggi prendo spunto da fatto politico e vi dico come la vedo io.
Domani magari mi scappa di parlarvi di musica e dopodomani di una che lavora con me che ha due tette da oscar.
Posso scrivere di cosa pensavo stamattina andando al lavoro, dei pensieri che mi suscita la bocca di Angelina Jolie o i tacchi delle “Uncle Sam Wants Shoe” di Andy Warhol.
Posso parlare di Federico II, di Carla Fracci o di una Fata che mi è rimasta nel cuore. Che forse è esistita o forse no.
Posso raccontarvi la fantastica storia del Palermo Calcio (scusami Sellerò, Wynck mi ha appena erudita!) o delle Piramidi egizie (ok…..sono monocorde, ultimamente) della mia vita di metalmeccanico, di chimico o di ex universitario, della pertosse di mia figlia o di suo cugino che ha beccato i pidocchi all’asilo.
E a proposito di pidocchi, per chiudere il cerchio, concluderò con un'ode a Previti, via.

Mi sono spiegata, Sellerò? Lassa perde il club dei giornalisti in erba e lustra la targa della tua nuova casa virtuale:

“TRANSIT: IL BLOG DI DANIELE MATTIOLI (detto anche Seller One)”
- sottotitolo -
Non mi scassate la minchia, grazie.

Ecco, sta cosa volevo dirtela già tempo fa. Cerca di non chiuderti dentro un “blog a tema” in cui personale e politico fanno continuamente a cazzotti.
E rilassate amò….che me metti ansia.
Devotamente tua.

P.S. attendo impaziente la recensione di Chicken Little. Ovviamente scritta da tua figlia. Nun ce provà: per una volta prova a scrivere sotto dettatura.

domenica 11 dicembre 2005

 Quei falsi miti
Se si oscurano, per due giorni, giornali e TG, non vuol dire che la gente taccia. Pera è Presidente del Senato, roba da Signori, la seconda carica dello Stato. Ultimamente ci dà sotto, pure di brutto, come si dice. Espressione che fa trasecolare, ma è verità. Intervistato dal “Giornale” (sich!), Pera ne ha per tutti. E se si sente odore di campagna elettorale è perchè c'è, mica perchè abbiamo un senso fuori posto. Difensore di una certa laicità, piuttosto complessa, afferma che “...c'è in giro una nuova sensibilità (...) il risultato del referendum insegna” e che a Sinistra “...sono dogmatici (...), vogliono sostituire una religione con un'altra: quella della ragione, dei diritti, del libero pensiero (...) o comunque si chiamino i miti a cui i laicisti si richiamano”. Siccome perseverare è diabolico (la Sinistra lo sa, lo fa di continuo), mi domando a cosa si voglia arrivare. Lascio perdere i timori, velati o meno, di una nuova DC sotto maschera o quelli di un'improvvisa (ma non improvvisata) voglia degli ambienti ecclesiastici di fare politica “vera” e temo, invece, una più ampia campagna a favore di una visione prettamente cattolica dei temi etici e morali. Non credo di poter accettare, e parlo solo per me, che la ragione sia un mito, che il libero pensiero debba sottostare, per forza, ad un concetto più alto ed incomprensibile. Se questi sono miti lo dovrebbero essere per tutti, che siano trasversali in FI o chiari da un'altra parte. Non posso comprendere affermazioni di questo genere, se non con dichiarata provocazione: mettere il cervello in stand-by ed affidarsi ai miracoli non fa per me, non fa per molti. Se la parola che più compare, in quest'intervista, è “dialogo” (insieme a “ragione”), mi limito ad osservare che è abusata e male usata. Se il sig. Pera teme i “Comunisti” sono affari suoi, ma se teme un confronto aperto alle ragioni dell'intelligenza umana, sbaglia: e mi chiedo come sia possibile pensare che sia ancora super-partes. Quando sentenzia che “...non mi sembra sia rimasto molto garantismo, in questo Paese (...) altrimenti avremmo dovuto sentire ben maggiori proteste contro le discriminazioni, anche legislative che ha subito Previti (n.b.: la parola “Onorevole” l'ho tolta io da davanti al nome Previti)” torna a terra, ma mi pare che lo faccia con il piede sbagliato. Forse, in Paradiso, c'è giustizia, ma su questa terra c'è confusione e uno come Pera mica aiuta.

giovedì 8 dicembre 2005

 Per celia
E' la pigrizia dei giorni di festa: quindi una "cosa" che potrebbe accadere spesso in questo mese.
E anche perchè il dialogo un pò ironico è sempre un piacere.
Sopratutto quando di "fronte" hai persone intelligenti.
Mica sempre è possibile...
(Visto che si avvicina il Natale, cliccate qui. Magari vi passa la voglia).

"Caro Barnaba, se sento Casini, da Fazio (Fabio), dire che "...nascerà un grande Partito di centro, attento ai valori Cristiani, che non sbanderà nè a Destra nè a Sinistra, ma che andrà avanti per la sua strada dritta (al centro, appunto)", mi viene in mente la DC.
Sono solo una persona che si spaventa facilmente?"
Daniele

R - Caro Daniele, sì, forse ti spaventi davvero facilmente, ma questo non significa che tu sia in errore. Io ad esempio non ho paura, ma non faccio testo: sono un incosciente. Insomma la verità dovrebbe essere nel mezzo, anche se non nel mezzo che dice Casini. T'abbraccio - F.N. -

martedì 6 dicembre 2005

 La TAV in testa
Da par mio, e quindi con pochissima qualità, ho tralasciato, volutamente, l'argomento TAV, in questi giorni. Chè, quando tutti pescano, è facile ingarbugliare le lenze. C'è un limite, e mi consolo, nel momento in cui ci si fa gioco di un certo qual modo d'agire. Se invece di pontificare su scranni televisivi, qualcuno dei nostri politici avesse mosso il culo e fosse andato fin lassù a cercare di capire, non penso che Basettoni & Co. avrebbero rispolverato il manganello. O, perlomeno, ci avrebbero pensato su. Tranne sapere, perchè è così, che proprio questi personaggi stanno dietro alla pazienza finita. Manca sempre un anello alla catena del vivere civile: quello che unisce la Democrazia e le sue espressioni alla crescita, al progresso. Senza stare per forza da una parte o dall'altra, si può dire che non stiamo andando in nessun luogo. Se per crescere devo rompere una testa, qualcosa che non va deve esserci. C'è, sopra ogni altra cosa, l'incapacità atavica di una classe dirigente che è più spaventata di un gatto davanti al cane. E che è totalmente lontana da quel suo popolo, a cui arringa, di cui si riempie la bocca quando le scadenze si avvicinano. Ma che non sa cosa voglia dire essere popolo e che pensa che questo sia un po' imbecille, tanto da non ammettere un pensiero contrario. Però i soldi li tiriamo fuori noi, poco importa come. Adesso ci saranno quelli che, fedeli ed imperterriti, massacreranno a parole questa gente, che ha diritto di fare ciò che fa, accusandoli di impedire che questo paese “scenda in serie B”. Ma parlare dei prezzi, mai?
 Agnosticismo, relativismo & laicismo
Caro Barnaba,
stamani, sul Corriere, ci sono due trafiletti per spiegare le parole "Agnosticismo" e "Relativismo", così da comprendere meglio Ratzinger. Mi spieghi cosa vuol dire "Laicismo", limitatamente all' Italia, però. Sempre tuo,
Daniele

R - Caro Daniele, credo di non sbagliare dicendo che il laicismo italiano dovrebbe cercare di essere non troppo diverso da quello che c'è in tanti altri Paesi che non risentono della vicinanza del Vaticano. Se il laicismo è per tutti la "corrente di pensiero che rivendica l'autonomia dello Stato dall'autorità ecclesiastica sul piano politico, sociale e culturale"(De Mauro) non vedo come possa non essere altrettanto per noi italiani. Anzi, forse sarebbe il caso che tale autonomia fosse sentita con maggiore trasporto e maggiore convincimento. Tuttavia, devo ammettere, che il mio laicismo non mi porta comunque a credere che la Chiesa non debba esprimersi in particolare sui temi etici come anche, del resto, su tutti gli altri. Io trovo quest' ingerenza semplicemente inopportuna, molesta, e provo una spiccata antipatia per chi se ne rende protagonista, ma non credo che il problema sia nell' inopportunità delle dichiarazioni dei vescovi italiani. In definitiva, credo che un Paese può dirsi compiutamente laico non quando proibisce all' on. Ruini di arringare ma quando semplicemente non lo segue. Ecco, io, ad esempio, non lo seguo. Grazie davvero, caro Daniele, di avermi scritto. - F.N. -

Io leggo quotidianamente il Blog di Francesco Nardi ed è un'esercizio che consiglio a tutti.



lunedì 5 dicembre 2005

 Bambini cattivi
Se, poi, la storia finirà in una bolla o verrà insabbiata da qualche parte, in un deserto, vedremo. Di certo a me sarebbe piaciuto sapere prima che qualche aereo USA va in giro per l'Europa con terroristi bendati da assicurare a carceri fantasma. Perchè sono argomenti interessanti. Mi viene il dubbio che facciano tutto e sempre da soli, malabitudine che usano spesso ed alla faccia di chi continua a pensare da sé. Se un Governo riutilizza dei vecchi capannoni e gli dà un ripennellata per metterci dei criminali, ohibò, vuoi mica che si vada a dire in giro. La raccomandazione è che si sia tutti uniti. Sennò son bacchettate sulle mani, come a Fantozzi. Zitti, che il bene comune va difeso a costo di mentire ed edulcorare. Perchè, ma si sa da secoli, il popolo non è solo bue, ma pure impressionabile. Così Cond Rice ci farà la predichetta e poi finirà a tarallucci e vino, chè ci son cose più importanti. A proposito: lo scudetto è già andato, pensate a quello.

domenica 4 dicembre 2005

 In Good Company
Se, alla fine, ci sarà un nuovo soggetto partitico, Democratico, grande e che riesca a fare, più che a dire, non so se lo si dovrà ad una vera coalizione o solamente ai suoi intenti. Tre giorni di affabulazioni sembra abbiano portato al raggiungimento di un'intesa. Se non piena molto ampia. Il problema (perchè, si sa, a Sinistra siamo capaci di scovarne ovunque) sarà nell'attuazione: dalla parole e dall'intento ad una reale svolta. Che non sia la solita pre-campagna elettorale. Se si parla di partecipazione popolare ed attiva, bisognerà dare strumenti concreto ed adatti. Senza troppi sofismi e senza indietreggiare. Perchè la consapevolezza dell'alternativa deve essere supportata da un decisionismo senza ombra. Partendo da quella Laicità abusata da un po'. Che significa non ritirarsi davanti all'avanzata di coloro che vorrebbero, parandosi dietro alla teologia, riappriopiarsi del centro politico, così ambito e così vago, a bandiere rosse e bianche spiegate. Con un occhi di riguardo alla cultura e un po' meno alla politica intesa come dietrologia e demagogia: perchè anche parlar chiaro ha del suo. Non sono ancora convinto che molto di questo sia acquisito (a parole sì), certo come sono che le gabbie ideologiche saranno, in qualche caso, ancor ben chiuse. Nel condominio è difficile essere sempre tutti d'accordo, ma pagare un Amministratore perchè non faccia nulla sarebbe pure sciocco. Perciò darsi da fare in fretta, ma senza furia, chè le risposte languono e le domande si caricano di pesanti aspettative.

(Nota a margine: "Splinder" è in sofferenza. Lasciare un commento o visualizzare un Blog, in questi giorni, è più difficile che passare da FI ai DS).

sabato 3 dicembre 2005

 Una sberla di salute
Se tre ragazzini delle medie picchiano, nei bagni della scuola, un compagno rumeno, si sente odore dello stesso razzismo che aleggia un po' in giro, presentato sotto vari aspetti, tutti degeneri. Se, però, i tre lo fanno con i manganelli a detta loro forniti dalle madri, allora le cose si spostano. Probabilmente se a fare un'azione del genere fossero stati tre figli del sessantotto rosso avrebbero usato altri mezzi, con il medesimo risultato. Quello che sta sotto, però, la melma ideologica, è la stessa. Se, con forzo titanico, si potrebbe presupporre una sorta di giustificazione per tre minorenni, qualcuno mi dica quale soluzione si dovrebbe trovare per un genitore che instilla tali perle di civiltà nella mente (piccola) di un figlio. Dal passato riemergono fantasmi evidentemente ancora ben presenti e speranzosi di resurrezione. Provassimo, dagli anni “bui” di un'educazione all'antica, a riesumare pure quattro “scuffiotti” (dicesi sberle), così, tanto per contrastare un'evidente mancanza di intelligenza. Da distribuire a piacere, magari prima ai grandi. Si sa mai che l'effetto sia quello non tanto di dare della luce a menti ottenebrate, ma, almeno, di togliersi una soddisfazione.

venerdì 2 dicembre 2005

 Winter Dispenser #2
Magari sarà troppo...

Colpi.
Previti ha definito la sentenza a suo carico “...un colpo di pistola”. Siamo certi che avrebbe preferito un colpo di spugna.

Zitti zitti.
In Bielorussia chi diffama il proprio Paese finisce in galera. Da noi non si può fare: non c'è abbastanza posto nelle carceri.

Insaccati cartoon.
In una prossima puntata dei “Simpson” l'azione si svolgerà nel paese di Salsiccia, in Toscana. Se aspettano un po' possono farne una su Mortadella in Emilia.

Fermi!
La Farnesina invita i giornalisti a non andare in Iraq; troppo pericoloso. I militari, invece, sono liberi di restare.

Al centro del mirino.
Berlusconi non tiene comizi, per timore di attentati: “La Sinistra mi ha messo nel mirino dei terroristi”: Impossibile: non sta fermo un attimo.

Erba.
I metalmeccanici vogliono subito il contratto, scaduto da 11 mesi. Ma l'erba voglio non cresce nel giardino di Berlusconi.

Lacrime e sangue.
Senza lacrime e senza sangue cambierà l'Italia, parola di Prodi. Fosse possibile anche senza soldi.

Parliamone.
Ruini apre al dialogo con i laici, ma solo di Domenica e dopo la Messa.

Prediche.
Mons. Caffarra afferma che c'è un sentimento anti-cattolico in Italia. Forse qualcuno è solo stufo di prediche.

Segreti.
Berlusconi insiste: nessuna operazione segreta della CIA in Italia. Erano tutte autorizzate da lui.

Senza frontiere.
Riabilitato Craxi da AN: fu bravo a sdoganare l'MSI. Una castronata senza frontiere.

giovedì 1 dicembre 2005

 Winter Dispenser #1
Casualmente, come sempre.

Un anno d'amore.
L'amore romantico dura un anno, è stato accertato. Più o meno quello che sarebbe dovuto durare il Governo Berlusconi.

Boni...
La castità funziona come contraccettivo, parola di Ratzinger. Morire di seghe ti fa andare in paradiso.

Dio!
Maradona si autoproclama il “Dio del calcio, che non prende ordini da nessuno”. La coca la pagava con i santini?

Strana...
“Stranamore” riparte con Emanuela Folliero. Poppe di vita.

Legalità.
Manca il numero legale e la legge elettorale è al primo stop. Erano assenti tutti gli indagati.

Colla!
10 milioni di € per affiggere manifesti: li vorrebbe spendere Berlusconi. Il tema a “sorpresa” dei poster sarà: come fare sentire degli straccioni tutti quelli che lavorano.

Dittatura!
La Fallaci inveisce e afferma che “..la Sinistra è la nuova dittatura”. Ha ragione: non ci sarà posto per le cazzate.

Oculista.
L'Inter è in gara per divenire “miglior squadra del 2005”. Approfittare della visita oculistica annuale no?

Appuntamenti.
Storace assicura che il “rispetto per la legge 194 è nella mia agenda”. Segnata al giorno di S. Ruini.

Ancora!
Berlusconi assicura che “in futuro ridurremo ancora le tasse”. Meno male; la prima volta se ne è accorto solo lui.

Vittoria totale.
L'unica opzione, per Bush, in Iraq, è “una completa vittoria”. Mollare il bere mai.

Verità assoluta.
La Cina “non ha mai nascosto la verità sull'influenza aviaria”: ha solamente dimenticato di parlarne.